PROPOSTE RICEVUTE NEL CORSO DELLA CONSULTAZIONE ON-LINE IN VISTA DELLA MANIFESTAZIONE “ROMA, L’ITALIA E L’EUROPA CHE VOGLIAMO”.

ROMA 28-29 MARZO – HOTEL ERGIFE

 

Proposta ricevuta da Maria Antonietta

 

Visto che 400-500 Hulligans hanno potuto fare in centro a Roma quasi tutto ciò che volevano, senza che gli fosse impedito, la probabilità che Roma possa essere conquistata dall’ISIS è elevata. Auspico che sia reintrodotto immediatamente l'obbligo della leva per uomini e donne in età d'armi, creando un esercito simile a quello Svizzero in cui i soldati il primo anno vengono addestrati per 6 mesi e negli anni successivi per un mese l'anno, lasciando loro armi e divise onde siano immediatamente operativi in caso di guerriglia terroristica.

 

Proposta ricevuta da Dani

“Bloccare gli arrivi predisponendo campi profughi in Africa controllati dall’ ONU. Per il terrorismo tutte le intelligence europee collaborino fra loro con leggi europee. Siano loro primi cittadini europei con leggi solo europee!

 

Proposta ricevuta da Ugo

Cosa vorrei…Primo, ripristinare il reato d'immigrazione clandestina. Secondo, le nostre navi vicino alle coste di partenza immigrati non per imbarcarli ma respingerli verso la costa d'imbarco. Con fermezza. Terzo, intervenire sul territorio italiano identificando l'immigrato e se non in regola-documenti rispedirlo nel luogo di provenienza. Quarto, l'intervento del magistrato contro chi commette reati con pene severe da scontare possibilmente nei loro paesi-Richiami al magistrato se non ligio ai propri doveri. Quinto, il rispetto delle nostre leggi, della nostra cultura.

 

Proposta ricevuta da Vito

Perché dobbiamo rimanere in servizio fino a 67 anni avendo maturato l’età anagrafica di 62 anni e 40 anni di servizio? E’ una vergogna. Grazie e buon lavoro

 

Proposta ricevuta da Andrea

Puntiamo ad abolire l'odioso istituto del "solve et repete" dall'ordinamento tributario. Già dichiarato incostituzionale dalla Consulta nel 1961 il "solve et repete" ha resistito e si è irrobustito nel 2010.

Attualmente il mero "avviso di accertamento" è un titolo esecutivo per lo stato italiano, in spregio ai diritti di difesa del contribuente e alle garanzie previste per ogni cittadino italiano dalla Costituzione.

 

Proposta ricevuta da Spartaco

Molto semplicemente "vorrei" una Italia Libera.

 

 

Proposta ricevuta da Cristian

Repubblica Presidenziale: Elezione Diretta Del Capo Dello Stato

 

Proposta ricevuta da Mirko

Sicurezza: Istituire un database europeo di oggetti posti in stato di fermo/ rubati e contraffatti (contrasto riciclaggio, falsificazioni ecc.). Istituire un “esercito comunitario europeo” per contrastare le minacce straniere (v. ISIS) e discutere se debba essere una forza vera e propria sostitutiva dei singoli eserciti oppure solo un coordinamento sovranazionale. Definire meglio i parametri di immigrazione europea e garantire alle nazioni fondi sufficienti per affrontare eventuali emergenze

 

Proposta ricevuta da Mirko

Istruzione: creare un sistema di riconoscimento europeo anche dei titoli liceali o dei singoli anni scolastici conseguiti o superati all’estero. Istituire una “patente europea del pc” sotto forma di corso da somministrare ai bambini fin dalle scuole primarie per fornirgli gli strumenti di “difesa” da eventuali minacce provenienti da internet (notizie false, pedofilia, pedopornografia, tecniche di adescamento ecc.)Rafforzare l’insegnamento della storia e la struttura dell’unione europea nelle scuole con integrazione nei Piano di Offerta Formativa di lezioni/eventi dedicati

 

Proposta ricevuta da Mirko

Imprese: Favorire gli scambi di conoscenze tra imprenditori della comunità anche proponendo per i giovani che vogliano aprire una attività una sorta di “erasmus” in cui andare ad imparare come si fa impresa in un altro paese dell’unione per poi portare le conoscenze nel paese di provenienza.

 

Proposta ricevuta da Mirko

Nuove Tecnologie: Favorire a livello europeo il processo di standardizzazione di prese elettriche, documenti elettronici ecc.

(vedere “patente europea del pc” per i bambini)

 

Proposta ricevuta da Mirko

Ambiente:

Favorire una politica di riciclaggio comunitario anche rafforzando e sensibilizzando studenti (punto 2), imprese (punto 3) e magari creando una card europea dei rifiuti che ogni cittadino deve possedere per buttare i suoi rifiuti, su cui accumula punti sconto se getta nei materiali riciclabili e sulla base di cui viene calcolata la fattura da pagare per quanto ha realmente cestinato (punto 4).

 

 

Proposta ricevuta da Fabio

Metterei una legge che imponga la coltivazione solo di girasole "Alto Oleico".

L’alto contenuto di acido oleico permette di abbassare il livello di colesterolo, esaltare il gusto dei prodotti fritti e migliorare la stabilità nella fase di frittura

 

Proposta ricevuta da Mauro

La tassazione eccessiva sulla casa e sugli immobili, ha messo in ginocchio l’Edilizia, un settore strategico della nostra economia. E’ necessaria una svolta radicale nella politica economica del Governo, la sinistra non sa nemmeno cosa significhi la parola lavoro e impresa. Anche le aliquote Iva al 22% sono una istigazione all’evasione. Accanto al taglio delle aliquote fiscali, serve una razionalizzazione della spesa pubblica, che fine ha fatto la mitica Spending Review, solo slogan di Renzi ,Letta e Compagni. Io avrei proposto l’abolizione delle Regioni, non delle province: il nostro Paese è organizzato con le prefetture provinciali e un’assemblea dei sindaci avrebbe potuto gestire meglio l’ambito provinciale. Inoltre bisogna agire energicamente sul mondo bancario che deve modificare il suo approccio rispetto alle imprese.

 

Proposta ricevuta da Mauro

Immigrazione:

Mare Nostrum è stata la prima invasione che un Paese sovrano ha finanziato, appunto per farsi invadere. I problemi , soprattutto dell’Africa vanno risolti lì.

 

Proposta ricevuta da Mauro

Il Governo Renzi, campione di spot e annunci, non è minimamente in grado di gestire la sicurezza di questo Paese....basta vedere quanto è successo a Roma con gli Olandesi....accanto ad un controllo serrato sulle comunità islamiche presenti da Noi, bisogna anche qui intervenire in maniera decisa in Iraq, Siria e Libia con uno schieramento il più largo possibile che senza se e senza ma dichiari una guerra a questi NUOVI BARBARI.....atteggiamenti lassisti e attendisti come quelli del Pinocchio di Firenze non solo sono inutili ma anzi sono dannosi. Questa non è una guerra tra Islam e Cristianesimo, questa è una Guerra tra Civiltà e Barbarie.

 

Proposta ricevuta da Angelo

Io credo che dei tanti problemi i più gravi, dei quali sembra che la politica non voglia  accorgersi sono: - sicuramente l’elevata pressione fiscale che toglie liquidita in origine alle famigli e alle aziende alla quale non risponde un vero ritorno di sevizi ai cittadini; - la disoccupazione; - 3 la mala politica la pessima politica la totale mancanza di idee. 

 


 

Proposta ricevuta da Francesco

La BCE non può essere una entità privata governata nei fatti da privati. DEVE essere posta sotto il controllo della rappresentanza politica. Attenzione che la gente sta ormai capendo come funziona l'economia occidentale e non è detto che alla fine si generi una forma diffusa di rifiuto verso un sistema che ha indubbiamente dei vantaggi ma che in questi ultimi anni ha inequivocabilmente mostrato la sua volontà di modificare a suo vantaggio un sistema creando una inaccettabile macelleria sociale che tutti noi abbiamo purtroppo visto, con suicidi, gente che ha perso diritti acquisiti, lavoro perduto per sempre, ricchezza faticosamente accumulata dalle famiglie che è stata drenata per soddisfare un perverso meccanismo di debito artificiale.

 

Proposta ricevuta da Toni

Caro Antonio.

L’unica proposta che mi sento di farti è quella che tu prenda la leadership del centrodestra italiano.

Te lo dico non per amicizia ma perché ritengo che tu sia stato e sia tuttora l’unico a comportarsi seriamente in questo attuale casino.

Non so quale sia il percorso da fare ma bisogna provare a farlo.

All’orizzonte credo che tu sia il più credibile dei tanti nervosetti che circolano. E sei:

perbene, tradizione liberale , intelligente (moderatamente), non rissoso eccetera.

Insomma puoi rappresentare benissimo quel 60% di italiani, che non si sa dove siano finiti!

Il resto verrebbe da solo: scuola, mafia, lavoro, infrastrutture, eccetera.

Un abbraccio.

 

Proposta ricevuta da Giovanni

mi onoro mi sento grato dei valori dei principi dell'esperienza da te sempre presenti portati avanti con saggio giudizio verso i quali con la tua devota testimonianza non ho suggerimenti se non sentirmi triste di come il concilio vaticano 2° abbia tolto la scomunica ai comunisti senza il valido presupposto che loro abbiano fatto un percorso di pentimento di ravvedimento per i crimini da loro commessi verso l'umanità e ciò rappresenta per me il lato oscuro per il quale mi trovo senza risposta nell'affrontare le negatività da esso propinate         

 

Proposta ricevuta da Lynda

E’ importante puntare sull’integrazione lavorativa di persone diversamente abili, con l'obiettivo di favorire il loro collocamento nel mondo produttivo del lavoro e nella nostra società, attraverso attività che ogni giorno confermano l'importanza della realizzazione professionale come strumento prezioso per aiutare ragazzi diversamente abili a diventare una parte attiva della comunità. 

 

Proposta ricevuta da Fabrizio

 "L'elezione diretta del Consiglio Superiore della Magistratura". Il razionale a tutti evidenti è che una magistratura che persegua i suoi soli interessi non faccia bene al paese, arbitrarietà nel processo che non sarebbe attenuata dalla separazione delle carriere, se ognuna di essa dovesse rimanere a rispondere solo a se stessa come ora. D'altro canto il passato fascista dell'Italia scoraggia il controllo da parte dell'autorità politica e le infiltrazioni mafiose scoraggiano anche l'elezione diretta dei procuratori come avviene in USA.

Anche l'attuale legge in discussione sulla responsabilità civile dei magistrati non può essere una soluzione in quanto se troppo severa metterebbe i magistrati sotto ricatto degli imputati, se troppo blanda rischierebbe di lasciare le cose immutate.

L'elezione diretta dei componenti del CSM godrebbe invece del beneficio di essere suffientemente lontana dagli elettori per non risentire di condizionamenti crimininali, non essere alle dipendenze del potere politico e d'altra parte essere abbastanza vicina ai magistrati per mediare le istanze. L'elezione avverrebbe infatti tra precise classi di professionisti che verrebbero tuttavia valutati in base alle loro decisioni dall'opinione elettorale ogni 7 anni così da non far risaltare un singolo episodio.

 

Proposta ricevuta da Fabrizio

Elezione per delega. In pratica un approfondimento virtuoso dei mezzi passi avanti dell'Italicum per il Senato. Gli elettori potrebbero esclusivamente votare dei Grandi Elettori che a loro volta avrebbero il solo compito di eleggere i parlamentari, per poi non mantenere alcun incarico politico - questo a differenza dell'Italicum dove i grandi elettori dei senatori continuano a mantenerlo nell'amministrazione locale.

 

Proposta ricevuta da Gabriella

La minaccia che gli elementi dell'ISIS vengano in Italia si sta concretizzando sempre di piu`, se lasciamo libero accesso nel nostro territorio a chiunque. Siamo in uno stato di pseudo-guerra, se pensiamo ai terroristi islamici e che cosa sono stati capaci di fare, e in uno stato di guerra la prima cosa da intraprendere e` quella di chiudere le frontiere, almeno dalla parte del mare, facendo presidiare le coste dalla Marina Militare, rimandando indietro chiunque cerchi di approdare nel territorio italiano. Questo provvedimento credo che sia urgente e per niente esagerato, data la situazione altamente critica. I fanatici islamici cercheranno di far saltare tutto il Vaticano, dato che dobbiamo sempre tener presente che la loro meta principale e` l'islamizzazione di tutto l'occidente.

 

Proposta ricevuta da Gabriella

Per quanto riguarda l'economia, cercherei di valorizzare al massimo la nostra agricoltura, incentivando e sostenendo chi si dedica ad essa, dobbiamo ritornare all'origine per cercare di crescere; l'Italia ha moltissime risorse ed e` un Paese autosufficiente, se si limitano le importazioni all'osso e si esportano i nostri prodotti.

 

Proposta ricevuta da Dario

Slot machine I GESTORI DELLE SLOT devo allo stato 98 Miliardi di Euro perché devono patteggiare a 400 Milioni, così come gli evasori perché non si recupera mai il 100% dell’evaso? perché si cerca sempre di patteggiare a cifre irrisorie. Chi evade paga fino all’ultimo centesimo. Così come chi porta i capitali all’estero, è ormai a conoscenza di tutti che i soldi non vanno più a finire in Svizzera ma in Brasile e altri paradisi Fiscali. Lotta all’evasione dai grandi industriali fino ai piccoli commercianti, non credo sia giusto che una società come la Fiat sposti la sua sede legale all’ estero ma continui ad usufruire degli ammortizzatori sociali italiani. Con i soldi recuperati abbassare la famosa pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie italiane e in più fare investimenti sulle nostre città d’arte per portare sempre più turisti in Italia, dovremmo essere un paese che sopravvive solo di turismo per tutte le bellezze e le opere d’arte che ci sono nel nostro paese.

 

Proposta ricevuta da Dario

Incrementare gli aiuti economici agli agricoltori bloccando tutte le importazioni che non sono troppo concorrenziali con i nostri prodotti, il MADE IN ITALY non deve essere pubblicizzato deve essere imposto, INIZIAMO a consumare solo prodotti italiani e vedremo che le aziende nasceranno , faranno investimenti e daranno lavoro ai nostri giovani invece di chiudere . Per tonare grandi bisogna un po’ tornare al passato, con l’ esperienza e le nuove tecnologie messe a disposizione.

 

Proposta ricevuta da Dario

Iniziamo ad adottare le nove tecnologie nelle scuole e soprattutto formiamo persone pronte per il mondo del lavoro al passo con i tempi, le nostre scuole formano su tecnologie obsolete che in alcuni casi non vengono più utilizzate nel mondo del lavoro. Il nostro sistema scolastico è uno dei peggiori in Europa diamo di più ai nostri giovani perché sono proprio loro il futuro di questa Nazione.

 

Proposta ricevuta da Dario

Perché un cittadino che paga le tasse regolarmente deve attendere mesi per una visita specialistica in una struttura pubblica, mentre in una privata i tempi sono molto brevi e spesso il personale coincide, le nostre aziende pubbliche sono gestite da manager assolutamente non idonei, le strutture e le aziende pubbliche dovrebbero funzionare come un’azienda privata solo così non avremmo più disservizi e mala sanità.

 

Proposta ricevuta da Giancarlo

Il rilancio dell'economia passa attraverso una riduzione della pressione fiscale (ed una semplificazione vera della normativa). La riduzione fiscale dipende da una diminuzione del debito pubblico. Fra i vari capitoli che costituiscono il peso ci sono gli interessi che lo Stato deve pagare per finanziarsi, Perché non studiare ( non mi pare che sia stato fatto seriamente) la proposta del Prof. Savona di utilizzare il patrimonio immobiliare pubblico per emettere bond in sostituzione di titoli pubblici? Passo ora in un campo nel quale opero professionalmente da oltre trent'anni:  l'internazionalizzazione.

Il commercio estero contribuisce per un 25% circa( secondo gli anni)alla composizione del PIL e costituisce lavoro ( in un paese trasformatore come il nostro) per diverse migliaia di persone. Purtroppo anche lui sta perdendo colpi e di cose concrete il governo non ne ha fatte e non sembra volerne fare. E' dal 99 che si parla di una riforma degli enti e di una razionalizzazione delle varie norme. Ma non si è fatto nulla salvo riproporre vecchie formule inutili se non dannose. Troppi enti che si sovrappongono e sprecano risorse dei contribuenti mentre stiamo svendendo i nostri migliori asset industriali in una miope strategia di breve periodo senza riuscire a delineare una politica industriale/internazionale di lungo periodo.

 

Proposta ricevuta da Gemma

Riduzione delle tasse (come in USA), Riduzione del numero dei parlamentari, Vietare le molteplici pensioni per un unico soggetto. Per quanto riguarda Roma Capitale: Cambiare sistema di raccolta rifiuti (vedi Israele), Annullare il titolo di Onorevole per i consiglieri comunali (titolo assurdo), Istituire una scuola di posatori di sanpietrini (se ne parla da tempo), Trasformare (possibilmente) una o più caserme in Ostello della gioventù. Roma è l’unica capitale europea a non averne.

Utilizzare i detenuti con pene minori, per lavori socialmente utili (giardini, mura Aureliane, etc)

L’elenco potrebbe essere molto più lungo, ma ci accontenteremmo……

 

Proposta ricevuta da Gabri

credo che l'Europa, il nostro Paese in particolare, siano in ritardo con la Storia. Le grandi riforme liberali, di cui l'Italia aveva ed ha bisogno, non le abbiamo realizzate. L'Europa Politica non esiste ed il resto del mondo avanza sempre più velocemente. Questa Repubblica Parlamentare non è in grado di partorire nulla di serio a causa dei continui compromessi a cui è soggetta da parte di partiti, gruppi di potere, lobby, corporazioni ecc. Credo che Forza Italia dovrebbe riappropriarsi delle sue proposte Liberali in modo forte, convinto e deciso: Repubblica presidenziale, Istruzione, fisco!!!!!!!!, giustizia!!!!!!!, burocrazia!!!!, tutte cose che contribuiscono a rallentare e stravolgere ogni tentativo di cambiamento. L'Europa o si fa o non si fa: questo continuo galleggiamento  non ci consente il necessario confronto con le grandi realtà del mondo. La scienza e le nuove tecnologie fanno avanzare il futuro sempre più rapidamente!. Sbrighiamoci!!!

 

Proposta ricevuta da Fabrizio

Per i soci del nostro club l'avvenire si baserà su due specifici campi, uno è la robotica in particolare il campo della domotica e l'altro la produzione di biogas dai rifiuti urbani. Su questo deve puntare l'Italia. Serve creare dei lavoratori ad hoc, sviluppare scuole e laboratori specifici per creare quella manodopera ultra specializzata. Nel campo della domotica bisogna incentivare fin dalle scuole medie l'utilizzo di schede specifiche per creare nuove applicazioni esempio Arduino, raspberry pi ecc.ecc. Corsi di meccatronica e stage presso aziende, serve che lo Stato supporti queste aziende emergenti si parla di investimenti per il futuro. Supporti economici in cambio di stage specifici ed accurati per studenti e futuri progettisti, come dire studiare sì, imparare sul campo meglio ancora. Creare concorsi alla progettazione domotica con premi in denaro per le scuole da investire in laboratori. Nel campo del biogas la cosa si complica un po’, gli investimenti non saranno ben visti da chi fa speculazione con i carburanti e via dicendo ,ma forse è arrivata anche l'ora che il mondo dia una svolta.

 

Proposta ricevuta da Barbara

E’ davvero arrivato il momento di essere coraggiosi se vogliamo guardare al futuro.

Partendo dalla mia esperienza, posso dirti che a noi amministratori e militanti di provincia, sempre in prima linea, il coraggio non ci manca.

Di avere coraggio ce lo chiedono i nostri cittadini che ogni giorno cercano risposte e soluzioni alle quali non sempre siamo in grado di rispondere. A queste persone che vivono con difficoltà la quotidianità dovremmo spiegare che cosa è oggi e che cosa vuole fare per il futuro il nostro partito, ma, abbandonati a noi stessi come spesso capita, viviamo una imbarazzante difficoltà.

Per quanto ancora saremo in grado di far fronte?

Sembra incredibile, siamo nel 2015, abbiamo costruito e smontato tre diversi “partiti”, abbiamo litigato con gli amici, li abbiamo visti allontanarsi, aderire ad altri schieramenti e poi tornare ma ancora, nel 2015, continuiamo a sentir parlare delle persone con riferimenti agli “ex qualsiasi cosa” invece che all’attualità. E’ mai possibile che non si riesca a sdoganare un sano criterio che valga per l’oggi, o al limite per lo ieri, ma non per qualcosa che è esistito 10, 15 o 20 anni fa? L’appartenenza ha certamente i suoi vantaggi, certifica la fedeltà, testimonia l’affidabilità ma non possiamo più prescindere anche dalla competenza, dalla dignità e dal merito.

Deve essere chiaro a tutti che Forza Italia oggi, non è uguale al PDL di ieri.

Forza Italia, per dimostrare che è cambiata rispetto al PDL, non può continuare a lasciare irrisolto il problema fondamentale del gruppo dirigente: come si costruisce, come si legittima, come si rende autorevole, come si presenta al consenso della gente.

Invece tutto continua ad essere gestito come si gestisce un piccolo circolo, si stenta nell’aprirsi a nuove persone, si guarda con diffidenza chi si avvicina, si tiene la porta socchiusa per evitare che a qualcuno venga la voglia di entrare.

Ma ciò che conta adesso è solo il risultato. A forza di questo atteggiamento abbiamo allontanato le persone e ciò che è più grave è che le stiamo allontanando dalle urne.

Il popolo di Berlusconi e suoi elettori sono in crisi; noi siamo in crisi e difatti l'astensionismo nelle ultime tornate elettorali ci ha colpito duramente.

Più ci si allontana dal confronto sul territorio, dal radicamento, dalla presenza di una classe dirigente riconoscibile e riconosciuta, più aumenta l'astensionismo; è inevitabile.

Ed io non voglio rassegnarmi ad una sinistra vittoriosa pur non avendone i meriti. E non accetto neppure di essere “il meno peggio” in uno scenario desolante.

Dobbiamo tornare ad essere inclusivi, darci delle regole, spiegarle ed essere i primi ad applicarle rinunciando una volta per tutte ai privilegi acquisiti negli anni che oggi sono la testimonianza di una appartenenza a qualcosa che però non c’è più, ad un modello ormai lontano da quello che le persone vogliono, ad un modello peraltro inattuabile se non nei sogni nostalgici di qualcuno.

Sono rimasta in Forza Italia senza dubbi sul fatto che questo fosse il mio partito e continuo a stare al mio posto, rispettosa di gerarchie che, francamente, non comprendo più ma che non intendo contestare. Aspetto però che finalmente il mio partito inizi davvero a guardare avanti, a dare un segno tangibile del nuovo modo di fare politica, che inizi, insomma, ad avere coraggio.

Nell’attesa che Forza Italia prenda una volta per tutte la decisione di “costruirsi” davvero, insieme a molti altri come me, continuerò a fare la “piccola” politica sul territorio, tra le mille difficoltà che condivido con gli amministratori, cercando di farlo meglio che posso.

Non ci tengo ad essere una nominata. Un amministratore serio, che vive questo tempo, deve poter rivendicare il proprio diritto di guadagnarsi un ruolo altrimenti è solo un piccolo soldatino in balia di un condottiero lontano, una pedina senza riferimenti.

Ho scelto di restare in Forza Italia, convinta che questo progetto politico sia e resti l’unico valido per un futuro migliore della nostra società, convinta che prima o poi si dovranno, necessariamente, riconsiderare molti aspetti dell’organizzazione, con criteri di selezione che puntino a premiare il merito, la competenza, la serietà, lo spirito di servizio vero.

Io non ho soluzioni alle grandi questioni ovviamente, ma forse avrei qualche suggerimento sul metodo, per la credibilità del nostro partito.

Il partito, a tutti i livelli, ha bisogno di ricambio che non sia solo generazionale, forse addirittura di un cambio di mentalità, non c’è bisogno di rottamazioni o epurazioni ma di politiche chiare: più iniziativa politica, più idee nuove, maggiore apertura, meno tatticismi e accordi sotto banco e soprattutto più attenzione nei territori.

La credibilità del partito a livello nazionale si costruisce sulla credibilità del partito a livello locale e ciascun amministratore, ciascun singolo iscritto impegnato nella società civile, costruisce un pezzetto della credibilità del nostro partito. È per questo che le persone contano: traghettano in maniera positiva o negativa l’immagine del partito. A mio avviso occorrerebbe innanzitutto ridare dignità politica agli organi elettivi ed esecutivi del partito regionale e provinciale valorizzando le nuove forze.

A chi ci rimprovera di aver sprecato 20 anni e si interroga su come si sia arrivati a questo punto, mostriamo non le vecchie facce, ma i nuovi progetti per un grande rinnovamento che si ispirano ai “nostri” principi ma calati nella realtà di oggi. Non serve una politica fatta di tattica e cinismo, che non ha a cuore il bene comune, che passa sopra i territori invece di trovare lì la propria ragion d’essere. I cittadini sono stanchi di parole e attendono fatti concreti. Creiamo un partito duttile nella forma ma granitico nei contenuti, un partito comprensibile ed accessibile alle persone comuni.

Dobbiamo tutti insieme tornare a dare dignità alla militanza ed alla partecipazione, alle scelte vere e decisive per le sorti dei cittadini.

 

Proposta ricevuta da Gian Carlo

PMI - il sistema bancario dispone di una discreta liquidità che però non arriva alle imprese. Le banche si nascondono dietro lo schermo di "Basilea 3" e delle "regole2 di EBA pensate per dimensioni aziendali medie europee nettamente superiori alla media delle dimensioni delle imprese italiane. Proposta: azione di modifica delle "regole" e potenziamento dei fondi di garanzia e misura delle nostre PMI .

Recupero di competitività delle imprese - E' necessaria una modifica sostanziale del sistema di sostegno finanziario delle imprese oggi essenzialmente basato sui c.d. finanziamenti agevolati. Questo sistema ha ampiamente dimostrato di essere inefficiente, inutilmente costoso ad alto rischio di corruzione.

Proposta: sostituire il sistema della finanza agevolata (dovrebbe restare solo in casi eccezionali) con abbattimenti fiscali più facilmente utilizzabili dalle imprese e con più immediato risultato e più facilmente controllabili dallo Stato. In seconda battuta si potrebbe assegnare alle banche ( attraverso gara pubblica) la gestione delle agevolazioni. Vantaggi: diffusione sul territorio e prossimità alle imprese, concorrenza fra le banche agenti selezionate ,eliminazione dei "monopoli" ,maggiore efficienza complessiva. Inoltre la soluzione potrebbe consentire alle banche di ottimizzare del personale formato oggi in esubero.

Passando a proposte di più diretto impatto sui singoli :

- Abolizione del canone della Rai e privatizzazione;

- introduzione di detrazioni fiscali vere per sistemi di protezione delle abitazioni e loro costi di manutenzione e sorveglianza;

- Ampliamento delle detrazioni fiscali (la contrapposizione degli interessi combatte l'evasione fiscale).

Infine, ma non perché sia di minore importanza, ma solo perché l'argomento richiede un' approfondita e responsabile riflessione da fare in un'apposita sede,  la questione dell'immigrazione. Credo siano  due gli aspetti che contraddistinguono il tema collegato a quello della sicurezza: il controllo interno degli eventuali terroristi e quello estero del controllo delle partenze e dell'assistenza "in loco".

 

Proposta ricevuta da Luca

Questa lettera, l'avverto, probabilmente fuoriesce dai canoni che lei ha delineato in merito agli argomenti da affrontare. Insomma, non parlerò di proposte e programmi per il futuro ma di passato. Il nostro, ovviamente. Vede, sono fermamente convinto che prima delle ricette risolutive per sciogliere l'inghippo dell'Italia e dell'Europa attuali dobbiamo ritrovare una ragion d'essere comune, una vocazione corale e fusionista di lungo termine, una prospettiva programmatica e progettuale tesa ad un cambio radicale dello status quo. E per far questo è necessario conciliare le singole vedute e le nostre identità. “Nostre” da intendere sia come alleati che come componenti del medesimo partito. In che modo realizzare il tutto? Riscoprendo le radici di appartenenza, tornando a quel corollario di sogni da cui tutto prese origine, riappropriandoci di termini ed espressioni oneste, veritiere ed orgogliose, rifiutando di conseguenza quella che Von Mises definiva “fraseologia demagogica”. Spesso infatti sembra che si adoperino delle locuzioni più che altro con lo scopo sotteso di camuffare la nostra reale identità. Per fare qualche esempio: definirsi “moderati” per non dirsi di Destra; definirsi sostenitori di una fantomatica ed ossimorica “economia sociale di mercato” per non dichiararsi semplicemente liberisti; auspicare in molti ambiti uno Stato efficiente quando invece di Stato non ve ne dovrebbe essere proprio traccia. Vede, Onorevole, vorrei non provare imbarazzo, specie all'interno della mia area politica, nell'esternare attaccamento e commozione verso il mio Paese, non solo quando ascolto Mameli allo stadio, ma anche dinnanzi al David, sopra il colle dell'Infinito o mentre leggo di medievali viaggi immaginifici tra Inferno e Paradiso. Ma per poter dar luogo alla creazione di questo contesto, che oserei definire quasi ontologico, è necessario un lavorio concettuale in grado di dar luogo ad una sedimentazione di idee, percezioni, culture, visioni, emozioni, concetti e sensazioni sottese, a volte addirittura carsiche, ma presenti, vive ed in continua evoluzione. In tale ottica è necessario rispolverare l'antica argenteria di famiglia che una volta assumeva i nomi di IdeAzione, Il Domenicale, L'Ircocervo, ecc. Ovviamente quelli appena citati sarebbero rimasti solamente dei progetti sulla carta se non ci fossero state grandi personalità a dare loro linfa vitale. Mi permetta di ricordare, tra i tanti: Domenico Mennitti, Piero Melograni, Lucio Colletti, Saverio Vertone e Vittorio Mathieu. Ebbene si: la famosa squadra dei professori. Se vogliamo costruire una struttura davvero solida che duri nel tempo dobbiamo ripartire dalle radici. Un lavoro lungo, laborioso e irto di ostacoli, senza dubbio. Ma altre strade da intraprendere non ne vedo. Del resto, come sosteneva Edmund Burke: “I popoli che non si volgono indietro ai loro antenati non sapranno neanche guardare al futuro”. E come vede, seppur dopo molto scrivere, alla fine la parola futuro è apparsa. Si, le cose cambiano, gli uomini pure - quorum ego - ma la ricetta per tornare a vincere si palesa da questi pochi e miracolosi ingredienti. E, nonostante tutto, torneremo a riveder le stelle... Cordialmente.

 

Proposta ricevuta da Raffaello

Caro Antonio,

   ringraziandoti della possibilità di collaborare su temi così importanti, della tua costante cortesia, cosciente del rischio di cadere nella banalità, ti allego di seguito qualche riflessione, augurandomi che possa risultare di minima utilità.

TERRORISMO

   Il terrorismo, fenomeno endemico in Italia, nel mondo s’inquadra ormai nel contesto della cosiddetta “guerra asimmetrica”, ovvero di un confronto totale e senza limiti, che ha trovato nella globalizzazione un elemento di accelerazione senza precedenti.

   Tale fenomeno criminoso si autolegittima mediante la gestione dei media, utilizzando con disinvoltura gli attentati in forma tradizionale, la pirateria via web, la manipolazione illecita dei mercati finalizzata alla creazioni di crisi finanziarie a catena e interconnesse. Nella strategia del terrore, la diffusione di virus informatici, piuttosto che virus di gravi malattie, sono soltanto mezzi diversificati usati allo stesso fine, ovvero creare insicurezza, spostando l’asse della conflittualità dai campi di battaglia a ovunque. Appare evidente che, al di là dei pretesti ideologici, politici o religiosi, il terrorismo persegue scopi economici per ottenere potere che, a sua volta, genera margini di profitto crescente, Al Qaida prima, l’Isis poi, sono essenzialmente network economici, che utilizzano il terrorismo come semplice strumento, i cui effetti vengono sapientemente amplificati usando con sapienza i canali dell’informazione e assoldando professionisti del settore (i video delle esecuzioni replicano le tecniche cinematografiche), come qualsiasi multinazionale, essi ricercano finanziamenti, monitorano il consenso, espandono la loro economia, con minacce e blandizie sapientemente mescolate, dando luogo ad un ciclo economico perverso. Indiscutibilmente, le manifestazioni del terrorismo si combattono con l’intelligence e la repressione, ma i loro presupposti possono essere eradicati soltanto mediante corrette politiche economiche, sociali e scolastiche, che contribuiscano ad elevare il tenore di vita e la consapevolezza delle popolazioni più povere e delle frange crescenti di emarginazione e frustrazione che osserviamo tra gli esclusi delle nazioni più progredite.

   Nel quadro del contrasto a tali fenomeni, peraltro, rileviamo con preoccupazione, il progressivo allontanamento dai fondamenti delle democrazie liberali, ovvero la tutela dei diritti individuali, quali la riservatezza e la libera disponibilità dei propri beni, sempre più circoscritti e limitati dal falso mito della sicurezza generale, da sistemi di controllo globale e regimi giuridici progressivamente invasivi, da circoli di potere elitari ed oscuri.

   Tutto ciò, forse, costituisce la vera vittoria finale del terrorismo, che dobbiamo assolutamente scongiurare, convincendoli che non riusciranno a farci cambiare stile di vita con la paura, bilanciando con intelligenza quelle che sembrano essere esigenze non compatibili, riportando i cittadini ad avere fiducia nei loro rappresentanti istituzionali e a considerare lo Stato non un’oppressione, bensì come la casa di tutti.

   Forse una follia, ma lo stesso Berlusconi ha più volte citato come positiva la “lucida follia” di Erasmo da Rotterdam e, in fondo, uno statista si distingue dal semplice politico perché questo pensa alle prossime elezioni, mentre quello provvede alle prossime generazioni…

 

Proposta ricevuta da Raffaello

IMMIGRAZIONE

   Il tema dell’immigrazione è di scottante attualità e non del tutto disgiunto da quello del terrorismo di cui può essere pericoloso veicolo, illecito mezzo di finanziamento e strumento di strategie asimmetriche.

   Fondamentalmente, uno stato è tale se esistono un territorio, una popolazione e una sovranità. Se il territorio è delimitato da confini permeabili, se la popolazione, da autoctona assume caratteristiche sempre più eterogenee, se la sovranità viene nullificata da pretese sostenute con violenza e prevaricazione, in tempi contratti non avremo più uno stato, tradizionalmente inteso, bensì un’area geografica nel cui ambito vivono etnie diverse gestite dalla legge del più forte.

   Storicamente, i rapporti internazionali si fondano sulla reciprocità e sul rispetto delle norme del paese ospite. In Italia, dissennate politiche immigratorie, gestite dalla sinistra, ma non solo, manipolando concetti etici-religiosi sull’accoglienza, hanno provocato un disastro sistemico, i cui effetti, attualmente gravissimi, diventeranno insostenibili nei prossimi anni. I caposaldi di una corretta gestione del fenomeno sono quelli che ci indicano i fondamenti del diritto e l’elementare buonsenso, ovvero:

-nessuno può legittimare la propria presenza nel territorio senza il consenso preventivo dello Stato;

-nell’ambito del territorio di cui si è ospiti, si rispettano gli usi, i costumi, le tradizioni e le leggi del luogo, impedendo qualsiasi tentativo di imporre le proprie;

-vanno prima garantiti i diritti e i vantaggi dei cittadini autoctoni e poi quelli degli stranieri, a qualsiasi titolo presenti sul territorio nazionale;

-la cittadinanza non può essere acquisita per automatismi, bensì al termine di un lungo e controllato percorso di integrazione, nel quale, per esempio, la conoscenza della lingua, delle leggi fondamentali e il rispetto della fiscalità sono presupposti ineludibili;

-primariamente, le popolazioni straniere più povere vanno aiutate a svilupparsi nell’ambito del loro territorio.

   Questi pochi concetti valgono per qualsiasi paese, certamente per l’Italia, in cui il senso di appartenenza dei cittadini è tradizionalmente carente. In fondo è il problema che impedisce all’idea di Europa di decollare come nazione, rimanendo essenzialmente una gestione di burocrati, gigante economico, nano politico ed eunuco dal punto di vista militare, enclave circondata da disperati, dimentica delle proprie origini, sempre più vecchia, impaurita e confidante, per la propria sicurezza, nell’aiuto di altri: un’autostrada verso il disastro.

 

Proposta ricevuta da Raffaello

ECONOMIA E FISCO

   I temi dell’economia e del fisco, intimamente connessi, dominano il dibattito, determinano le scelte politiche e garantiscono alla finanza mondiale il controllo extra istituzionale di nazioni e popoli, il cui grado di libera scelta è sempre più limitato da regole che sembrano prescindere dal buonsenso e dall’interesse generale.

   L’economia di un paese, similmente a quella di privati, siano essi, persone fisiche o giuridiche, viene determinata dal bilanciamento tra flussi passivi e flussi attivi, questi ultimi auspicabilmente prevalenti, Le finalità di un privato sono la massimizzazione dei profitti, quelle di uno stato il progressivo miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini.

   Tutti, e questa è la prima realtà dimenticata, dovrebbero avere i bilanci in ordine. Da ciò discende che i bilanci degli enti istituzionali dovrebbero essere in pareggio, in caso di disavanzo negativo, dovrebbero essere indicati i criteri di ripianamento del debito in tempi contratti, diversamente l’unico esito possibile è il commissariamento. Ovviamente, la scusa tradizionale di ogni Sindaco incapace, ovvero che le sue variabili di spesa, avendo causali sociali, prescindono dalle entrate, appare quantomeno come una colossale baggianata.

   Purtroppo, nel caso Italiano, salvo pochi piccoli Comuni virtuosi, la regola è che tutti gli enti istituzionali sono caratterizzati da un enorme indebitamento, primo tra tutti lo stato nazionale.

   Nessuno sembra fare nulla e, fatto ancora più grave, nessuno dice che, nel caso dello Stato, non è possibile fare alcunché di risolutivo, perlomeno con mezzi ordinari. Basti valutare che il debito pubblico attuale oltrepassa i 2185 miliardi di euro, che una finanziaria lacrime e sangue non supera i 60/70 miliardi di euro, quindi del tutto insufficiente anche per pagare gli interessi annui che tale debito genera.

    L’utilizzo della leva fiscale in tempi di crisi deprime l’economia e impedisce la risoluzione del problema. Peraltro, un sistema fiscale gravoso come quello italiano, genera inevitabilmente evasione ed elusione e tale situazione non può essere corretta rendendo efficiente un sistema iniquo, bensì esso va reso equo, con aliquote fiscali basse, pagate da tutti e con pene certe in caso di evasione.

   Infine, un governo, prima di mettere le mani in tasca dei cittadini, dovrebbe eliminare gli sprechi e le spese inutili. Basti pensare a Regioni che, per dimensioni e numero di cittadini (Valle d’Aosta. Molise, Basilicata, Umbria), vanno assolutamente ripensate, alla sopravvivenza delle Provincie, veri e propri reperti di archeologia istituzionale, che sarebbero dovute essere soppresse con l’istituzione delle Regioni, posto che esse siano utili. Alla persistenza di una polizia economica (Guardia di Finanza), che costa molto più di quanto rende e le cui attività potrebbero benissimo essere devolute alle forze di polizia ordinaria (in Italia ce ne sono ben due: Carabinieri e Polizia di Stato), Gli enti inutili, di cui si parla da anni, andrebbero aboliti, assorbendo i dipendenti e sciogliendo le “governances”, composte essenzialmente da nominato sottobosco politico in parcheggio. Similmente le società partecipate, i compiti delle quali sarebbero meglio e più economicamente svolti da professionalità esistenti all’interno degli enti pubblici.

   In sostanza, i cittadini andrebbero convinti dell’utilità di pagare tasse ragionevoli, a patto di ricevere servizi reali ed efficienti. Sulla fondatezza di tale ragionamento, basti richiamare la devastante efficacia di uno sciopero fiscale generalizzato. Ogni analista sa che metterebbe in ginocchio qualsiasi grande nazione in pochissimo tempo, perché quasi tutte sono tecnicamente fallite e sopravvivono coprendo i debiti con il flusso fiscale corrente e, soprattutto, illudendo i propri amministrati che quella è la corretta soluzione e che non ve ne siano altre: un bluff destinato a non durare a tempo indeterminato.

 

Proposta ricevuta da Raffaello

ROMA CAPITALE

   Roma è probabilmente la città più famosa del mondo, con un centro storico e un patrimonio artistico senza rivali. Nel contempo, è un problema le cui presunte soluzioni sembrano aggravarlo esponenzialmente.

   Roma è il luogo dove le cose accadono: è la sede del Governo Italiano, ospita il Vaticano, uno Stato piccolo ma ricchissimo e in grado di esercitare una straordinaria influenza su miliardi di cattolici sparsi nel pianeta, vi sono le ambasciate delle Nazioni con le quali l’Italia (e anche il Vaticano, per cui si moltiplicano) ha relazioni diplomatiche stabili.

   Roma è inoltre il Comune più indebitato d’Italia, che sopravvive con il ricatto che non si può fare fallire la Capitale. Ammessa e non concessa tale tesi (negli Stati Uniti Detroit è fallita e non è accaduto nulla di trascendentale, salvo l’avvio di procedure ad hoc), occorrerebbe quantomeno invertire la tendenza, ovvero cessare di generare debito pubblico e varare efficaci politiche atte a ridurlo. Nella realtà, i Governi che si susseguono tamponano la situazione con prestiti ponte, essenzialmente a fondo perduto, assistendo impotenti, ma talvolta conniventi, al disastro.

   Roma è anche la capitale italiana della protesta, poiché appare poco conveniente protestare a casa propria, chiunque ritiene che una manifestazione nella Capitale avrà molta più visibilità. La gestione dell’ordine pubblico a Roma è particolarmente complessa e favorisce il gioco del rimpallo delle responsabilità. Recenti eventi di degenerazione vandalica del tifo ci hanno esternato lo spettacolo, invero singolare, di un Sindaco che mette sotto accusa Prefetto e Questore e questi ultimi dichiarare candidamente che tutto era andato bene e che, comunque “…meglio danni che morti (sic!)”.

   In realtà, a Roma la catena di comando risente pesantemente dell’ingerenza di molteplici centri di potere che impediscono ai tecnici competenti di gestire le situazioni secondo procedure efficaci che, ovviamente, devono prescindere da contrasti etico-filosofici e dalla dialettica politica contingente. Nel caso di specie, occorrerebbe diversificare con incisività i compiti della Polizia Municipale, attribuendo in via principale incombenze ad essa proprie che, attualmente, vengono devolute alle altre forze di Polizia (es.: assistenza agli sfratti, presidio di istituzioni minori, controllo del commercio, lavoro ed edilizia, sorveglianza al patrimonio artistico, ecc.).

   Roma ha una viabilità pubblica discutibile, per qualità e quantità. Metropolitana, autobus e taxi andrebbero ripensati in sinergia, per rendere facilmente fruibile il centro e impedendo alle periferie di essere luoghi scomodi e non desiderabili. Opportuni provvedimenti dovrebbero rendere i mezzi pubblici accessibili, puliti, sicuri e soprattutto economici (si confrontino le tariffe dei taxi romani con quelle di Londra o New York), l’aumento del loro uso presuppone incentivi diversificati e anche una progressiva liberalizzazione delle licenze favorirebbe la libera concorrenza a vantaggio dell’utente. La diffusione di car/moto/bike sharing, con accesso al servizio non cervellotico, si rivelerebbe molto utile, come qualsiasi forma di mobilità alternativa.

   Roma è una città progressivamente insicura, dove il rispetto della legge è spesso un optional, con variabili curiose per categoria sociale ed etnia. Ad esempio, se chi contesta e commette reati è un cosiddetto centro sociale, il livello di sopportazione appare curiosamente elevato, Se rom, rifugiati, stranieri presenti a vario titolo occupano case, perpetrano violenze, non pagano tariffe, scatta una legislazione parallela prossima all’impunibilità. Al di là di derive assurde, la cosiddetta “tolleranza zero”, ovvero il rispetto non episodico-soggettivo delle norme, con un contrasto costante alla microcriminalità, permette il recupero di condizione di vivibilità e toglie spazi indispensabili alla cosiddetta macrocriminalità.

   Ovviamente, è un lavoro faticoso, che non consente agli addetti ai lavori spazi di visibilità e facili carriere ma, vedi New York, restituisce la città ai cittadini e ai turisti, spostando verso il positivo il flusso del consenso e dell’economia. Il coinvolgimento di cittadini, disoccupati o sottoccupati, di studenti e pensionati, con adeguate incentivazioni, non necessariamente monetarie, potrebbe contribuire allo scopo. Le “sentinelle della città”, lungi dall’idea cupa dei vigilantes, potrebbero servire, sia all’ottenimento del risultato specifico, sia, per una sorta di educazione civica attiva, riavvicinare la gente alle proprie città, sentendole un bene non avulso, da sorvegliare e difendere.

   In definitiva, se il centro di una città è il suo salotto buono, la Capitale di una Nazione dovrebbe essere il suo show room e non l’epifenomeno dei suoi vizi, che l’allontanano dall’Europa e dall’occidente, verso un quarto mondo che non promette nulla di buono.

 

 

 

Proposta ricevuta da Gian Carlo

- Sicurezza: c'è una risorsa che potrebbe essere utilizzata a costo praticamente nullo. Sono le Associazioni d'Arma. Invece di lasciare allo spontaneismo la effettuazione di pattugliamenti delle nostre città si potrebbero utilizzare i volontari delle Associazioni in raccordo con le Forze di Polizia (personale addestrato, responsabile, praticamente gratis e disponibile sul territorio) Se abbiamo " gli ausiliari " del traffico, perché non possiamo avere  "Gli ausiliari delle forze dell'ordine " che fungano da occhi ed orecchie dei Corpi di polizia sul territorio?

 Immigrazione: mentre le organizzazioni internazionali decidono di non decidere a noi restano i problemi con il rischio di essere complici di chi lucra sul traffico di essere umani e delle morti nel Mediterraneo.  Con la collaborazione del Governo libico di Tobruk si potrebbero. Bloccare le partenze eliminando l'uso delle imbarcazioni e costituendo punti di assistenza in Libia lanciando medicine , alimenti ,ecc.

Pensionati al minimo. Prima di pensare ad un reddito di cittadinanza (socialmente ed eticamente devastante) pensiamo ad azzerare i costi delle utenze  ( luce ,acqua ,gas, tasi,imu,) che sono un incubo per i pensionali al minimo (...e non solo).

RAI. Invece di vendere pezzi di Finmeccanica ( che producono reddito e sono strategiche per la nostra economia e sicurezza) ,vendiamo due reti RAI che consumano ricchezza nazionale.

 

Proposta ricevuta da Ercole

Un argomento da sviluppare potrebbe essere quello relativo alla attività dei Promotori Finanziari.

Liberi professionisti, iscritti all’ Albo Nazionale dei Promotori  a seguito di esame. La legge prevede il mono mandato per conto di una banca o di una Sim.

A breve ci sara’ la nuova  direttiva europea MIFID 2.

Cosa potrebbe far sviluppare questo settore, che in un momento di grande incertezza, ha un ruolo fondamentale nella gestione del risparmio dei cittadini italiani, nella pianificazione dei risparmi accumulati e nella organizzazione degli obiettivi futuri?

?         Ridurre la tassazione relativa ai bolli pari allo 0,20% sul deposito titoli, eliminandolo per chi detiene Fondi e Sicav ossia strumenti non speculativi. Incrementandolo allo 0,40% per il cosiddetto ‘’fai da te’’ sui titoli (i depositi titoli in Italia sono circa 10milioni, un enorme bacino di voti per la nostra area di cdx….).

?         Per i 30000 Pf, possibilità di costituirsi in ‘’studi associati’’ ossia 2 o piu’ Promotori che giuridicamente si uniscono e aumentano il grado di conoscenza, sono piu’ forti verso i soprusi delle società mandanti banche o Sim, possono piu’ facilmente dotarsi di un ufficio con un/una assistente o far entrare un Promotore Finanziario Junior che si ‘’fa le ossa’’  e incomincia a lavorare (sistema per creare nuovi posti di lavoro non assistenziali).

?         Creazione di un contratto collettivo a tutela del PF e del Cliente/Risparmiatore.

?         I promotori versano ogni anno contributi assicurativi pensionistici sia a Inps che ad Enasarco (è un controsenso ma immagino che sia difficile costruire un Fondo riservato alla categoria).Ogni mese si accantona anche un importo FIRR pari al 14% del fatturato che rimane bloccato fino all’ età pensionabile o alla cessazione del rapporto di lavoro con l’intermediario. Potrebbe essere interessante che ogni singolo Promotore decida se incassarli subito, pagando la tassazione corrente o lasciarli, per poi assoggetarli a tassazione separata. Si libererebbero risorse utili ad aumentare i consumi, magari liberando anche quanto già accantonato.

 

Proposta ricevuta da Giuseppe

On.le Tajani, come Lei sa benissimo tutto quello che è avvenuto in questi ultimi anni: globalizzazione, libera circolazione delle merci, immigrazione fuori controllo, Euro hanno seriamente danneggiato l'Italia nei confronti di altri paesi non molto distante da Noi. Si può e si deve cambiare. Una, tra le più importanti, (e forse l'unica che può fare ripartire l'economia Italiana) è la tutela del Made in Italy a qualunque costo. Se non riusciamo a sfruttare le caratteristiche peculiari del nostro paese non riusciremo mai a reggere il confronto con altri paesi che riescono a produrre senza il rispetto di severe norme e leggi che il nostro paese si è imposto, Prodotti scadenti a basso costo che invadono i nostri mercati a tutto svantaggio degli addetti ai lavori e  di tutti gli Italiani. Solo se riparte la produzione possiamo farcela il resto sono solo cambiamenti che poco hanno a che fare con l'economia reale, sono solo imposizioni che richiede l'Europa  a svantaggio dei più deboli e che mirano a farsì che l'Italia diventi terra di conquista. Una volta per la conquista di territori si usavano le armi ovviamente i tempi sono cambiati, si usa l'economia e l'immigrazione.

 

Proposta ricevuta da Ugo

Caro Antonio, formulo con piacere le mie tre modeste  proposte concordate con altri amici che come me delusi da FI di oggi

1.RITORNARE A FORZA ITALIA DEL 1994-L'espressione di entusiasmo-La grinta- esprimere fiducia-stare vicino alla gente-essere uniti con unico scopo governare l'Italia.

2-LA PIAZZA l'unico punto di riferimento-Generali-Colonnelli-tutti sullo stesso piano.lo stesso credo.

3-IN PARLAMENTO ALLE CAMERE-farsi sentire-essere artefici di decreti-proposte. da sostenere.per temi  ormai noti: Tasse. vitalizzi-pensioni-eliminare gruppo misto.rifugio di furboni.....e tanti  altri temi-opposizione anche poco democratica insistere e non dimenticare la  riqualificazione della giustizia.  Caro Antonio Le proposte sarebbero tante.....Da noia il rincorrere i falsi e traditori-non portono stabilita' cancellarli. PREMESSO QUESTO permettimi una nota personale: Come gia' scritto il piu'  deluso sono IO e proprio dal Cav.per il modo di non tenere dialogo con gli elettori nessuno dico nessuno mi ha dato una risposta ai miei scritti in tutte le sedi-Chiedevo di rinnovare la tessera mia di mia  moglie FI del 2006 e quella di due amici.Delusi siamo rimasti a casa muti e silenziosi guardando altri orizzonti.  Scusami per quanto sopra e con tanta stima porgo cordiali saluti Peschiera del Garda Ugo Papagna pensionato ex dirigente "non della CASTA. Salutissimi

 

 

Proposta ricevuta da Mauro

Condono EQUITALIA

Riduzione stipendi parlamentari

Stipendio casalinghe

Tribunali per il commercio

 

Proposta ricevuta da Massimiliano

On.li Rappresentanti del Comitato di Valutazione,

Faccio fatica, credetemi a formulare delle proposte che consentano, secondo la mia visione ed il mio punto di vista, di tirare fuori il Paese dalla melma in cui, crisi internazionali a parte,  è stato lasciato sprofondare principalmente dalla mala-gestione politica.

Mi mette tristezza e mi spinge alla rassegnazione vedere in Parlamento figure di terz’ordine rappresentare solo se stesse e i propri interessi, vedere il patrimonio di milioni di contribuenti dissipato in mille rigagnoli di spreco che porta linfa solo agli amici degli amici ed specie avendo toccato con mano l’impossibilità di sensibilizzare la politica, locale o nazionale che sia, su argomenti quali la valorizzazione delle nostre ricchezze,  della nostra creatività, del Territorio e delle diversità uniche che rappresentiamo in ogni settore, del prezioso tesoro di conoscenze e competenze da trasmettere, del bisogno di credere in questi valori per rilanciare il Paese e sostenere l’occupazione giovanile utilizzando al meglio quello che sappiamo fare e quello che siamo.

Ho presentato alla Regione Lazio, e non so che fine abbia fatto, un progetto integrato di formazione ed applicazione nei settori che conosco e sui quali ho maggiori competenze che sono il sistema moda,  la comunicazione, l’enogastronomia e l’accoglienza di  flussi turistici e di matrimoni stranieri in Italia capace di intervenire velocemente e fattivamente, attivando stage con istituti di formazione e collaborazioni con realtà operative in grado di selezionare ed accogliere nei propri organici le figure formate sul campo, muovendosi sui settori che possono salvare l’Italia, quando siano adeguatamente supportati e finanziati con piani di intervento ed azioni di verifica dei risultati raggiunti e conseguenti erogazioni step-by-step che scoraggino operazioni di dubbia serietà ed onestà che, purtroppo, contraddistinguono ogni settore del nostro Paese.

La Politica ha colpe enormi per il mancato sviluppo dei settori chiave e della rassegnazione che, come per me, colpisce tanti talenti scoraggiati dal muro di gomma che favorisce clientele e mortifica iniziative serie e reali che porterebbero sviluppo ed occupazione.

Occorre una seria moralizzazione della classe politica, del parassitario sistema governativo che succhia risorse al Paese, attraverso un processo che inizi con l’abolizione di odiosi privilegi e che restituisca linfa vitale all’economia reale.

E’ odioso vedere come si insinuino sistemi criminali organizzati sulla cattiva gestione di ogni settore del governo del Paese, non ultimo quello dei flussi migratori che ha portato a destinare risorse locali alla gestione mafiosa dell’accoglienza di migranti che, al momento, non possiamo permetterci e che politiche troppo molli e permissive hanno incoraggiato portando in Italia disperati che, con tutta la carità cristiana di cui siamo dotati, sarebbe più opportuno respingere ed aiutare nei propri Paese d’origine, evitando di portarci in casa potenziali terroristi, ladri, stupratori e delinquenti. Disperati che si aggiungono solo al novero dei tanti disperati italiani uccisi da Equitalia e da un sistema fiscale e bancario assurdo e penalizzante.

Occorre mettere mano pesantemente alle politiche migratorie, prendendo posizioni serie e granitiche che obblighino gli altri Paesi a fare la loro parte, senza piangere palesando incapacità ed evocando interventi europei che, con la nostra molle politica, non avverranno mai. 

Il Paese deve recuperare credibilità agli occhi del Paese perché se tanti come me meditano di lasciare l’Italia, delusi e schifati, è a causa della immoralità della politica e dei suoi costi che vanno smantellati senza fermarsi davanti a diritti acquisiti che non possiamo più mantenere e garantire a nessuno.

Occorre un serio programma di ridistribuzione delle ricchezze, una inappellabile opera di ricalcolo, ad esempio, delle pensioni distribuite con sistemi di calcolo vetusti ed assolutamente inadeguati che portino allo sbriciolamento delle pensioni d’oro ed all’impossibilità di cumulo con altri redditi e consulenze che, in quel caso, acquisirebbero natura meramente filantropica.

Solo così possiamo liberarci dal fardello dei mille flussi che svenano la nostra economia e che mangiano ogni risorsa destinabile allo sviluppo, all’occupazione, all’esportazione di quel patrimonio di conoscenze e capacità che può salvare il Paese partendo dal Paese stesso e dalle proprie ricchezze che, ancora per poco, sopravvivono ai nostri governanti che stanno uccidendo la Terra che amo e che, se nulla cambia, sarà costretto a lasciare a 50 anni, con le lacrime agli occhi.

Non credo che cambierà nulla, non credo che saremo capaci, noi stessi per primi, di guardarci dentro e di dirci la verità, fingendo come sempre un Paese che non c’è più, anestetizzato a dovere da Sanremo, Serie A e Champions League al quale, occasionalmente, si concede l’illusione di poter decidere il proprio futuro con elezioni che portano a governare chi non lo merita o chi non è stato mai eletto, come da tre legislazioni consecutive.

Questo è il nostro Paese, dimostrate di volerlo salvare e le mie braccia saranno con Voi.

 

L’idea

Un progetto che coniuga formazione ed applicazione nelle professioni dove la creatività ed il gusto Italiano sanno affermare la propria eccellenza, imponendo il Made in Italy quale denominatore comune, sinonimo nel mondo della vera essenza dell’estro Italiano.

Gli obiettivi

Primo obiettivo del progetto è creare occupazione giovanile attraverso la formazione di numerose risorse, su diversi e qualifica; profili professionali, finalizzata all’impiego nei progetti propri della Fondazione o di Partners della stessa.

Occupazione e Mercati

Rispondendo con professionalità alle esigenze del mercato si potranno, pertanto, sviluppare imprenditorialmente al meglio sia i progetti propri della Fondazione che quelli dei terzi che si rivolgeranno ad Essa, individuando nell’Officina del Bello il partner ideale nella selezione e formazione di risorse costituite ad hoc, alle quali trasmettere importanti sapienze e capacità, eredità culturali ed artigianali che tramandano le antiche tradizioni che oggi possono fare la differenza in un mercato globale che tende a perdere le diversità e le artiugianalità che sono la ricchezza del Nostro Paese e della Nostra Regione.

Territorio e Tradizione

La Fondazione diventerà il catalizzatore di tutte quelle importanti competenze che rischiano di disperdersi, di non essere tramandate e che costituiscono i Nostri veri punti di forza nel Mondo e che, messi a sistema e nelle condizioni per assorbire le professionalità formate all’interno della Factory, contribuiranno al rilancio dei se/ori dell’economia Locale e Nazionale che valorizzano le nostre migliori caratteristiche, garantendo risulta; economici nel breve, medio e lungo periodo con una vivacità che, coinvolgendo il Territorio e gli operatori economici già a)vi, costituirà un triplice volano, attivando un virtuoso meccanismo di moltiplicazione delle opportunità.

Il progetto “Officina del Bello”, articolato su fasi formative ed applicative, tende a valorizzare le risorse del territorio ed i talenti creativi della nostra Regione.

La fase formativa, multidisciplinare, si fonda sul concetto di “learning by doing”, focalizzando la fase di apprendimento, dopo idonee sessioni teoriche in aula, sulla partecipazione attiva alle attività all’interno delle quali poter mettere in pratica e veder realizzate le singole conoscenze apprese dalla diretta esperienza trasmessa dai professionisti coinvolti.

Che si tratti di campagne fotografiche o video, di realizzare un evento espositivo o istituzionale, di apprendere tecniche artigianali e sartoriali, di curare l’immagine di modelle per sfilate e shooting fotografici, di impaginare una rivista, di lavorare all’immagine coordinata  o di curare la comunicazione web e social o gestire l’ufficio stampa ed i rapporti con i media, i giovani talenti avranno la possibilità di esprimere la propria creatività, attivando le competenze acquisite in un contesto di altissima professionalità, supportato da docenze qualificate in ogni settore, in grado di perpetrare e rinnovare la grande tradizione del migliore Made in Italy.

Dalla formazione discende in linea diretta la fase applicativa. Le risorse che avranno avuto  modo di mettersi in luce nell’ambito degli stage formativi avranno la grande opportunità di essere impiegati sia all’interno di progetti dell’Officina che presso le aziende coinvolte negli stage, operando su settori strategici che puntano sul territorio e sull’accoglienza di importanti flussi turistici verso la Capitale, vocata anche alla ricettività di destination weddings, sempre più numerosi ed economicamente appetibili, ma anche sulla comunicazione, realizzando nell’ambito dell’Officina, una factory creativa in grado di fornire progetti di comunicazione integrata “chiavi in mano”, potendo attingere, in ogni ruolo, alle risorse formate ed in formazione in seno alla Struttura.

Obiettivi formativi, di valorizzazione del territorio, occupazionali e sociali perché la formazione verrà erogata a titolo praticamente gratuito, grazie a borse di studio ed all’attivazione di fondi istituzionali a supporto della formazione.

L’attivazione di rapporti diplomatici con l’Estero, lavorando in concorso con le camere di commercio e le ambasciate di Nazioni interessate sia ad accogliere la proposta formativa ed apprendere le nostre competenze in settori strategici,  sia alla conoscenza della nostra Regione, veicolando presso di noi graditi flussi turistici, attivando un importante indotto economico sul Territorio, consentiranno ulteriori virtuosità, facendo da volano per la nostra economia in settori in cui viene riconosciuta all’Italia la grande ricchezza di secoli di tradizione e stile, di professionalità ed esclusività.

I progetti, autonomi ma legati, saranno coordinati e comunicati in forma organica attraverso l’house organ dell’Officina, una rivista cartacea, in diverse lingue, diffusa in edicole, strutture alberghiere, istituzioni diplomatiche in Italia ed all’Estero.

Tale progetto di visibilità prevede analoga comunicazione web e social, attivando ulteriori spazi all’interno dei quali i giovani talenti possano esprimere la loro forza creativa, realizzando contenuti multimediali che sappiano comunicare emozioni, in grado di creare suggestioni, condivisioni e discussioni, vera energia della comunicazione social.

Applicazioni per dispositivi portatili, realizzate direttamente presso la factory dell’Officina, consentiranno di gestire le singole attività contribuendo ad arricchire la fase formativa  e fornendo nella fase applicativa gli strumenti idonei alla gestione delle singole attività consentendo una moderna gestione dei contatti e dei rapporti economici con le singole realità imprenditoriali coinvolte sul territorio, in un contesto che comunichi altissima professionalità ed esclusività dei servizi proposti così come atteso da un mercato tanto esigente  e, allo stesso tempo, tanto appetibile per il nostro Territorio.

L’obiettivo di reperire una struttura che accolga l’Officina deve prevedere la coerenza  dei luoghi con le attività stesse, fornendo la possibilità di realizzare ed attrezzare uno studio multimediale dove poter produrre campagne video e fotografiche utilizzando le moderne attrezzature di ripresa e formando i giovani all’utilizzo di tali  dispositivi, introducendoli nel mondo del lavoro contando sull’attualità delle tecniche e dei macchinari usati.

Sale di formazione multidisciplinari ed uffici amministrativi completano le necessità  di spazio dell’Officina.

 

Proposta ricevuta da Fabrizio

Aggiungo alla lista la risoluzione di una situazione incresciosa nella quale sono incorso io stesso assimilabile a una truffa da parte dello stato. Ebbene ho scoperto che le perdite dovute al fallimento di un'azienda della quale si detengono titoli, sono un fatto privato che al fisco non interessa. Tanto che, se per capriccio della sorte, quei soldi si dovessero recuperare con successivi investimenti, ci si dovrebbe comunque pagare il 26% di tasse! Praticamente una tassa sull'aria! A quando davvero ci si chiederà un obolo per ogni inspirazione! Quello che sospetto e temo è che sia stato Berlusconi in persona ad aver introdotto questa norma e ciò me lo farebbe precipatare davvero sotto il fondo delle scarpe e farmi pentire di tutto l'impegno che ho profuso per lui e auguragli non solo il carcere ma il più profondo degli inferi! Non mi capita spesso di augurare il male delle persone, ma chi ha messo in piedi questao artificio, altro che il vitalizio si merita, ma di spendere in medicine e badanti tutti i soldi che ha guadagnato alla faccia degli investitori che impegnano quanto guadagnato onestamente per il sostegno dell'economia!

 

 

 

Proposta ricevuta da Giacomo

Caro Antonio, le proposte sono semplicissime:

MIGRANTI: creare campi profughi sulla costa settentrionale dell'Africa e gestire l'assistenza dei profughi in loco per facilitare il loro rientro nella loro Patria con un sussidio pari a quello che ora ci costano se fossero rifugiati in Italia. Naturalmente il sussidio a carico dell'EUROPA.

SICUREZZA: assumere tutti i precari licenziati (pagati come forma di sussidio) e dargli compiti di controllo del territorio (semplice vigilanza finalizzata alla segnalazione di anomalie e abusi).

ECONOMIA: ritorno al contante, come la Germania e Reversibilità al 100% pari all'ultimo cedolino di pensione del marito o moglie venuti a mancare.

 

Proposta ricevuta da Giorgio

IMMIGRAZIONE :

Un problema millenario, oggi ci coinvolge direttamente data la nostra vicinanza con le coste nordafricane. Penso seriamente che bisogna stoppare questa disumano appello al buonismo e cercare di riportare i ragionamenti su un binario corretto. Bisogna partire che in ogni epoca storica chiunque si muova dal paese d'origine ha una sola motivazione, cercare di sopravvivere meglio rispetto al luogo dov'è nato. Ma questi popoli come tutti i popoli del mondo vanno aiutati nei luoghi d'origine e, non mi spiace evocare un discorso fatto da Bettino Craxi dove, ponendosi la domanda di cosa noi avessimo in comune con l'Europa, affermava il fatto che i migranti vanno aiutati nei loro paesi d'origine. Considerando che questo flusso migratorio è esclusivamente un grande business per Coop, onlus ETC ETC deve essere interrotto ed anche con grande rapidità. In questo caso mi domando ma l'Europa dov'è? Cosa fa? I costi perché dobbiamo sopportarli solo noi? Quindi avendo un grande tessuto industriale medio piccolo facciamolo crescere andando nei paese in via di sviluppo(?) ed esportiamo, le nostre conoscenze dall'agricoltura alla manifatturiera magari qualche problema si risolverebbe producendo reddito in moneta locale indirizzandolo nella ricerca delle materie prime per la sopravvivenza e via via migliorando puntare ad uno sviluppo in un settore specifico, mi sembra che le materie prime non manchino. In ultimo svuotare le nostre carceri da coloro i quali migranti hanno commesso dei reati e quindi devono essere riportati nei paesi d'origine.

SICUREZZA

Un tema legato a quello precedente. Non che tutti gli italiani siano dei santi, ma nonostante le statistiche pubblicizzate dal "ridicolo" Alfano i reati sono diminuiti solo se si escludono quelli depenalizzati dal governo del pentolaio RENZI. Certo che se si depenalizzano furti e Stalking siamo al ridicolo. Il fatto che chi ci governa ci stia portando pian piano alla guerra civile dei poveri è ormai conclamato. Le prime avvisaglie le abbiamo avute al nord dove hanno cominciato a sparare non a salve, se è questo che si vuole siamo pronti. Secondo il mio punto di vista, avendo abolito le province ( o no?) il personale in esubero potrebbe essere utilizzato nelle caserme di polizia carabinieri e guardia di finanza svuotando gli uffici per le pratiche amministrative e mandare tutti gli uomini disponibili in strada. Poi bisogna dare soldi alle forze dell'ordine per auto, protezione munizioni etc e non il manuale ALFANO dove le forze dell'ordine devono farsi insultare e non reagire. E poi basta NO TAV, CENTRI SOCIALI, ANTAGONISTI e tutti i gruppi estremisti. Basta a mosche sospette è la berrò accesso nelle stesse alle forze dell'ordine.

ECONOMIA

Qui si apre un capitolo che purtroppo ci porta e ci obbliga a partire da lontano. Bisogna fare chiarezza sul 2011, e sui governi Monti Letta e RENZI per capire, partendo da ciò che scrive la procura di Bari, quali sono gli accordi di penali faraoniche siglate dallo stato italiano. Personalmente ritengo doveroso riportare moralità nella politica su compensi troppo elevati e ABOLIZIONE totale di tutti i privilegi. L'abolizione dei privilegi ha un significato riportare i politici nel mondo reale via scorte, auto spese folli etc etc. Bisogna restituire i 3,9 mld di euro al popolo poiché il buco di MPS sappiamo bene da dove proviene. I soldi che arrivano dalla BCE non devono finire nelle Banche per sistemare i loro bilanci ma devono confluire ai cittadini, alle aziende e finanziare tutto ciò che è stato tagliato nella sanità e nelle pensioni. Una vergogna che un pensionato italiano percepisca 450,0€ ( grazie Silvio) ed un immigrato prenda come sussidio più del doppio.

Idee ne avrei ancora tantissime ma scriverei un libro e non servirebbe alla discussione.

Alla fine una domanda, perché quando si conosce l'esistenza di un gravissimo reato in un comune nessuna forza politica denuncia nessuno? Verdini è a conoscenza del casino di Viareggio perché non denuncia e si nasconde? Forse siamo tutti nello stesso schifo?

 

Proposta ricevuta da Jane

Onorevole Antonio Tajani, rispondo alla sua pregiatissima sui temi "caldi" attuali. sull'immigrazione stiamo recependo a tutto tondo l'angoscia di ricevere un flusso incontrollato di  migliaia di barconi di immigrati da collocare in primis nei centri di accoglienza gestiti da cooperative che come la recente cronaca ci insegna lucrano in un fenomeno già di per se illegale , quindi io propongo di bloccare le frontiere e l'immigrazione per attutire i rischi di importare anche terroristi ISIS, le molte immagini che pervengono sulle loro "esecuzioni" sono molto più loquaci di tante parole ben composte ed elaborate. La primavera araba sollecitata da alcuni stati dell'Europa dimostra oggi le sanguinarie conseguenze che ha scaturito dando vita ad un flusso migratorio incontenibile di persone che nascono e vivono nell'odio uccidendosi tra loro, la nostra cultura è tanto distante dalle loro mentalità da non poter ipotizzare l'integrazione, l'Europa di certo non ci aiuta ma l'Italia non è la croce su cui poggiare i problemi del mondo, chiudiamo tutte le frontiere in attesa che l'Europa si faccia carico distribuendo il peso con gli altri stati membri, rischiamo grosso con i massicci flussi migratori di cui ci dobbiamo sobbarcare oneri e rischi mentre moltio cittadini italiani sono all'ultimo buco della cinghia stremati dai sacrifici che la "crisi economica" ha prepotentemente imposto. Sono cattolica convinta ma non sono convinta della giustezza di operazioni insensate come Mare Nostrum, Frontex o scelleratezze simili. Vivo ad arezzo, cittadina Toscana che venti anni fa era tra le prime per benessere e qualità della vita, oggi girando per la città si fatica ad intercettare cittadini italiani nel senso che l'immigrazione soffoca e degrada l'identità culturale dei posti che invade, siamo pieni di vu cumpra, di prostituzione, di spaccio di droga e di microcriminalità come dire che un ambiente quasi ideale è stato imbarbarito e ridotto al degrado, da cattolica dico basta in rispetto alla cultura e all'economia nazionale: STOP ALL'INVASIONE , siamo l'unico Stato del Mediterraneo ad accogliere tanto flusso consapevoli anche di affiancare l'illegalità che muove il fenomeno, la bella Italia rischia di perdere anche la propria identità storica, culturale e religiosa.

 

Proposta ricevuta da Sergio

IMMIGRAZIONE spunti

Revisione del Trattato di Dublino attraverso un sistema di mutuo riconoscimento tra gli Stati membri della concessione del diritto di asilo, tale da garantire la libertà di stabilimento del beneficiario in ogni stato membro, per cui il riconoscimento della protezione internazionale ad un richiedente asilo all’interno di un determinato Stato sia valido nell’intero territorio dell’Unione Europea.

Allargare così la responsabilità e la gestione dei migranti che arrivano alle porte dell’Europa attraverso il Mediterraneo anche agli altri paesi membri.

Bisogna superare la rigidità del paese di prima accoglienza attraverso una verifica della compatibilità economica dei paesi accoglienti per garantire diritti umani e percorsi di integrazione veri.

Bisognerebbe inoltre istituire un’agenzia Europea per l’asilo politico utilizzando le sedi diplomatiche già esistenti ed aiutare la stabilizzazione dei paesi del nord Africa.

Oggi, le situazioni di conflitto si sono spostate nel sud del Mediterraneo e domani non sappiamo quale sarà l’area di crisi. Questo impone all’Italia, ma anche all’Europa di porsi delle priorità in termini di politica dei flussi migratori. Il primo passo sta  nel considerare il fenomeno migratorio non più come un’emergenza isolata , bensì come un fenomeno di lungo periodo. La  modifica del Trattato di Dublino affinché i migranti che arrivano in un Paese possano essere riconosciuti anche negli altri stati membri.

D’altronde lo sappiamo già che chi arriva in Italia, spesso sogna il nord Europa. Il trattato di Dublino ha avuto il demerito di bloccare i migranti nel paese di arrivo scaricando su di esso i numeri dell’emergenza e favorire la clandestinità.

Serve sul lato Nazionale un riordino del testo unico sull’Immigrazione, al fine di superare il mosaico di direttive europee in modo tale da avere un testo organico e su questo il Partito Democratico vuole ripartire da un testo già presentato.  Anche sull’asilo serve una legislazione nazionale concordata con l’ Europa.

ECONOMIA spunti

OGGI ABBIAMO COME ELEMENTO DI NOVITA  il Jobs Act di Renzi che ha avuto un merito di aprire la discussione sul tema del lavoro. Tuttavia, ricordiamo che il lavoro è una derivata, che dipende, cioè, dalla crescita economica. Se, poi, le regole del lavoro sono efficienti, flessibili, meritocratiche e trasparenti un punto di crescita economica in più porta con sé la creazione di nuovi posti di lavoro, mentre se le regole del mercato del lavoro sono rigide, desuete e inefficienti, ci vuole molta crescita per produrre occupazione

In momenti storici di crisi grave come quella attuale, pertanto, non basta rivedere le regole del mercato del lavoro.

Serve uno shock economico.

Serve uno shock perché la nostra economia e il nostro tessuto sociale hanno subito una guerra. Cinque-sei anni di guerra finanziaria-speculativa che abbiamo perso.

E adesso servono medicine, medicine forti: rooseveltiane, keynesiane, neokeynesiane.

New Deal: nuovo corso.

Renato Brunetta ha perfettamente ragione quando richiama alcune idee portanti di questo nuovo corso

 

Proposta ricevuta da Sergio

Sicurezza spunti

Il concetto di sicurezza, abbandonato il suo stretto riferimento tradizionale all’ordine pubblico e la sua delimitazione al campo dell’intervento penale, diviene vago e difficile da definire in generale oggi. Aggiungi un appuntamento per oggi si richiama il senso della sicurezza urbana “sicurezza e ordine pubblico”, evidenzia l’affermarsi di un’idea di sicurezza che non richiede più soltanto un’assenza di minaccia all’integrità fisica e patrimoniale della persona, ma anche un’attività di rafforzamento della percezione della sicurezza. I contesti urbani di oggiAggiungi un appuntamento per oggi sono caratterizzati da un processo di grande sviluppo edilizio selvaggio, i quali, per decenni, al di fuori di ogni pianificazione, non hanno tenuto conto di criteri che garantiscano qualità e sicurezza, ma esclusivamente il rendiconto economico. Dire sicurezza inoltre fuori dall ambito citato in premessa  assume molti aspetti potremo diresicurezza quindi è un termine molto vasto che deve esser calibrato al contesto di riferimento sicurezza interna ,con forze di polizia che hanno ordinamenti per perseguire il crimine più adeguati una giustizia che persegua gli eventi criminosi anche minori con celerità e certezza della pena un ordinamento militare che garantisca una sicurezza dello stato della nazione con un livello di efficienza ed efficacia adeguato ai migliori standard europei

 

Proposta ricevuta da Eldegar Maria

A seguito di esperienze dirette proporrei che ad ogni determinato numero di persone immigranti clandestini ci fossero persone che li seguissero (carabinieri, assistenti sociali, educatori). Inoltre questi dovrebbero essere occupati con attività socialmente utili e nn sempre col cellulare in mano che nn fanno altro che irritare i miei concittadini... In più per cercare di diminuire la distanza fra noi e loro potrebbero andare nelle scuole con i loro tutori per aprire un dialogo tra civiltà e far capire il perché affrontano il "viaggio della speranza" con tutti rischi e le paure connesse!

Per il terrorismo sono dell'idea di una collaborazione pluralista tra forze dell'ordine e cittadini stessi. Quest'ultimo dovrebbero entrare nei cosiddetti centri culturali islamici e avvisare se c'è qualcosa di sospetto, nn solo al suo interno ma anche all'esterno!

Infine chiunque sia sospetto di essere espulso per evitare anche il minimo pericolo! Siamo in un paese libero e la libertà la si paga a caro prezzo!

Grazie del suo ascolto e spero che almeno io possa dare qualche spunto d'ispirazione per un mondo migliore nella difesa dei nostri diritti, doveri, libertà e per la ricerca continua della felicità!

 

Proposta ricevuta da Claudio

Signori buongiorno sono in Forza Italia dal 2003 eletto consigliere a Firenze dopo 15 anni sono stato eletto nel Mugello Comune di Vaglia da paracadutato senza apparentamenti da sconosciuto e con un solo mese di campagna elettorale. Risultato 11% 4 punti in più dellamedia provinciale. Bravo, forse sicuramente credibile e la credibilità del partito attraverso gli eletti (non tutti fortunatamente) e l'organizzazione qui in "zona" e in Toscana in genere ha lasciato molto a desiderare. Comunque avanti e con il nostro Presidente nuovamente in campo con due "spolverate di sedie" torneremo ad essere competitivi.

 

Proposta ricevuta da Raffaele

Caro Antonio Tajani, vorrei che prendessi in considerazione la seguente proposta: esentare dall'IMU le case occupate senza titolo oppure occupate da inquilini morosi il cui sfratto non viene eseguito dalle Autorità ( per buonismo ?).Ti evidenzio che il gravame fiscale dell'IMU unito alle altre spese ( ad esempio il con dominio e la manutenzione ) è assolutamente insopportabile, oltre che ingiusto perché lo Stato pretende le tasse su una proprietà di cui non si dispone. Ti ringrazio anticipatamente se vorrai interessarti di questa problematica di tanti piccoli proprietari, piccoli rispetto a Quella proprietaria che, avendo 1250 appartamenti affittati al Comune di Roma, non ha mai pagato ICI o IMU.

 

 

 

Proposta ricevuta da Luigi

CARO ANTONIO COME DA TE SOLLECITATO E DALL'AMICO DAVIDE

TI INVIO IN ALLEGATO UNA PROPOSTA NATA DAL CLUB FORZA ITALIA OSTIA PONENTE.

L'IDEA DEL GRUPPO E QUELLA DI ABBATTERE I COSTI PER LA MANUTENZIONE

ORDINARIA E STRAORDINARIA DI TUTTI QUEI SETTORI PER LA QUALE IL

COMUNE DI ROMA SPENDE RISORSE ENORMI:

ESEMPIO MANUTENZIONE STRADE,ASFALTATURA E MANUTENZiONE SEGNALETICA ORIZZONTALE E VERTICALE, PULIZIA TOMBINI E CADITOIE, SFALCIO DELL'ERBA PULIZIA DI PARCHI E GIARDINI PUBBLICI ETC. ETC.

QUESTI COSTI SI POTREBBERO ABBATTERE IN MODO CONSISTENTE UTILIZZANDO UN METODO CHE GIA' E IN USO NEI PAESI SCANDINAVI E DELL'EST EUROPA ,

INTEGRANDO PARZIALMENTE LE ATTUALI NORMATIVE GIA ESISTENTI (Misure alternative alla detenzione)

PER FAR RISPARMIARE LO STATO E GLI ENTI PUBBLICI IN CAMBIO DI UNO

SCONTO DI PENA DA PARTE DEI SOGGETTI CHE HANNO CAGIONATO UN DANNO

SOCIALE ALLA COLLETTIVITA' CON IL LORO COMPORTAMENTO DELINQUENZIALE.

SIAMO CONVINTI CHE PRENDERAI IN CONSIDERAZIONE LA NS PROPOSTA .

CHE PUO ESSERE SENZ'ALTRO MIGLIORATA E DISCUSSA .

SALUTI DA LUIGI ZACCARIA

 

Proposta ricevuta da Giuseppe

CONSULTAZIONE ON LINE

Premessa Sicuramente lodevole l’iniziativa di apertura della consultazione on line, anche se non è facile apportare un contributo significativo in assenza di una esperienza diretta delle “questioni politiche” in conseguenza del ruolo svolto da ognuno nella Società. Tuttavia sempre più spesso le diverse “questioni” mostrano basi non solo giuridiche e sociologiche (che sono indiscutibilmente assai rilevanti), ma a volte anche aspetti tecnici sui quali potrebbero essere di indubbia utilità anche le conoscenze e le valutazioni di molti ingegneri. Come dire, gli ingegneri per lo più non si interessano di politica (ed è vero!) però hanno una visione generalmente molto razionale delle questioni e per lo più fondata sui “numeri” che proprio in funzione dell’attuale contesto “allargato” all'Unione Europea mostrano una crescente tendenza di affermazione. Non a caso, in tempi recenti, i Media si esprimono sempre più frequentemente in termini di numeri e dallo “spread” al PIL, dal “debito pubblico” al “deficit” è tutto un circolare di cifre: dietro ai numeri ci sono poi anche le realtà della vita di ogni giorno e spesso non sono di poco conto. Tema Economia Sul fronte economico forse l’argomento più dibattuto (a torto o a ragione) mi pare sia quello dell’EURO. La moneta unica è un bene o un male? Penso che non si possa dire l’uno o l’altro senza considerare quali sono state le condizioni – per noi tutti – che ci hanno portato verso la moneta unica. Direi che appartengo a una generazione (1953) che è stata fin dai tempi del Liceo abituata all’Idea di Europa e con questo vorrei precisare che essere in Europa (per l’Italia) non posso che vederlo come una conquista (di civiltà e di progresso) ispirata a dei sani principi. Sarà così perché l’Idea di Europa ci è stata impressa fin da ragazzi? Non credo, perché essa è parte di un percorso storico che ha radici nel nostro Risorgimento. Certo che nella storia a scuotere le coscienze e a esasperare gli animi ci sono state le “guerre” (terribili) combattute fra Nazioni della stessa Europa, in tempi non molto lontani (dal 1915 al 1945). Così, avere oggi dopo quasi 70 anni dalla conclusione storica di quelle tormentate vicende una Europa Unita è decisamente un sogno, che si è avverato grazie alla perseveranza di tanti uomini politici e anche ai sacrifici fatti un po’ da tutti noi, tra questi anche l’adattamento alla conversione della Lira in Euro (1 Euro = 1.936,27 e … pure su questo “numero magico” andrebbe fatta una pausa riflessione!). Ora ci si potrebbe chiedere: dopo tanto che è stato fatto, anche da parte nostra, per avere nel portafoglio una moneta che fosse riconosciuta e apprezzata in campo internazionale pensiamo di abbandonare tutto e ritornare indietro? Molti esperti di Economia ci assicurano che tutto ciò avrebbe conseguenze di non poco conto (nella vita di tutti i giorni) e forse, cifre alla mano, ce lo potrebbero anche dimostrare. Direi che quella dell’EURO debba rimanere una affermazione di pregio indiscutibile. Qualche tentennamento in proposito c’è stato, ma ora mi sembra che più prudentemente sia rientrato: per il futuro, quindi, ritengo si possa dire che sia auspicabile un maggiore e più deciso sostegno all’EURO, magari supportato da presentazioni e modellizzazioni che rendano più facilmente comprensibile il tutto anche a livello di popolazione. Anche noi (ingegneri), che non siamo Economisti in senso stretto, vorremmo magari capirci di più e meglio, sempre sulla base di quel sacro principio che l’Europa Unita è un bene per tutti e di inestimabile valore (anzi a ben dire converrà forse alimentare la speranza che l’Europa possa “consolidarsi” anche oltre i suoi attuali confini – penso a Paesi come la Turchia, l’Ucraina e la Moldavia – e proporsi l’obiettivo di raggiungere anche con la Federazione Russa un equilibrio di cooperazione reciproca e di pace effettiva e duratura). Con i migliori e più cordiali saluti,

 

Proposta ricevuta da Paolo

Scrivo questa, in merito all'adeguamento della strada Orte-Spoleto, ( Città dei due mondi, con omonimo festival culturale), in quanto è rimasta poco più di una semplice strada statale, con pochissimi finanziamenti da parte della Regione o dell' ANAS. Comunque, tutta la strada centrale Umbra SS75. Urge di lavori per la protezione acustica delle case limitrofe alla stessa, che lavori di installazione di segnaletica stradale adeguata, stante la valenza di città come Assisi, e minori, culturalmente,  come Spello, nel ciclo pittorico medioevale e rinascimentale. L'Umbria, urge di un radicale miglioramento viario, in quanto abbandonata da sempre, sia sulla rete ferroviaria,  viaria e aeroportuale, con le regioni limitrofe, rendendola poco appetibile al raggiungimento da tutta Europa. Solo di recente, l' aeroporto si è innalzato con nuovi collegamenti internazionali, arrivando a toccare gli oltre duecentomila passeggeri. Pertanto, ora la ringrazio di  questo auspicabile interessamento, che Ella vorrà rivolgere a questa mia.

 

Proposta ricevuta da Domenico

 Terrorismo:

? i cittadini sono stanchi delle notizie, vere o presunte, sull'ISIS o altri gruppi di terroristi: pur comprendendo il lavoro dei giornalisti e la necessità di informare la gente, trasmettere notizie riguardanti questi terroristi non fa altro che dare risalto alle loro gesta, per quanto terribili possano essere, arrivando se possibile, anche a favorire il reclutamento dei cosiddetti “Foreign Fighters”.

? Lotta senza esclusione di colpi: l’Europa non può restare a guardare quanto accade dall’altra parte del Mediterraneo. La NATO deve essere chiamata in causa affinché vengano studiate soluzioni anche di tipo militare.

 

 

 

Proposta ricevuta da Domenico

 Immigrazione:

? occorre guardare alla situazione geografica dell'Italia - la cui posizione costituisce un ingresso naturale per l'Europa. Bisogna disconoscere il trattato “Dublino II” (firmato nel 1990), Regolamento 2003/343/CE – che impedisce l’equa distribuzione dei richiedenti asilo. Il trattato prevede che ogni emigrante che giunge in Europa può richiedere asilo soltanto nel Paese in cui è giunto: nel caso specifico, le centinaia di persone che arrivano ogni giorno in Sicilia non possono fare altro che chiedere asilo all’Italia, anche se una buona parte di queste dice di avere parenti in altri Stati europei e che vorrebbe ricongiungersi a loro.

? Ammissione soltanto per perseguitati nei loro Paesi e secondo disponibilità dei posti di lavoro in Italia - L'Europa deve prendersi carico del problema italiano. Economicamente parlando, si potrebbe prevedere l’esclusione delle spese per il mantenimento dei profughi dal rapporto Deficit/PIL che non deve superare il 3%, poiché l’Italia è l’unico Stato Membro a dover sostenere in toto questa spesa.

Abolizione del reato di “Eccesso di legittima difesa”, che attualmente punisce gli italiani invece dei criminali, quasi sempre stranieri, che nel nostro Paese godono di libertà che altrove non avrebbero mai.

? Revisione dell’operazione “Triton”, ben lontana dagli obiettivi iniziali: le navi messe a disposizione da uno sparuto gruppo di Paesi europei non sono minimamente utili per questa missione, non solo per i limiti fissati dal piano operativo (pattugliamento delle coste e impossibilità di recarsi al largo), ma anche per le loro dimensioni, poiché con condizioni meteo avverse non possono effettuare salvataggi od operazioni di soccorso in alto mare, lasciando ancora una volta tutto in mano alla Marina Militare o alla Guardia Costiera.

 

Proposta ricevuta da Domenico

Sanità:

? occorre un'inversione di tendenza radicale. Occorre programmare dei colloqui con i medici della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) per:

? Apertura degli ambulatori: bisogna riuscire ad averne di aperti anche nei giorni festivi secondo turnazione concordata, informando opportunamente i cittadini: così si possono evitare, per esempio, i "codici bianchi" nei pronto soccorso e negli ospedali; qualora qualcuno decida di recarsi in uno di questi due posti con il suddetto codice, dovrà pagare un ticket sanitario.

? Anziani: bisogna studiare un modo per poter ricoverare/ospitare presso le ASL i soggetti anziani e abbandonati: questo permetterebbe inoltre la creazione di nuovi posti di lavoro visto che servirebbe ulteriore personale infermieristico.

? Nuovi concorsi per personale medico e paramedico, regolarizzazione globale dei ruoli (vedi paramedici al sud).

? Esenzione totale per redditi inferiori, per esempio, a 24.000 euro; mentre al di sopra di 100.000 euro offrire soltanto grandi interventi quali, a titolo esemplificativo, trapianti e alta chirurgia.

? Medicine: come sopra, esenzione totale per redditi bassi, mentre al di sopra di un reddito annuo, fornire soltanto farmaci costosi o salvavita.

? Anziani / Malati / Abbandonati ? il loro “destino” è RSA, oppure il diritto alle cure palliative (legge 38/10 passata all’unanimità alla Camera).

? Ospedale senza dolore: il dolore va sedato, facendo tesoro di quanto previsto dall’articolo 10 della Legge 38/10.

 

Proposta ricevuta da Domenico

Fisco:

? lotta vera agli evasori, in modo tale che lo Stato abbia gli introiti giusti così da poter ridurre le tasse a chi ne paga troppe. Gli accordi con Lussemburgo e Svizzera hanno costituito una tappa importante in tal senso, ma non sono gli unici “paradisi fiscali” esistenti.

 

Proposta ricevuta da Domenico

Città di Roma:

? più sporca di prima, strade con buche ovunque;

? manifestazioni da riconsiderare: non solo il Questore (quello attuale andrebbe rimosso) dovrebbe valutarne più severamente l’autorizzazione, ma anche allontanare dal centro città eventuali cortei che creano disagio al traffico, notoriamente già caotico senza interventi esterni. Da considerare un “pagamento” non solo cauzionale ma anche a titolo di “risarcimento” per i disagi causati.

? Utilizzo di nuove tecnologie (per esempio l’invio di SMS al Comune per comunicare problematiche quali strade dissestate, giusto per citarne una)

? Verifica periodica della fiducia al Sindaco (simile alla verifica di Governo in caso di voto di sfiducia a un Ministro)

? Ridistribuzione delle competenze tra Comune e Municipio, accorpamento di uffici con funzioni simili (per esempio, avere 3~4 uffici dedicati alle multe non è pratico: meglio avere una sede unica, anche se non al centro della città, capace di gestire tutte le incombenze burocratiche collegate). Discorso diverso per gli archivi, anche se a lungo termine sarebbe utile progettare la costruzione di un unico maxi-edificio capace di conservare documenti di più uffici contemporaneamente.

? Trasporti: agevolazioni economiche per i trasporti pubblici, i quali devono soddisfare requisiti più stringenti rispetto agli attuali (vedesi ritardi, mezzi fuori uso, strutture fatiscenti, biglietti non pagati, ecc.).

? Giubileo annunciato dal Papa: assistiamo oggi a una lotta tra Sindaco e altri enti sulla preparazione, o meno, della città per l’evento. Occorre riunirsi attorno a un tavolo e discutere concretamente ciò che è necessario preparare.

Definizione legislativa per la Polizia Municipale, attualmente non equiparata alla P.S., creando non poche problematiche. Un esempio, se un Vigile urbano armato di regolare pistola termina il suo servizio e si trova fuori dalla caserma/ufficio, questo si ritrova in possesso di un’arma senza averne più diritto, tanto che potrebbe addirittura essere arrestato!

 

Proposta ricevuta da Esercito di Silvio Lazio

In allegato proposta dell'Esercito di Silvio Lazio da sottoporre all'Onorevole Antonio Tajani  per una riforma della Polizia in 4 punti tra i quali quello di istituire uno "statuto dei poliziotti" al pari di quanto avvenne per lo statuto dei lavoratori. Tali proposte sono state redatte sulla base dell'esperienza del coordinatore regionale del movimento azzurro, Giovanni Iacoi, già vicesegretario nazionale UGL Polizia di Stato che è a disposizione dell'On. Tajani per portare avanti, nelle opportune sedi istituzionali, questo progetto.

 

Proposta ricevuta da Patrizio

Buongiorno, e complimenti per la magnifica iniziativa intrapresa, rendere partecipi i cittadini è cosa assai importante. Immigrazione: Perché non aiutare i poveri naufraghi costretti a lasciare il loro paese nella propria terra? Navi a co fi e territoriale che non lasciano passare barconi carichi di disperati che una volta in Italia possono solo delinquere. Quindi, a confine si traghettano di nuovo nel loro paese e li ricevendo aiuto. Lavoro: Uffici di collocamento in grado davvero di trovar lavoro a chi ha avuto la sfortuna di perderlo o è un cerca. Disoccupazione con indennizzo che ti permette di vivere degnamente e dar da mangiare ai tuoi figli, con proposte di impiego a seconda delle caratteristiche di ognuno che se rifiutate per 3 volte non prendi più l indennizzo.

Casa: Via la tassa sulla prima casa, via la tassa sulla casa dove i figli sono in comodato gratuito e quindi sempre di prima casa si tratta.

Tassi per mutui garantiti dal Governo,  accessibili a tutti, per aiutare i più giovani ad acquistare casa e scrollarsi di dosso quel termine di bamboccioni a carico dei genitori. Un tasso che davvero permetta l'acquisto del tetto dove vivere con la propria famiglia e creare il futuro.

Economia: Abbassare l'Iva e permettere di non evadere le tasse e di investire nel paese. L'innalzamento dell'Iva ammazza l'economia di un paese e non permette la ripresa.

 

Proposta ricevuta da Massimo

 SCUOLA:    

     1)  Ridare alla Scuola il carattere di “palestra della vita” che aveva una volta.  La scuola deve tornare ad essere un impegno costante che deve essere possibile valutare con mezzi adeguati, tornando ai criteri di selettività e giudizio di merito tanto avversati dai sessantottini e dai sinistrorsi in generale.

         Questo “giro di vite”, tuttavia non deve far venir meno l’altro grande scopo dell’Istruzione pubblica e cioè quello di individuare e far emergere nel singolo studente le capacità latenti, indirizzandolo verso il settore per il quale è più portato.

    2)   Eliminare dai programmi materie ormai obsolete e di nessuna  o scarsa utilità pratica, introducendo, invece,  l’insegnamento dell’Educazione, a incominciare dall’igiene (personale ed ambientale), per poi passare all’educazione comportamentale (rapporti con i compagni, con l’altro sesso, con i   docenti, ecc.), a quella sanitaria, stradale, sessuale, civica ed eventuali altre complementari (educazione musicale, artistica, sportiva, ecc.)

 

Proposta ricevuta da Massimo

PROSTITUZIONE:   Ricordiamo che in paesi civilissimi come la Germania (patria del pontefice emerito Ratzinger) la prostituzione è perfettamente legale e gli oneri fiscali applicati dal governo federale portano nelle casse dello stato diversi miliardi di euro.  Detto questo, sarebbe sufficiente abolire la legge Merlin e estendere alle professioniste del sesso lo statuto dei lavoratori, ammettendo la possibilità di esercitare in proprio,  purché munite di licenza da esporre e siano ovviamente in regola con i controlli sanitari che lo stato dovrà predisporre.  A questo punto praticare la prostituzione sulle strade o in aree pubbliche diventa esercizio abusivo della professione e può essere perseguito legalmente.  Chi assume tali “Operatrici erotiche” dovrà farlo rispettando le clausole di un auspicabile contratto collettivo nazionale.

 

Proposta ricevuta da Massimo

PULIZIA DELLE STRADE:   Chiudo con un’idea che ho provato inutilmente a sottoporre ad AMA, qui a Roma, ma il sito per i suggerimenti non funziona da sempre.   Il mio progetto riguarda l’istituzione di un “PULIZIOTTO DI QUARTIERE”, uno “stradino”, più o meno simile a quello che girava per le strade delle città italiane nell’immediato dopoguerra.  Munito di ramazza, raccoglirifiuti e bidone montato su ruote, avrebbe il compito di pattugliare il quartiere di sua competenza, raccogliendo i rifiuti, depositandoli, alla fine del giro, nei cassonetti di zona.  La novità, però, consiste nel fatto che questa persona dovrebbe essere equiparato ad un pubblico ufficiale, diciamo ad una specie di vigile urbano, con l’autorità di rilevare e sanzionare direttamente i comportamenti lesivi dell’igiene pubblica (gente che non utilizza correttamente i cassonetti per la raccolta differenziata o abbandona i rifiuti per strada, proprietari di cani che non si preoccupano di raccogliere le deiezioni dei loro animali, ecc.)

 

P. S.   Non c’entra nulla con quanto in oggetto, ma a qualcuno devo dirlo:   Sono un sostenitore di Forza Italia fin dal ‘94.   Posseggo ancora la ricevuta di un versamento di 100.000 lire, effettuato in data 19.02.1994 come adesione ad una campagna per il finanziamento del nascente movimento guidato da Silvio Berlusconi.

          Ho sempre condiviso le scelte del Presidente, riconoscendone la grande lungimiranza politica, ma ora ritengo un errore colossale avere denunciato il patto del Nazareno, rompendo una collaborazione fino a quel momento proficua per il Paese.  Adesso siamo passati tra le fila di quelli che hanno sempre dichiarato di volere le “riforme”, ma che all’atto pratico si sono sempre opposti fieramente a chi queste riforme voleva fare.   Purtroppo trovarsi dalla stessa parte di SEL, Lega e 5 Stelle non credo  costituisca un grande “appeal” per gli elettori.

 

Proposta ricevuta da Jean-Claude

- terrorismo, immigrazione, economia, fisco, occupazione e gestione della Capitale.

A gennaio dopo la strage di Parigi, ho fatto differente conferenze con l’associazione del Professore AODI (Co-mai, Unite per Unire e Amsi)

Proposte :

Dobbiamo anche trovare una soluzione per fermare il flusso senza fine di barche…la soluzione deve venire dall’ONU con una forza internazionale.

Nel paese, ci sono per fortuna delle cose che vanno bene, ma come tutti gli paesi abbiamo anche alcuni difetti:

- Procedure troppe complicate per creare aziende, obligazione di passare da procedure telematiche e si deve essere autorizzato a farlo dunque commercialista obbligatorio, allora che per una piccola azienda che vuole iniziare subito sono tempi persi. Si deve creare un sportello unico

- Agenzia delle entrate con il numero verde che ci da dell’informazione sbagliate, si deve mettere gente competente, formazione del personale.

- Disastroso servizi postale, la posta che si perde o arriva dopo un mese e tariffe proibitivi (ad esempio, lettera di 400 gr da Roma a Milano in spedizione normale, prezzo di 10 €), incapacità di trovare francobolli in molte uffici postali. Per l’economia queste carenze sono disastrose.

Per la città di Roma : quando avevo in carica il sport à Nancy, ho avuto a fare con questi hooligans di Feyenoord nel 2006, anche il nostro sindaco, questura e prefettura non hanno voluto ascoltare il pericolo che stava arrivando….ci hanno devastato la città.

STORIA del Feyenoord: UEFA Cup Final - Seconda tappa - Feyenoord v Tottenham Hotspur - Rotterdam

La polizia si scontrano con il Tottenham Hotspur sostenitori durante la gara di ritorno della finale di Coppa UEFA contro il Feyenoord a Rotterdam. Sono stati segnalati circa 200 persone di essere feriti nelle violenze. Data: 30/05/1974

Gli Hooligans del Feyenoord devastano le città d’Europa da 40 anni…come si fa ha no conoscere questa realtà. 

Dobbiamo impedire questi banditi di girare in Europa

Quando c'è questi eventi la commissione di sicurezza deve identificare il rischio e prendere misure adeguate per il bene della popolazione.

 

Proposta ricevuta da Club Forza Silvio Roma Nord

Nelle guerre solitamente c’è chi attacca e chi si difende. Nel conflitto ucraino è complicato persino fare questa premessa iniziale, perché questa è una guerra che non si deve chiamare guerra, perché è ibrida, perché non è dichiarata, perché è avvolta nella propaganda e nel non detto: è una guerra fantasma eppure combattutissima, contraddizione mortale, che ha fatto in meno di un anno più di cinquemila morti e circa un milione e mezzo di persone costrette a lasciare le loro case e spostarsi in zone dove non si combatte – i rifugiati - nel cuore dell’Europa. Tutti si sentono sotto attacco, tutti si difendono. Ma prima di tutto, prima dei dettagli e dei negoziati tecnici, bisognerebbe ammettere che una guerra è in corso, che due parti si stanno sfidando, il governo ucraino con il suo esercito da una parte, i separatisti con il loro sostegno russo dall’altra, e questo Putin non vuole farlo. Secondo la sua versione, i ribelli pro russi non sono gestiti da Mosca, sono simpatizzanti che vorrebbero portare l’est dell’Ucraina dove dovrebbe stare, cioè sotto l’influenza della Russia: amici spontanei della causa russa. Secondo Kiev invece sono appena arrivati altri millecinquecento “rinforzi” dalla Russia, e nella piccola cittadina di Debaltseve, vicino a Donetsk, si combatte da settimane: è uno snodo ferroviario strategico, la sua conquista, come quella dell’aeroporto di Donetsk, sarebbe un gran passo avanti nel controllo dell’est ucraino da parte dei separatisti la tattica russa “è sempre la stessa: tirare le cose per le lunghe fino a che gli altri non si arrendono”. In questa gabbia è finita anche la diplomazia occidentale, per evidenti interessi economici ma anche per la preoccupazione che, se provocato, Putin possa reagire male. In questo modo, cercando di prevedere reazioni che sono, per la natura stessa del Cremlino, imprevedibili, s’è persa una visione alternativa alla strategia russa. Putin pensa almeno ai prossimi sei anni e noi aspettiamo di vedere che cosa accade oggi a Minsk per valutare quando allargare le sanzioni. I negoziati di questi ultimi giorni sono “una tattica” mentre è necessaria una strategia militare, economica e politica, con un rinforzo della Nato, le sanzioni e i negoziati. Una strategia a lungo termine, in cui chi attacca e chi si difende diventino finalmente riconoscibili.Cosa si fa: Merkel e Hollande sono portatori di una proposta autenticamente "europea"? Chiedete a Tsipras…. E la Mogherini?....a suo dire…l'unica via di uscita da questo conflitto sia una soluzione politica”. OK, ma se non l’hanno nemmeno interpellata durante i negoziati. La risposta europea alla crisi, aveva sottolineato, è stata agire come mediatori e fare «pressione economica» alla Russia, mantenendo al tempo stesso una linea di appoggio finanziario a Kiev. L’Ue ha già dato assistenza macroeconomica all’Ucraina per 1.800 milioni di euro, ma, aveva detto ancora la Mogherini, «è necessario molto di più». Ed il nostro Capo del Governo? Troppo indaffarato a mordere al collo dei poveri cristi che lui governa con piglio antidemocratico, alla faccia del nome del duo partito…DEMOCRATICO!!! Cosa fare: Chiedetevi tutti due cose: da quando Berlusconi è stato azzittito dalla casta:

1)      Sarkozy ha voluto elimanre Gheddafi contro il volere di Berlusconi ed oggiAggiungi un appuntamento per oggi…è scoppiata la guerra in Libia

2)      Berlusconi non ha più un filo diretto con la Russia e Putin guarda all’Occidente

Lui era un vero Statista. Ma esiste oggiAggiungi un appuntamento per oggi uno statista in grado di risolvere diplomaticamente questo conflitto? Temiamo di no

 

 

Proposta ricevuta da Luciano

Sono un tassista Romano vorrei discutere sul problema del sindaco Marino , prima come cittadino Romano e poi sul rapporto tra noi tassisti e il sindaco. Ti elenco alcuni problemi, cambio simbolo di Roma .da Roma capitale in Rome You .chiusure selvagge tipo fori imperiali piazza di Spagna ed altri misfatti

 

Proposta ricevuta da Umberto

Spett.le Comitato di Valutazione,

mi pregio rimetterVi il mio progetto relativo a “Roma, l’Italia e l’Europa che vogliamo”, con la preghiera che vogliate valutarlo positivamente per gli alti contenuti in esso espressi.

In allegato troverete:

-          Scheda di presentazione sintetica;

-          5 file grafici a corredo della documentazione;

-          2 file relativi alle leggi regionali n. 9/2002 e n. 30/2013 (proposte dal sottoscritto e approvate all’unanimità dal Consiglio Regionale delle Marche) che sono il sostegno legislativo del progetto.

Considerati gli argomenti proposti, Vi ringrazio per l’attenzione che vorrete dedicare al progetto.

 

Roma, l’Italia e l’Europa che vogliamo”

Roma, 28-29 marzo 2015

Titolo: Progetto ‘TRINO’

Scenario: in un’epoca in cui si registra una crescente scarsità generale di risorse (materiali, politiche, valoriali) è fondamentale puntare su progetti e strategie che mettano al centro i valori della vita umana e del rispetto dei diritti. L’assenza di tali risorse valoriali infatti fa cadere la barriera del rispetto per il prossimo. L’assenza di risorse politiche fa diventare l’egoismo l’unica via di governo delle relazioni. In assenza di risorse valoriali e politiche, le Entità Coese tentano di risolvere il problema delle risorse materiali attraverso l’accaparramento. Così si generano conflitti di ogni tipo (bellici, terroristici, economici, culturali, religiosi e di sopravvivenza). Neppure gli strumenti attivati dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale (Onu in primis) riescono a risolvere tali conflitti già nati, proprio perché non praticano le risorse valoriali e politiche. E in questo modo, tali conflitti possono solo aumentare. In questo senso, è necessario che le governance nazionali, internazionali e mondiali prevengano la formazione dei conflitti attraverso la formazione delle generazioni al reciproco rispetto senza eccezione alcuna (Università per la Pace). Occorre infatti ridare valore a chi abiterà il Mondo in futuro (i bambini) ed educarli alla Pace, seguendo il motto “Pace a Priori”.

 

Obiettivi: tracciare la ‘Strada Maestra’ per le prossime generazioni, seguendo un progetto per l’Italia, l’Europa e il Mondo attraverso 4 proposte:

1.         Competitività delle piccole, medie e micro imprese (con attenzione particolare alla natalità e stabilizzazione dell’occupazione femminile);

2.         Competitività dell’Italia (intesa come ‘Baricentro’ di un sistema che vede a Nord l’Europa e a Sud l’Africa, con centralità e programmazione delle infrastrutture italiane);

3.         Evoluzione Demografica ed Energetica mondiale (convivenza con gli altri popoli e proposta per i futuri paesi poveri);

4.         Qualità della vita (Italia che ritorni nuovamente ad essere nuovo centro mondiale della Cultura).

Realizzazione Progetto Trino: il progetto è così denominato perché tripartito su tre realtà fondamentali e si concretizza su Lampedusa, individuata come centro nevralgico a contenimento del problema dell’immigrazione e che fisiologicamente è il luogo ideale per formare alla Pace le nuove generazioni ed educare gli adulti ai diritti umani:

1.         Università per la Pace (Lampedusa): polo universitario di eccellenza gestito dai Premi Nobel per la Pace e da Premi Nobel specifici. Collegata con i più importanti atenei del mondo, enti, governi, associazioni ed organismi (Onu, Unesco, Fao, ecc. ecc.), risponde ad una precisa risoluzione dell’Onu ed ha lo scopo di passare dalla ‘pace parlata alla pace operata’ attraverso l’UTA (Università Telematica Avanzata) e il CUMDU (Conferenza Universitaria Mediterranea sui Diritti Umani);

2.         Piazza della Riconciliazione (Lampedusa): progetto architettonico di un luogo/contenitore creato per ‘meditare la pace’. Si tratta di un progetto modulo replicabile in ogni capitale del mondo, che si concretizza come un centro operativo per la pace multietnico, interdisciplinare ed interreligioso.

3.         Onu dei Bambini (Lampedusa): luogo nel quale i bambini e i giovani di tutto il mondo potranno votare le loro risoluzioni (senza esercitare il limitativo diritto veto). Partendo dall’assunto veto-voto-vita (meglio, no al veto, sì al voto, sì alla vita) l’Onu dei bambini praticherà la pace operata in collegamento telematico costante con i Centri territoriali per la scolarizzazione della cultura di pace (già esistenti), con le associazioni e gli organismi nazionali e sovranazionali, oltre a tutte le scuole di ogni ordine e grado (in collegamento dunque con l’UTA-CUMDU che diventa portale unico, motore della rete planetaria sui diritti umani).

Promotori: devono possedere le valenza di consolidata e riconosciuta autorevolezza politica e morale a livello mondiale. A tal proposito, si sono individuati questi promotori ideali:

-           L’Occidente (Europa): sebbene ora abbia difficoltà a mantenere il suo primato globale ha comunque il compito e l’autorevolezza di proporre al resto del Mondo la via della Pace e dello sviluppo;

-           L’Italia (Roma): progenitrice del Rinascimento è lo stato che gode di maggior credito presso le Entità Coese a rischio;

-           La Santa Sede (Roma-Vaticano): è l’attore mondiale in grado di formulare proposte, facendo leva sul dialogo interreligioso;

Breve Cronistoria: l’idea del progetto parte dal 1980 e in questi ultimi 35 anni ha percorso numerose importanti tappe e ottenuto l’avallo delle maggiori e più prestigiose personalità internazionali, armonizzando componenti sia laiche che spirituali (Gorbaciov, Rita Levi Montalcini, Rugova, Rigoberta Menchu Tum, Kofi Annan, Tara Gandhi, Pitirim-Metropolita di Mosca, Don Lush Gjergji, Pio Laghi, Don Giovanni D’Ercole, solo per citarne alcuni).

Ricadute: il progetto ha delle enormi potenzialità e può portare importanti benefici sul fronte della lotta al terrorismo, sul fronte del contenimento del problema dell’immigrazione, sul fronte economico e dell’occupazione. Questo perché riesce a concentrare su di sé una serie di problematiche che sono per definizione e irreversibilmente collegate tra loro. Il sistema virtuoso innescato da ‘Trino’, infatti, con la sua visione di mondialità, mette in relazione l’Italia (centrale in Europa), con l’Europa (centrale nel mondo) e attraverso una rinnovata e più bilanciata circolazione delle risorse energetiche (rigassificatori, corridoi europei, rimessa in circolo delle risorse energetiche bloccate dalla Primavera Araba, ecc.) consente di abbattere il costo energetico del 30% in Italia e in Europa. Questo vuol dire maggiore competitività e più lavoro e quindi il riequilibrio armonico del rapporto tra mondo dell’impresa e mondo del lavoro, con una maggiore qualità della vita. La diffusione di un maggiore benessere diventerebbe un naturale regolatore dei flussi migratori a livello planetario. Inoltre, una diffusa e praticata cultura della Pace può arginare i fenomeni di intolleranza (razziale, religiosa, etnica, ecc.) cui assistiamo da sempre e non da ultimo abbiamo assistito di recente in Francia e ora in Tunisia.

Sostenibilità del Progetto: il progetto Trino si auto-finanzia con marchi propri e si inquadra perfettamente nel Sistema Economico Mediterraneo (S.E.M.). I flussi economici si regolano attraverso la Banca Etica Mediterranea (B.E.M.) che gestisce i Marchi Unici Mediterranei (M.U.M.). Tecnicamente tali Marchi hanno la capacità di generare reddito su scala macro-economica. A titolo esemplificativo, citiamo uno dei MUM: “Team for Peace – I passi per la Pace”. Questo marchio si rivolge alle attività produttive calzaturiere-abbigliamento sportivo-moda di rappresentanza. Se queste realtà produttive aderissero al progetto etico decidendo di applicare ai loro prodotti il marchio a secco “Team for Peace”, mantenendo le loro linee produttive e i loro marchi, si creerebbe una movimentazione di questo tipo: da un lato la diffusione planetaria di tali manufatti metterebbe in relazione praticamente il mondo intero, dall’altro la fee simbolica che verrebbe corrisposta per il marchio TFP, calcolata su scala planetaria confluirebbe su un fondo etico strategico (di proprietà dell’Università per la Pace e gestito dalla BEM) e finalizzato alla redistribuzione economica su opere umanitarie strategiche nei vari Continenti (una per Continente di anno in anno).

Esempio numerico: 120 milioni di individui per Continente (600 milioni nel Mondo) indossano quotidianamente scarpe da tennis o sportive. Moltiplicando questo numero per X royalties possiamo già intuire la portata economica del progetto (applicabile peraltro a tutti gli altri prodotti manifatturieri a carattere sportivo o di rappresentanza).

Sport come veicolo di Pace - Il Calcio per i diritti umani: in questa fase, nell’ambito di ‘Trino-Università per la Pace’ è stato elaborato un percorso virtuoso che ha come aspetto centrale quello dello sport come veicolo per sanare i conflitti e promuovere la solidarietà e la Pace. Tali iniziative vedono in primo piano il marchio Team For Peace appena descritto e prevedono il coinvolgimento delle maggiori organizzazioni sportive mondiali (FIFA, UEFA, FIGC, CONI, ecc.) per poter sostenere, attraverso i derby per la Pace, i campionati europei 2016 e i mondiali del 2018 con il logo Team for Peace. Sono già stati effettuati in questo senso contatti preliminari istituzionali con i vertici di suddette organizzazioni e si stanno intessendo le relazioni per concretizzare l’iniziativa. Il veicolo promozionale adottato in quelle sedi sarà il manifesto universale di Madre Teresa di Calcutta, madre universale universalmente riconosciuta, Premio Nobel per la Pace.

 

Proposta ricevuta da Giuseppe

On.le Tajani non credo che Lei o chi per Lei abbia la possibilità materiale di leggere tutte le risposte che arrivano però mi fa piacere pensare che sia così e di conseguenza invio il mio modesto parere sull'argomento immigrazione. Sicuramente la soluzione del problema dell'immigrazione non è facile ma è altrettanto sicuro che l'Africa non si può trasferire in Italia. I danni causati da questa immigrazione fuori controllo sono sotto gli occhi di tutti e non passa

giorno che non succeda qualcosa di grave. Tale situazione grava pesantemente su una gran parte della popolazione italiana che da tempo è allo stremo e per la quale non si può fare niente per mancanza di soldi che inspiegabilmente non si esauriscono mai per assistere gli immigrati. Ritengo che l'unica soluzione possibile debba essere, d'accordo con tutti i paesi (non solo Europa poichè il fenomeno ha ripercussioni a livello mondiale), che si debba dare aiuto intervenendo direttamente nei vari paesi interessati dalla crisi. Un appunto di fanta politica: chissà se un giorno scopriremo che l'esodo sia stato favorito dalle multinazionali che hanno in programma di sfruttare l'Africa (l'unico continente rimasto da saccheggiare) nel prossimo futuro. Se buona parte della popolazione emigra (ovviamente quella più indigente) sicuramente ci saranno meno problemi da affrontare. Cordiali saluti e buon lavoro. Insabato Giuseppe.

 

Proposta ricevuta da Gabriele

Alcune proposte su cui lavorare:

- una proposta a vantaggio delle piccole medie imprese e delle partite IVA è quelle di un fisco più giusto. Riuscire ad ottenere fondi europei per la politiche fiscali nazionali volte a far ripartire i consumi attraverso la riduzione del 50% delle tasse ai lavoratori autonomi con p. IVA con meno di 50.000 euro di fatturato e alle imprese con meno di 500.000 euro di fatturato.

- un'altra proposta riguarda il tema dei finaziamenti finalizzati alle politiche sanitarie nell'emergenza urgenza: come promuovere la diffusione di maggiori auto mediche per l'emergenza territoriale gestita dal 118 e come supportare campagne di informazione finalizzate al primo soccorso e progetto cuore nirati alla diffusione dei defibrillatori semiautomatici per salvare le persone in arresto cardiaco.

 

Proposta ricevuta da Giorgia

Sicurezza

La sicurezza in ogni paese è indice di civilizzazione e non è concepibile la regressione di questi ultimi anni.

Ritengo necessario l’insegnamento di un profondo senso civico in ogni scuola. Tale insegnamento a scuola è indispensabile quando le famiglie non sono incisive e quando vanno formati individui che provengono da paesi con diverso indice di civilizzazione.

Va comunque riformata la giustizia che deve essere tempestiva e uguale per tutti.

Incentivi per gli uomini delle forze dell’ordine che svolgono con successo il loro lavoro.

Le forze dell’ordine si devono coordinare per la lotta dello spaccio e consumo di droghe.

Il consumo delle bevande alcoliche deve essere vietato ai minori di 18 anni e commette reato chiunque venda o procuri alcol ai minori.

Vanno istituite ronde notturne permanenti in ogni città.

Vanno istallate numerose telecamere di sorveglianza.

 

Proposta ricevuta da Giorgia

Immigrazione

Il tema dell’immigrazione deve essere una delle priorità della nostra politica.

I rifugiati politici potranno rimanere nel nostro paese per un massimo di tre anni.

Tutti gli immigrati dovranno essere accolti e censiti in maniera rigorosa. Dovranno essere registrate le loro generalità, prese le loro impronte digitali e le loro foto.

Dovranno essere forniti delle informazioni necessarie sulle nostre leggi primarie e sulla nostra cultura.

Gli immigrati non censiti dovranno essere espulsi.

Gli immigrati censiti dovranno essere dotati in un permesso di soggiorno in Italia valido un periodo di un anno e successivamente potranno prorogare la loro permanenza dimostrando di avere lavoro e mezzi di sostentamento primari. 

Saranno rilasciati dei  visti temporanei e una volta scaduto il periodo, il governo potrà decidere per le espulsioni.

 

Proposta ricevuta da Giorgia

Economia

L’economia del nostro paese ha bisogno di soluzioni forti ed immediate.

In questo periodo di conclamata deflazione la nostra economia necessita di soluzioni  efficaci nel breve-medio periodo.

Condizione necessaria alla ripresa economica è quella di salvaguardare ed incentivare le imprese.

Senza imprese non ci può essere crescita e non ci può essere lavoro.

Ritengo urgente un cambio del sistema fiscale italiano volto a ridurre il peso della tassazione alle imprese che, in questi ultimi anni, è divenuto insostenibile.

Uno sgravio fiscale ridurrebbe notevolmente l’evasione fiscale e, di conseguenza, aumentare il gettito per l’erario.

Per un’azione d’urto trovo possa essere efficace un periodo di tre anni con il sistema fiscale della Flat-tax dell’economista Milton Friedman.

L’aliquota fiscale da applicare dovrebbe essere del 20% con un’area no tax idonea di euro 15.000,00.

Altrettanto necessaria per le imprese italiane è una sburocratizzazione di tutte le pratiche che disincentivano gli investimenti nel nostro paese.

Lotta dura ed incondizionata alla contraffazione ed al commercio illegale con pesanti sanzione anche per gli acquirenti.

 

Proposta ricevuta da Monica

Gent. Mo Antonio Tajani,

Come va? Intanto vorrei ringraziare la sua persona per la disponibilità e la gentilezza che riserva in maniera continuativa nei giovani, nei giovani liberali, energici e portatori di idee. Siamo noi il motore dello sviluppo e della crescita, è da noi che deve ripartire la formazione di un centro-destra liberale vincente.

Le scrivo questa e-mail in maniera molto informale. Sono Consigliere di minoranza al Comune di Staffolo, in provincia di Ancona. Sono in politica da 10 mesi, ho una piccolissima dose di esperienza ma nutre in me ancora tanta speranza per un futuro migliore. 

Costantemente, sui giornali, in tv, in radio si assiste ad una crisi morale della gente, a sentimenti di pessimismo continuo e soprattutto a episodi politici che comportano poi sfiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni.  La mia prima proposta, la chiamo proposta ma in realtà credo sia il seme più eminente, è la ristrutturazione del centro-destra. Le persone non sanno più chi siamo e dove vogliamo andare. Definire l’identità di uno schieramento politico è importante, urgente se non obbligatoria. Non possiamo correre dietro alla Sinistra, noi siamo un’alternativa alla loro politica, la storia liberale ci insegna questo. Le persone necessitano di sicurezza e la fonte di protezione più importante è quella della fiducia liberale e politica in genere.

Naturalmente sentimenti del genere hanno avuto nel tempo ripercussioni pesanti sulla nostra economia, non solo dell’Italia ma dell’Europa in genere. Il primo scoglio da superare è quello della competitività. I nostri prodotti hanno perso di competitività sul mercato globale. Come possiamo raggiungere Vantaggi Competitivi? Un tempo si pensava che la tecnologia potesse far aumentare i livelli di produzione e superare la concorrenza dei Paesi che hanno manodopera a basso costo e senza diritti. Non è così. Il BRIK (Brasile, Russia, India e Cina) innova e produce merce a basso costo. E anche prodotti ad alto contenuto di tecnologia. L'industria italiana, salvo eccezioni (Ferrari, nanotecnologie, idustria della moda ecc ecc), non ha innovato nè i processi nè i prodotti. E con la crisi nessuno intende investire. La condizione fondamentale per alimentare la mobilità sociale in relazione alle proprie capacità e non alla posizione economica di nascita è la conoscenza o la cultura non solo di base. La conoscenza porta ad innovare e l'innovazione alla creazione di nuove imprese. Come riparte il sistema secondo la Teoria dei cicli economici di Schumpeter?. A seguito di grandi scoperte (Le ferrovie, l'energia elettrica, le macchine a vapore) l'innovatore è seguito da mille altri che lo copiano innestando un ciclo virtuoso che porta alla crescita e all'occupazione fino all'esaurimento del mercato.

In questo momento l'innovazione che crea sviluppo ma non solo in Italia sono le nuove tecnologie. Constatiamo come questi innovatori, sopratutto in USA, senza grandi capitali iniziali, hanno creato mostri mondiali di ricchezza come Apple, Google ecc ecc. Qual'è il fattore di sviluppo che genera le pari opportunità? La cultura e la conoscenza. Non solo cultura di base ( i licei, la letteratura, l'arte, la musica, la filosofia) ma sopratutto la cultura applicata e la ricerca applicata alle nuove scoperte (sopratutto matematica, informatica, la fisica ecc ecc).  Ma la conoscenza richiede risorse e finanziamenti adeguati. Tutto ciò che in Italia non facciamo perchè abbiamo il peso del debito pubblico che ci costa ogni anno 80 Miliardi solo di interessi e a Cingoli una cifra equivalente. Ma non facciamo neppure un'altra cosa. Le grandi Università americane che sfornano scienziati sono finanziate per più del 30-40% da donazioni private.

Perchè se crei un nuovo scienziato, la ricchezza prodotta beneficia tutta la società.

La nostra politica deve battere sulla conoscenza. La politica si fa con la cultura, come la maggior parte delle cose d’altronde.

Un altro tema molto dibattuto è quello dei rifiuti. Un tempo eravamo convinti di essere più intelligenti di tutti i Paesi del nord Europa mettendo i rifiuti sotto terra nella discariche, mentre loro li utilizzano quale carburante per produrre acqua calda ed energia elettrica. E così li abbiamo pure portati in Germania pagando il trasporto e regalando a questi paesi un vantaggio competitivo ingiusto. Propongo che vengano utilizzati gli inceneritori, evitando la raccolta differenziata, se non sbaglio il più vicino da Ancona dovrebbe essere a Rimini (110 km). Troppo distante, appunto. Questo strumento consentirebbe la produzione di calore e di energia elettrica.  3 Proposte da valutare insieme, Ristrutturazione di un partito liberale, Finanziamento alla Cultura e alla Ricerca Applicata, Inceneritori per la produzione di calore e energia elettrica.

Grazie ancora per la disponibilità.

Un abbraccio.

Biagioli Monica.

 

Proposta ricevuta da Sergio

IMMIGRAZIONE

Ho vissuto sulla mia pelle e quella dei cittadini lo stravagante modo di gestire gli extracomunitari che arrivano sulle nostre coste. Infatti, aderendo ad una richiesta della prefettura di Viterbo, che ha chiesto il nostro aiuto, abbiamo ospitato per un periodo di sei mesi, una cinquantina di migranti. Erano ubicati presso un hotel non molto distante dal centro e, naturalmente, poco se non per nulla frequentato.

Il mio è un paese di quasi diecimila abitanti, quindi ci siamo trovati a dover gestire le persone e, sopratutto, i molti minori non accompagnati che sfuggivano ai controlli della polizia o della dogana? Sfuggivano? Non si sa.

Comunque, il flusso di chi viene in Italia è mal gestito, perché oltre ai sindaci ho visto in difficoltà anche le forze dell'ordine e la stessa prefettura.

Le soluzioni le aveva trovate già il governo Berlusconi, accordi bilaterali con i paesi di partenza dei migranti, in modo da fermare il flusso; riconoscimento da parte dell'UE che le coste italiane non sono coste nazionali, ma europee e come tali vanno gestite (al momento non vedo forze di altri paesi ad aiutarci); blocco degli ingressi modello Australia.

 

Proposta ricevuta da Sergio

ECONOMIA

Per l'economia sono molteplici gli argomenti da portare avanti, riporto quelli frutto di esperienze personali: gli imprenditori che si rivolgono ai sindaci sono sempre più numerosi.

- Aiutare concretamente la piccola e media impresa. Evitare che l'aliquota minima Imu (0,76) x i capannoni industriali vada allo stato. Infatti, a causa di questa legge e alle mancate entrate, i sindaci sono costretti ad aumentare al massimo l'aliquota per recuperare ciò che lo Stato toglie anche ai comuni. Così facendo le aziende, che di solito sono artigianali o piccolo-medie, subiscono una vessazione non indifferente ed il comune non è in grado di modulare la tassazione in modo adeguato.

- Lotta ai prodotti (importati o fatti negli scantinati) che non sono realizzati seguendo le normative europee: è una concorrenza troppo sleale e gli imprenditori hanno la sensazione che non ci siano i controlli.

- Dare la possibilità ai comuni di fare investimenti con norme che accelerino le realizzazioni. Nel mio comune stanno presentando un progetto per un porto turistico, la Regione Lazio ci sta inserendo nel piano dei porti, ma come sapete le procedure saranno molto lente, velocizzarle non sarebbe deleterio. Altro grande investimento è la realizzazione di un Parco Tematico su Roma Imperiale, una eurodisney antica, che diventerebbe un interessante polo attrattivo per il turismo.

 

Proposta ricevuta da Sergio

ECONOMIA PER I COMUNI

Anche i comuni hanno necessità di finanziamenti.

- semplificare l'attuazione delle normative europee sui finanziamenti. Quando passano in regione o presso i ministeri sembra si complichino le normative e le procedure. Perché una volta che partono dalla UE non si applica quanto deciso a Bruxelles, ma bisogna sempre convertire qualcosa?

 

Proposta ricevuta da Gaetano

Oggetto: Proposte ….

I. Apprendistato –Finanziamento per il Biennio “obbligatorio” per incentivare

le attività artigianali, professionali ecc….;

II. Accesso al Credito immediato per impiegati, pensionati, imprese, con tempi e

burocrazia pari a 0- Basterebbe una firma a garanzia o di terzi garanti per

l’erogazione di piccoli prestiti pari a €. 5.000,00 – 15.000,00, concessi in fido

o prestito in tempi reali brevissimi;cosi facendo si ridarebbe fiducia ad un

ceto medio sempre più in difficoltà e forse si eviterebbero molti dei piccoli

reati tipo furti nelle abitazioni ecc. ecct. dovuti ad una crisi economica reale

che ormai non fa sconti a nessuno ;

III. Ammortizzatori sociali per disoccupati ed esodati - causa perdita di lavoro

per chiusure o cessate attività ;

IV. Mutui agevolati di stato con piccolo fondo perduto pari al 25% per inizio

attività giovanile o pari opportunità ,con garanzia minima quinquennale di

attività lavorativa pena la restituzione del fondo perduto e tassazione

agevolata nel quinquennio max. 20% base annua;

V. Liberalizzazione delle Droghe leggere da vendere in Farmacia o altro; in

modo di creare un’anagrafe di chi ne fa uso,punire solo gli abusi ed avere

degli introiti esorbitanti (oggi in mano alla mafia e delinquenza varia); risorse

da destinare alla disoccupazione giovanile che in Italia ormai è intorno al

50%;

VI. “Case Chiuse” – Abolizione della Legge Merlin per vari motivi: più controlli

sanitari, più sicurezza, introiti allo stato;da destinare alle categorie sociali

disagiate sempre più numerose e sopratutto ai malati … “veri”- ai bambini e

ai vecchi bisognosi di cure mediche e altro;

VII. Riforma Carceraria: “No” al 41 Bis”, Si” al lavoro duro in proporzione alla

pena con orari di lavoro proporzionali alle pene ricevute. Con la vendita dei

servizi e dei prodotti delle attività lavorative carcerarie – da devolvere alle

categorie sociali svantaggiate – case per anziani, orfanotrofi, ospedali,

associazioni o ONLUS umanitarie; e associazioni di recupero degli stessi ex

carcerati in cerca di nuova occupazione e di comunità di recupero di tossico

dipendenti ecc.ecct…..

VIII. Abolizione del “Senato” e Riduzione dei Parlamentari – “Rappresentanza”

proporzionale alla popolazione Regionale – Esempio : Regioni n. 20

Maggioranza Minoranza

1. Liguria 3 1

2. Valle d’Aosta 3 1

3. Trentino Alto Adige 3 1

4. Friuli Venezia Giulia 3 1

5. Piemonte 5 2

6. Lombardia 5 2

7. Veneto 5 2

8. Emilia Romagna 5 2

9. Toscana 5 2

10. Umbria 3 1

11. Marche 3 1

12. Lazio 5 2

13. Abruzzo 3 1

14. Molise 3 1

15. Campania 5 2

16. Puglia 5 2

17. Basilicata 3 1

18. Calabria 5 2

19. Sicilia 5 2

20. Sardegna 5 2

Tot. 82 31

Totale numero parlamentari n.113

in linea con i grandi stati Europei e Stati Uniti (esempio: Stati Uniti 435

deputati e 100 senatori su 306 milioni di abitanti - rapporto 1/572.000- Italia

630 deputati, 315 senatori e 7 senatori a vita su 60 milioni di abitanti – rapp.

1/63.025 ecc…);

IX. Tassazione elevata alle attività che praticano giochi d’azzardo, detassazione

per le attività Bar ecc… che non hanno apparecchiature per gioco d’azzardo;

X. Pagamento obbligatorio RAI TV e miglioramento del servizio Rai,

diminuzione canone per tutti. Controlli incrociati con ravvedimenti e

pagamento canone Rai sul 730 precompilato – Unico,ecc,ecct….

XI. Contributi per le scuole pubbliche e private per attività sportive fin dai primi

anni di vita scuola Materna fino alle Superiori, cosi da combattere l’Obesità

del popolo italiano, il fumo, il consumo delle sostanze alcoliche,stupefacenti

e assimilate, con risparmio di spese sanitarie legate all’obbesità e tutte le

malattie derivanti e conseguenti;

EDILIZA E SOCIALE

a. Sconti Sulla Costruzione Della Prima Casa per tutti in modo da agevolare chi

si costruisce la propria prima casa senza pesare sullo stato sociale;

b. Abolizione Del Costo Di Costruzione e pagamento dei soli oneri di

urbanizzazione, primaria e secondaria;

c. Incentivare l’istallazione di elementi per la produzione di Energie Alternative

Rinnovabili, dando la possibilità di scomputare parzialmente l’investimento nel

settore a scomputo dagli Oneri Concessori ;

d. Blocco dell’edilizia pubblica per 5 anni: uffici pubblici, scuole, caserme

ecc…, con conseguente recupero obbligatorio di tutte le cattedrali nel deserto ,

presenti sul territorio Italiano in pessime condizioni di manutenzione o

abbandono -tipologie : immobili -;

e. Patrimonio immobiliare in declino industriale;

f. Ex caserme e tipologie simili;

g. Patrimonio sequestrati alle Mafie ecc. ecct….

h. Laddove gli immobili di cui sopra non fossero recuperabili, procedere alla

demolizione degli stessi ed all’acquisizione dell’area relitta al patrimonio

dello stato o dei comuni di competenza territoriale o provvedere alla

riassegnazione dell’area di sedime degl’immobili demoliti a terzi

,imprese,consorzi ecc.ecct. con precise convenzioni di recupero di dette aree

per attività produttive o di servizi .

Si potrebbe fare molto…. Ma molto…. di pìù “Renzi “ permettendo !!!!!!!

Questi piccoli suggerimenti sono il semplice e umile frutto di appassionate

riflessioni e dell’ impegno sociale dello scrivente,iscritto da oltre un ventennio

al movimento Politico del presidente “Silvio Berlusconi” ,di Forza Italia e dei

successivi poli delle libertà, Pdl ecc.ecct. .

Trovo l’iniziativa dello stimatissimo amico Antonio Tajani ,una lodevole

intuizione politica e sociale per riavvicinare l’attività politica svolta dai nostri

eletti ai problemi reali degli italiani, soprattutto in questo particolare momento

di delusione e allontanamento della gente dalla politica e dai partititi

tradizionali, senza distinzione di sia essi di destra o sinistra.

Non mi dilungo ancora ! Porgo i più cordiali saluti

W Forza Italia,W Silvio Berlusconi,W Antonio Tajani e tutto il popolo

delle Libertà.

 

Proposta ricevuta da Giorgio

VIETARE L’UTILIZZO, LA DETENZIONE E LA VENDITA DEL COLLARE A STRANGOLO E QUALSIASI ALTRO STRUMENTO DI COERCIZIONE

Il collare a strangolo o strozzo è uno strumento di addestramento obsoleto. Il suo funzionamento è basato sul dolore fisico, la coercizione e l’inibizione.

Tale tecnica comporta danni psicofisici nel cane, spesso irreparabili.

Danni fisici:

-           Paralisi del nervo laringeo

-           Paralisi temporanea degli arti anteriori

-           Svenimenti

-           Gravi traumi della colonna vertebrale

-           Lesione dei vasi sanguigni dell’occhio

-           Danni a esofago, trachea e tiroide

-           Atassia muscolare

-           Soffocamento

Problematiche comportamentali:

Il collo del cane riveste una mansione fondamentale nella sfera sociale.  La presenza del collare ostacola la libertà di espressione e di comunicazione influendo negativamente sulla mente e sulle relazioni.  Ad ogni tiro o strattone il cane percepisce dolore, fastidio, ansia e paura. Questa esperienza ripetuta nel tempo crea la convinzione e l’associazione che l’ambiente che lo circonda è una minaccia, sviluppando così comportamenti fobici e/o aggressivi.

Da non sottovalutare che l’utilizzo di tale strumento mette costantemente il cane in situazioni di forte stress

Lo stress può causare:

-           Malattie del sistema immunitario

-           Malattie del sistema cardio-vascolare

-           Aumento del rischio di infarto e ictus

-           Ulcere e disturbi intestinali

-           Problemi cutanei e perdita di pelo

-           Stati di esaurimento

-           Bisogno continuo di urinare e defecare

-           Bisogno di distruggere oggetti

-           Scarsa capacità di concentrazione

-           Predisposizione al comportamento aggressivo

2)         VIETARE L’UTILIZZO DI GUINZAGLI CON LUNGHEZZA INFERIORE AI DUE METRI

Per tutelare il  benessere psicofisico e rispettare le caratteristiche etologiche del cane è indispensabile permettergli di annusare, esplorare, perlustrare e  concedere inoltre,  la libertà di movimento necessaria ai fini di una corretta comunicazione, basata sulle posture e sulla mimica. L’utilizzo di un guinzaglio troppo corto, non permette al cane di svolgere nella giusta misura, tali attività di primaria importanza per la specie.

Tale strumento non è da considerarsi mezzo di contenimento ma bensì come veicolo di sicurezza volto a tutelare il cane ed il prossimo da probabili pericoli.

3)         DIVIETO DI DETENZIONE A CATENA

Divieto assoluto di detenere cani legati o a catena  senza eccezioni. Si possono altresì creare apposite recensioni per detenere il cane per un periodo massimo e non superabile di tre ore al giorno.

4)         CREARE AREE DI SERVIZIO COMPATIBILI CON LE NECESSITA’ DEGLI AUTOMOBILISTI POSSESSORI DI CANI

-           Consentire l’ingresso al cane nelle aree di ristoro autostradali (vietato in tutte le stazioni, ad eccezione per i cani guida)

-           Creare delle aree attrezzate, sorvegliate e sicure che consentano al proprietario di lasciare il cane durante la sosta.

L’automobilista, anche se stanco, viene posto nella condizione di privarsi della pausa, poiché le strutture non sono compatibili con le necessità del viaggiatore accompagnato dal cane.

Rischi:

-           Crescita del fenomeno dell’abbandono

-           Incremento degli incidenti stradali

-           Aumento delle possibilità che i cani vengano lasciati all’interno delle auto,  al sole.

5)         VIETARE L’ UTILIZZO DEI FUOCHI ARTIFICIALI

E’ importante sapere che il cane ha un udito molto più sensibile e sviluppato del nostro. 

A differenza dell’essere umano, il cane non può avere la consapevolezza di ciò che sta accadendo e si trova improvvisamente costretto a subire una tempesta di rumori di cui non riconosce ne la natura ne la provenienza.                                                                                                                                           Ciò gli provoca una serie di stati d’animo variabili dal soggetto:  paura, ansia, terrore, panico e disorientamento, che possono spingerlo a fuggire dalla propria abitazione, nel tentativo di allontanarsi da ciò che lo spaventa. Con il conseguente rischio di rimanere vittime della strada, ferirsi e/o smarrirsi o addirittura essere causa di incidenti stradali.                                                                                                                                                                     Tale usanza conta ogni anno non solo migliaia di vittime nel mondo degli animali domestici ma è  anche causa di considerevoli incidenti, talvolta anche gravi, di adulti e bambini.

 

 

Proposta ricevuta da Andrea

#Italiachevogliamo è accogliere l’invito dell’Onorevole Antonio Tajani ad esprimere le proprie proposte, idee e contributi sui temi Sicurezza, Immigrazione, Economia che sono di particolare rilevanza per il nostro momento storico.

Ho esposto nelle pagine che seguono un mio personale contributo con lo spirito  di cittadino Italiano ed Europeo che vuole essere partecipe del presente e del prossimo futuro nella libertà e nell’affermazione dei valori di un positivo vivere civile sempre più condivisibile e apprezzabile.

 

L’immigrazione costituisce un fenomeno sociale di grande importanza e attualità come si evince, tra l’altro, dalle parole di un discorso di presentazione tenuto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di settembre 2006 da parte dell’allora Segretario Generale Kofi Annnan:

“… In tutta la storia dell’umanità, il fenomeno migratorio ha rappresentato un’espressione coraggiosa della volontà individuale di vincere le avversità e vivere una vita migliore. Oggi, la globalizzazione, insieme con i vantaggi della comunicazione e dei trasporti, ha portato ad un aumento esponenziale del numero di persone che hanno sia la volontà sia la capacità di spostarsi.

Questa nuova era ha creato sfide ed opportunità per le società di tutto il mondo. Ed è anche servita per sottolineare l’evidente collegamento tra migrazione e sviluppo. …”

Si tratta quindi di un fenomeno che, nonostante i molteplici tentativi di fermarlo, risulta inarrestabile.

“Immigrazione” è un termine di contenuto molto vasto e riguarda sia l’immigrazione regolare sia quella irregolare e le diversità tra queste sono ancora più forti di quanto possa sembrare perché coinvolgono anche lo spirito e le intenzioni che portano a migrare.

L’intento delle brevi note contenute in queste pagine, facilmente percepibile dal titolo “ex malo bonum”, è quello di fornire una idea-proposta che possa essere concretamente messa in campo, non certo per eliminare il fenomeno, ma per contribuire a trasformarlo da una criticità in una risorsa.

Una considerazione basilare è che, per meglio affrontare il problema, è necessario aprire l’orizzonte dal nostro Paese all’Europa, non certo per una sorta di “scarico di responsabilità”, ma perché, per l’ampiezza del fenomeno, è necessario mettere in campo sinergie e forze di grande portata.

Considerando i dati del Q3 2014 di FRONTEX sulle migrazioni sia regolari sia clandestine si nota facilmente che il fulcro di tutto gira attorno in primo luogo al Mare Mediterraneo e che, di conseguenza, l’Italia, per la sua posizione geografica, è particolarmente coinvolta.

 

  Parola chiave per dare una svolta strategica positiva al problema dell’immigrazione non regolamentata nell’area mediterranea è “cooperazione”.

 

L’UE e l’Italia possiedono già diversi strumenti finalizzati allo scopo, uno di questi è il “partenariato”, che, opportunamente interpretato a livello governativo fa i Paesi partner, può condurre all’impostazione e realizzazione di programmi di ampio respiro idonei a promuovere e realizzare sviluppo economico e sociale, condizione fondamentale perché i potenziali migranti trovino all’interno del loro Paese le risposte alle aspettative di miglior vivere che sperano e immaginano di trovare altrove.

Il partenariato può quindi costituire il “punto d’appoggio” per dare una svolta ai rapporti  dell’Italia e dell’UE con i Paesi mediterranei, innescando una cooperazione che trasferisce know-how e buone pratiche di grande rilievo relativamente alla formazione e qualificazione delle risorse umane, alla promozione di imprese e, più ampiamente, alla programmazione e gestione territoriale e sociale.

 

L’UE e l’Italia possono così conferire alla loro collaborazione un ruolo di “attori” dello sviluppo utile a consolidare, in termini strutturali, rapporti economici e commerciali, ad incrementare interscambi anche di contenuto scientifico e tecnologico e, da ultimo- ma non meno importante-, a prospettare e trasferire pratiche sociali e culturali di buon governo.

 

Di ciò può essere esempio l’interazione fra soggetti pubblici e privati nelle iniziative infrastrutturali, nell’innovazione tecnologica ed organizzativa, nella formazione delle risorse umane in rapporto alle diversità delle esigenze produttive e di welfare, nel realizzare, in definitiva, un modello di sviluppo per quanto possibile equilibrato che contrasti l’esclusione sociale e favorisca la coesione, principi che contraddistinguono, tra l’altro, le “politiche di vicinato” dell’Ue, in generale, e dell’Italia in particolare.

 

Un esempio semplice - semplice

Volendo immaginare un caso in termini semplici e pratici possiamo pensare che 10 giovani immigrati, sbarcati in Italia vengano dal nostro Paese avviati ad una scuola tecnica per apprendere il lavoro di meccanico e specificamente di manutentore e riparatore di motorini;

Immaginiamo quindi che l’Italia –nel quadro della collaborazione e cooperazione con il governo di quel Paese- fornisca 1000 motorini al suo Sistema Postale nel quale –come succedeva in Italia  fino a pochi decenni fa- la distribuzione di corrispondenza e pacchi avviene magari ancora senza mezzi motorizzati. Con l’adozione dei motorini, il recapito diviene più rapido ed efficiente e, perché si mantenga tale, è necessario che i motorini siano perfettamente funzionanti.

Ecco che i 10 giovani meccanici diventano una risorsa preziosa per il loro Paese ed invece di stabilirsi in Italia (o altro Paese Europeo) tornano in patria dove si profilano ottime prospettive.

Immaginiamo ancora che l’incremento di efficienza prodotto dai 1000 motorini possa ragionevolmente motivare il Sistema Postale ad estenderne l’uso in modo generalizzato.

Per svolgere il servizio in tutto il Paese i motorini necessari potrebbero aumentare in  modo rilevante.

Sulla scia del Sistema Postale, anche settori del commercio, potrebbero scoprire un buon vantaggio dal loro utilizzo, così come tanti    lavoratori

con      sede      d’impiego         non     vicina   alla residenza.

A questo punto, il governo del Paese troverà conveniente aprire una scuola dove i 10 meccanici iniziali, eventualmente coadiuvati da esperti Italiani, potrebbero insegnare il mestiere ad un congruo numero di giovani del posto.

Così, pure, vista la quantità dei mezzi in circolazione e la loro prospettiva di crescita, potrebbe    considerare    l’insediamento    di

un’attività produttiva, anche in joint venture con l’Italia, per motorini nuovi e pezzi di ricambio, attivando una domanda di manodopera sia a livello operativo che manageriale. Ed ecco che s’innesca il processo dello sviluppo (vedi grafico), un circuito virtuoso che favorisce la crescita di entrambi i Paesi e genera condizioni per cui la ricerca di una migliore qualità della vita è soddisfatta all’interno del Paese stesso.

 

È stato esposto un esempio chiaramente elementare che non tiene ovviamente conto di tutta una serie di fattori (ambientali, culturali, politici, etc.) che interagendo con esso ne possono condizionare la dinamica.

Tuttavia, nella sua essenzialità, quanto detto vuole indicare la base di una possibile strategia con una riproposizione attuale del principio di Archimede di Siracusa: “datemi un punto di appoggio e solleverò il mondo”.

Aspetto politico

Quanto prospettato si basa sull’analisi di quella che è la realtà attuale a livello  Nazionale ed Europeo dal punto vista politico, normativo, economico con particolare riguardo a ciò che tocca da vicino il nostro Paese per comprendere meglio quali pesi e quali equilibri possono essere intaccati, modificati o spostati.

Partendo dal punto di vista politico è interessante nello specifico considerare i rapporti che si sono venuti a creare tra l’Europa e tutti i Paesi che si affacciano sul mediterraneo: questi rapporti si sono sviluppati con una frequenza sempre più intensa e con un progressivo ampliamento dei contenuti; si è iniziato da quelli commerciali e tariffari fino a giungere a quelli relativi ad uno sviluppo socio- economico e politico-culturale. È stato ed è un processo di lungo periodo, complesso e non sempre fruttuoso, ma nel quale, come cittadini d’Europa, ci si deve impegnare con energia e spinta positiva.

Dalla costituzione dell’Unità Europea, i principali passi dei rapporti euro-mediterranei hanno fatto registrare, in massima sintesi, la seguente cronologia:

 

1957, Trattato di Roma, con la previsione di regimi di scambi agevolati;

1961 – 1973, Accordi (di associazione, commerciali e tariffari);

1976 – 1990, Politica Globale Mediterranea (PGM);

1990 – 1996, Politica Mediterranea Rinnovata (PMR);

1995, Partenariato Euromediterraneo (PEM);

2004, Politica Europea di Vicinato (PEV);

2007, Unione per il Mediterraneo (UpM);

2014, Strumento Europeo di Vicinato (ENI).

Una forte iniziativa riguardo alla questione euro-mediterranea si ha con il Partenariato Euro- Mediterraneo (PEM), avviato con la Conferenza di Barcellona del 1995, che ha posto degli obiettivi importanti:

 

         politico e di sicurezza per la realizzazione di uno spazio comune di pace e stabilità;

         economico e finanziario rivolto alla creazione di una zona di prosperità condivisa;

         sociale e culturale, la cui finalità è sviluppare le risorse umane, favorire la comprensione tra culture e gli scambi tra le società civili.

Una successiva spinta rilevante si ha con la nascita dell’Unione per il Mediterraneo (2007) come un vero e proprio organismo politico per innovare il precedente approccio delle politiche di vicinato.

 

Dalla considerazione circa l’importanza del Mediterraneo riguardo a due punti specifici delle relazioni euro-mediterranee, la libera circolazione delle persone e la liberalizzazione dei prodotti agricoli, nasce la proposta francese dell’introduzione di un nuovo modello di governance, complementare e distinto dall’Ue: l’Unione Mediterranea, una nuova modalità di cooperazione a carattere intergovernativo e con un riferimento geografico ai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

 

Nel marzo 2008, il Consiglio europeo di Marsiglia approva l’iniziativa francese, invitando la Commissione ad orientarne il carattere in senso euro-mediterraneo e a definirne la struttura istituzionale.

 

L’Unione per il Mediterraneo viene quindi ufficializzata al Summit di Parigi del 13 luglio 2008, dove la Commissione Europea ed i Capi di Stato e di Governo di 43 Stati mediterranei, nell’intento di dare nuovo impulso al processo avviato con la Conferenza di Barcellona, presentano l’UpM come una politica intergovernativa, a cui l’Ue partecipa in qualità di membro, destinata a rendere più efficace la cooperazione euro-mediterranea attraverso una partecipazione più attiva e consapevole dei Paesi partner dell’Unione.

 

Nel solco degli obiettivi di Barcellona, l’UpM si propone di operare attraverso tre percorsi sostanziali:

 

         migliorare il livello politico delle relazioni tra l’Ue ed i partner mediterranei;

         promuovere il principio della parità tra Stati Europei e non-Ue attraverso il sistema della co- presidenza;

         rendere le relazioni con i partner più efficaci attraverso l’attuazione di progetti concreti a livello regionale e sub-regionale.

L’UpM, rispetto al passato, si caratterizza per la condivisione delle decisioni e la partecipazione degli Stati del sud del Mediterraneo in posizione paritaria con gli Stati Ue.

 

Ecco che qui è già stato fatto un passo di coinvolgimento importante per mettere in essere degli accordi che possono essere costruttivi. A differenza di quanto si sente parlare spesso nel nostro Paese gli accordi non possono essere unilaterali ma devono essere quantomeno bi-laterali altrimenti si verrebbe a creare una mera situazione di conflitto.

A questo punto bisogna ricordare, e i dati Frontex ne sono una riprova inconfutabile, gli accordi Italia-Libia fatti dal Governo Berlusconi IV che hanno permesso una significativa diminuzione del numero di immigrati clandestini che hanno fatto ingresso in Italia. Partendo da questa iniziativa che aveva ottenuto importanti risultati bisogna ampliarla a tutto il panorama Europeo utilizzando in questo senso le politiche di vicinato non solo dei singoli stati ma dell’Unione Europea.

Il carattere geopolitico e l’assetto politico-istituzionale stanno alla base dell’UpM. Riguardo al primo aspetto, l’UpM allarga la dimensione euro-mediterranea, non più incentrata sul Nord Africa e il Medio Oriente, ma inclusiva anche di altri Stati mediterranei che non fanno parte dell’Ue, come il Principato di Monaco, la Turchia, la Mauritania nonché gli Stati rivieraschi dell’area balcanica occidentale come Croazia, Albania, Bosnia. Questi ultimi sono una risorsa importantissima per tutti i paesi Europei perché permettono di chiudere il cerchio e realizzare lo schema di accordi su tutto il possibile raggio dei fenomeni migratori.

 

Riguardo all’organizzazione istituzionale, l’UpM si caratterizza per la Presidenza congiunta tra uno Stato Ue ed uno non Ue. Operativamente, il processo decisionale si ispira ai principi  del partenariato nei settori di interesse comune per la promozione dell’occupazione, della produzione, della coesione regionale e dell’integrazione sociale ed economica dell’intera area mediterranea, con evidenza su specifici obiettivi:

 

         disinquinamento del Mediterraneo (in linea con il programma di disinquinamento Horizon 2020 e realizzazione di una rete di monitoraggio informatizzata);

         vie di comunicazione marittime e terrestri (creazione di nuovi assi di collegamento intermodale tra i porti del Mediterraneo);

         protezione civile, con integrazione dei Paesi mediterranei nei sistemi comunitari di sicurezza civile e marittima;

         energie alternative;

         istruzione superiore e ricerca universitaria mediterranea;

         supporto al business con assistenza tecnica e finanziaria alle piccole, piccolissime e medie imprese del Mediterraneo.

Proprio questi ultimi due punti nell’istruzione e nell’assistenza tecnica possono essere quelli che, implementati, gettano le basi del piano che si è delineato. Necessità di implemento, data dal fatto che ad oggi, il rapporto tra le aspettative e i risultati non può definirsi soddisfacente sia per il sopraggiungere della crisi economica globale, sia per la particolare situazione dell’area nella quale si vengono a determinare nuovi e diversi assetti istituzionali in conseguenza anche della “primavera araba” del 2011 sia, e soprattutto, per il disinteresse all’affrontare i problemi nella loro corretta dimensione. Infatti come si è scritto sopra i risultati concreti sono arrivati da un accordo tra due stati. Meno efficacia hanno le misure adottate precedentemente in sede comunitaria in quanto sono programmi che non prevedevano, eccetto in pochi casi, un confronto con la “controparte”.

L’Europa dovrebbe proseguire nell’orientamento volto a sviluppare con i Paesi terzi e mediterranei in particolare relazioni privilegiate al fine di creare uno spazio di prosperità e buon vicinato che promuova valori quali la democrazia e i diritti umani, lo stato di diritto e i principi dell’economia di mercato e dello sviluppo sostenibile.

Con questo spirito, ha istituito nel marzo 2014 uno “strumento europeo di vicinato”(European Neighbourhood Instrument – ENI) per il sostegno finanziario all’attuazione delle politiche di vicinato e soprattutto per l’Unione per il Mediterraneo. Questo programma può essere sicuramente interessante anche se comprende in modo prioritario l’aspetto economico-finanziario di supporto.

L’aspetto economico, pur con le tempistiche che spesso e volentieri non trovano riscontri nelle decisioni, è importantissimo ma non risolutorio. Prima di tutto si devono evidenziare l’aspetto

formativo e politico in modo da rendere solide le basi di cooperazione che possono avere tra i fini anche quello di un miglioramento delle condizioni economiche. L’ultimo passo fatto dall’Europa però non va, se non in minima parte, nella direzione sperata perché l’idea della Politica Europea di Vicinato per il periodo 2014-2020 si basa, per raggiungere i risultati, sullo strumento principalmente finanziario (ENI).

 

Aspetto Economico

Purtroppo si parla ancora di “sostegno” ma il sostegno ed in particolare quello economico non è funzionale a risolvere i problemi. Basta considerare che – fonte ONU – già nel 2005 i fondi che i migranti stessi inviarono ai loro paesi di origine (selezionando solo i paesi in via di sviluppo) era stimabile in 167 miliardi di dollari. Un ordine di grandezza che non è nemmeno lontanamente avvicinabile dalle forme di aiuto o sostengo internazionale.

Sicuramente di maggior utilità sono, al contrario, gli aspetti di semplificazione amministrativa, snellimento della programmazione e l’aspetto più importante dato dall’introduzione del principio more for more. Il sostegno commisurato agli effettivi progressi compiuti dai Paesi vicini nell’istituire e consolidare la democrazia: elezioni libere ed eque; libertà di associazione, di espressione, di riunione e di stampa; indipendenza della magistratura e diritto al giusto processo; lotta alla corruzione e riforma del settore della sicurezza e democratizzazione delle forze armate e di polizia.

Dal punto di vista economico, il fine ultimo è la creazione di una zona di libero scambio globale approfondita nella quale sia armonizzata la normativa in materia di concorrenza e appalti pubblici, siano rispettate le medesime norme sanitarie, e dove siano abbattute le barriere commerciali. A favorire la cooperazione economica, inoltre, potrà concorrere anche la BERS, Banca Europea per la Ricostruzione e Sviluppo, che espanderà il suo raggio d’azione al Mediterraneo meridionale e orientale.

D’interesse è l’aspetto dell’istruzione che però deve essere potenziato e soprattutto completato, infatti si parla solo di istruzione superiore, lasciando un punto debole di grandissima rilevanza ovvero: la necessità di un’istruzione di base completa nei Paesi d’origine. Spesso essa è assente o limitata a minimi necessari per la vita di tutti i giorni, comunque tale da non essere sufficiente per onsentire l’accesso ai livelli superiori.

Importante comunque l’idea del sostegno alla mobilità degli studenti e alla cooperazione interuniversitaria con i programmi ricompresi in Youth on the Move, una delle cosiddette “iniziative faro” individuate nella strategia Europa 2020, quali, ad esempio, TEMPUS ed ERASMUS MUNDUS e con HORIZON 2020, per la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico che devono essere estese ed implementate maggiormente verso i paesi della cosiddetta sponda sud del mediterraneo.

Dal punto di vista strettamente economico, invece, la regione del Sud Mediterraneo ha visto una decisa crescita dell’interscambio commerciale.

Le politiche economiche adottate dai governi di diversi Paesi, unite alle iniziative internazionali e ai programmi di collaborazione economica intra-area, hanno avuto ripercussioni sulle economie della regione, aprendole maggiormente agli scambi e agli investimenti diretti esteri. Può essere proprio questo il momento giusto per ampliare il programma economico cercando di vederlo non solo nell’immediato, ma anche in prospettiva futura ponendo le basi di scambi che risultino fruttiferi per tutti.

Dal 2000 per almeno un decennio, la crescita media annua del valore delle esportazioni in termini nominali è stato superiore al 25%, e quasi lo stesso trend si è registrato per le importazioni. Per i Paesi del Sud Mediterraneo, l’Unione Europea è storicamente il principale mercato di sbocco e di rifornimento di merci, sia per il legame storico ed economico che unisce le due sponde, sia per la loro vicinanza geografica.

La crisi mondiale, ovviamente, ha coinvolto anche le economie dei paesi emergenti e in via di sviluppo dalla seconda metà del 2008 e ha generato una contrazione delle attività che però è stata meno pronunciata che in altre aree.

Guardando nello specifico il quadro economico che riguarda l’Italia va sottolineata l’importanza che riveste la Libia. Ecco che torna alla memoria, ancora una volta, la tanto lungimirante quanto criticata operazione del governo Berlusconi che aveva realizzato l’accordo con la Libia dominata dal Colonnello Gheddafi.

Dal punto di vista degli scambi commerciali, da considerare è anche che, in virtù delle sue frontiere marittime, l’Italia è interessata a due fronti: quello Tunisino con il progetto transfrontaliero bilaterale Italia-Tunisia e il programma “Bacino del Mediterraneo” i quali cofinanziano progetti promossi da partenariati composti da enti pubblici o del privato non profit nell’ambito dei principi di Barcellona.

L’Autorità di Gestione dell’Italia-Tunisia è in capo alla Regione Sicilia mentre la Regione Sardegna gestisce il “Bacino del Mediterraneo”, gestioni che possono risultare rilevanti in un’ottica di posizionamento strategico.

Per la bilancia commerciale italiana quest’area geografica rappresenta una quota rilevante, avvicinandosi al 10% per le importazioni e al 5% per le esportazioni.

L’importanza di quest’area è notevole per alcune categorie di beni, dal momento che da essa arriva in Italia circa il 40% dei minerali energetici importati da tutto il mondo e oltre il 30% dei prodotti petroliferi raffinati, accanto ad una fetta importante di esportazione di macchine e apparecchi meccanici. Va poi altresì segnalato il tessile e l’abbigliamento, cardine tradizionale magrebino: sono numerose infatti le aziende italiane che hanno delocalizzato parte della produzione in Tunisia e in Marocco, alimentando così i movimenti in entrata e in uscita.

Analogo movimento si registra per le macchine elettriche ed elettroniche, prodotte principalmente in Egitto, così come per i semilavorati in metallo che vengono trasformati in tutti i Paesi dell’area.

Con riferimento specifico al Sud Italia (Meridione e Isole) va considerato che gran parte delle importazioni riguarda petrolio e gas naturale, mentre le esportazioni sono principalmente rappresentate da prodotti derivanti dalla raffinazione di petrolio, grazie alla presenza in Sicilia e in Sardegna di alcuni tra i più importanti impianti italiani di raffinazione.

La Libia, prima della caduta di Gheddafi, era il maggiore fornitore per questi impianti, così com’è evidente anche dai flussi d’importazione di greggio da questo paese. La Libia era anche primo partner commerciale in termini di esportazioni dei prodotti della raffinazione. Il secondo partner commerciale in termini di esportazioni è la Tunisia; seguono nell’ordine Egitto, Israele, Algeria, Siria, Marocco e Libano.

Dopo i prodotti raffinati, le esportazioni del Sud Italia verso i paesi del Sud Mediterraneo riguardano la filiera della metalmeccanica (metallurgia, prodotti in metallo, meccanica e mezzi di trasporto) e, con minore rilevanza, le filiere dell’alimentare, della chimica e della moda.

Qui si presenta il primo grande vantaggio strategico-economico per l’Italia che si porrebbe ancora di più al centro di tutti gli scambi commerciali e, chiaramente, quanto più l’azione corale dell’Europa con efficaci programmi di buon vicinato favorirà l’orientamento verso l’Europa stessa dei Paesi della sponda Sud, tanto più le attività economiche bilaterali ne beneficeranno con vantaggio rilevante reciproco per l’Italia che, per condizione geografica e non solo, è il Paese europeo più vicino.

 

Aspetto Normativo

A corredo di quanto esposto, può tornare utile una breve nota storica su come si sono evolute le normative che riguardano le migrazioni, sempre straordinariamente intense nel bacino del mediterraneo, che ci aiuta a comprendere meglio come il fenomeno, in particolare nella parte irregolare, sia visto esclusivamente come problema e mai come una possibile risorsa. Innanzitutto è solo a partire dagli ultimi decenni che i flussi migratori sono diventati un elemento centrale delle politiche condotte dai Paesi mediterranei. Questo processo di revisione degli orientamenti politici e giuridici in materia di migrazioni è particolarmente complesso in quanto riguarda non solo interessi strettamente nazionali, ma anche sopranazionali.

A partire dagli anni ’90 le Istituzioni comunitarie hanno iniziato, pertanto, a considerare le politiche migratorie nel difficile percorso di integrazione della Comunità Europea. Il Trattato di Maastricht del 1992 la definì come una questione di interesse comune nell’ambito del terzo pilastro dedicato alla giustizia ed agli affari interni (Titolo VI del TUE), ovvero le condizioni di ingresso e permanenza dei cittadini di Paesi terzi, le politiche di asilo e il contrasto all’immigrazione irregolare.

Con il Trattato di Amsterdam del 1997, entrato in vigore nel 1999, la politica migratoria ha compiuto un passo decisivo verso la comunitarizzazione, diventando oggetto di competenza concorrente  tra  Unione  Europea  e  Stati  membri.  I  temi  d’immigrazione  ed  asilo  sono  quindiconfluiti dal terzo pilastro di Maastricht al primo, rendendo in tal modo possibile il processo di comunitarizzazione di alcune materie quali visti, asilo, immigrazione ed altre politiche connesse con la libera circolazione delle persone.

Tra il 2000 ed il 2001 le iniziative della Commissione hanno riguardato i  ricongiungimenti familiari, l’accoglimento dei rifugiati, l’attuazione del principio di parità di trattamento e lo status dello straniero residente.

A cavallo tra il 2001 e il 2002 le proposte che sono giunte dalla Commissione e dai governi sono state sempre più legate agli aspetti giuridico-penali dell’immigrazione irregolare. Si sono mosse in questa direzione la Comunicazione del Piano d’azione su una politica comune sull’immigrazione illegale (COM 2001-672) e la Comunicazione su una politica comune di rimpatrio dei residenti illegali (COM 2002-564). Il vertice di Siviglia del 2002, a seguito dei fatti dell’11 settembre, non ha fatto altro che dare priorità al contrasto all’immigrazione irregolare anche attraverso un piano per la gestione e il controllo delle frontiere esterne.

Nel 2005 la Commissione europea ha elaborato il “Libro verde sull’approccio dell’Unione europea alla gestione della migrazione economica”, ovvero uno strumento che mira ad avviare un dibattito approfondito, sulle novità da introdurre a livello comunitario in materia di ammissione dei migranti per motivi economici.

Il Trattato di Lisbona del 2009, seguito al fallimento della Costituzione europea ad opera dei referendum negativi di Francia e Olanda, ha confermato l’impegno dell’Europa verso una comune politica migratoria, rendendo vincolante la Carta dei diritti fondamentali attraverso lo strumento del rinvio recettizio e mantenendo inalterata la prerogativa statale nella gestione dei flussi d’ingresso.

La “Primavera Araba” del 2011 ha, in seguito, riportato all’interno delle Istituzioni europee il tema dell’immigrazione. La necessità di aprire una nuova fase di politiche migratorie comunitarie non è solamente dettata dai rilievi statistici del fenomeno migratorio ma da nuove dinamiche economiche, sociali e politiche che riguardano non solo i Paesi geograficamente più vicini all’Europa.

Il 18 novembre 2011 la Commissione europea ha pubblicato una Comunicazione sul nuovo Approccio Globale in materia di Migrazione e Mobilità (GAMM) aggiornando, di fatto, il documento precedente del 2005. Bruxelles oltre a ribadire gli strumenti giuridici e operativi sui tre pilastri base (migrazione regolare, migrazione irregolare, migrazione e sviluppo) ne aggiunge un altro: la protezione internazionale e la dimensione esterna della politica europea in materia di asilo. All’interno di quest’ultimo pilastro, i nuovi Programmi di Protezione Regionale (PPR) rappresentano lo strumento principale per rafforzare i sistemi di asilo delle regioni e dei Paesi partner.

Le ripetute crisi nei Paesi della sponda sud ed est del Mediterraneo, hanno richiesto un’attenzione e un impegno rafforzati da parte dell’Unione. Il quadro generale, come delineatosi già nel corso del 2013, rimane peraltro problematico. A tutto questo si aggiungono i recentissimi problemi relativi all’ISIS che rischiano di compromettere i rapporti diplomatici tra l’Europa e i Paesi della “sponda sud”.Per quanto attiene, infine, alle attività più strettamente connesse alla PSDC (politica di sicurezza e di difesa comune), si sottolinea come l’UE sia coinvolta in diversi Paesi in missioni di gestione delle frontiere, monitoraggio e sostegno, comunque sempre accompagnate da programmi volti a rafforzare la capacity building dei Paesi e ad aprire la strada alle riforme istituzionali.

Le azioni delineate dalla Comunicazione si concentrano su soluzioni immediate ed a breve termine, all’interno del quadro giuridico di Frontex e di Eurosur (il sistema europeo di sorveglianza delle frontiere che è divenuto operativo il 2 dicembre 2013) e che possano completare le attività in corso nell’intero Mediterraneo.

Punto importante è anche la lotta contro le reti di criminalità organizzata - comprese quelle dei trafficanti - che sfruttano il desiderio dei migranti di migliorare le proprie condizioni di vita, e ad avviare a tal fine nuove iniziative in cooperazione con gli Stati membri e con i Paesi terzi, nonché con Frontex, Europol, EASO (Ufficio europeo di sostegno per l’asilo) ed Interpol.

Congiuntamente ed in sinergia con le attività previste da Frontex, opera l’Operazione militare e umanitaria Mare Nostrum, iniziata il 18 ottobre 2013 per fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria in corso nello Stretto di Sicilia, dovuto all’eccezionale afflusso di migranti.

L’Operazione consiste nel potenziamento del dispositivo di controllo dei flussi migratori già attivo nell’ambito della missione Constant Vigilance che la Marina Militare Italiana svolge dal 2004 e ha una duplice missione: garantire la salvaguardia della vita in mare ed assicurare alla giustizia tutti coloro i quali lucrano sul traffico illegale di migranti.

Recentemente Mare Nostrum è stato convertito in TRITON, operazione simile con un respiro europeo ma con una capacità di azione più circoscritta ed i cui risultati non appaiono ancora significativi, come del resto confermano i più recenti dati di Frontex. In effetti, il trend Europeo degli ultimi mesi, secondo i dati forniti da FRONTEX nel Q3 2104 e pubblicati nella metà febbraio 2015, non sono confortanti.

 

I dati Frontex

L’aumento delle presenze clandestine in Italia è stato molto significativo facendo segnare un +24%. L’Italia è una delle tre destinazioni preferite per i richiedenti asilo. Queste tre destinazioni hanno visto un incremento importante perché negli ultimi quattro anni sono passate da una quota del 37% del totale al 60%, con un totale di circa 170mila richieste. Il nostro Paese ha avuto un aumento pari al 474%, in sostanza si è quintuplicato il numero dei richiedenti asilo.

L’Italia è, insieme a Francia e Spagna, nelle parti alte anche di un’altra classifica; quella delle destinazioni preferite di coloro che si presentano con documenti falsi (incremento di ben 2400 unità). Addirittura metà di questi casi si verificano esclusivamente in queste tre nazioni. La sola Italia ha avuto un incremento del 19%.

Il nostro Paese è primo fra i cosiddetti “facilitators” ovvero quei Paesi che raggruppano fattori di aiuto all’immigrazione clandestina; la media Italiana degli ultimi due anni distacca ampiamente ogni altro Paese, eccetto il Marocco che ha subito un’impennata nell’ultimo trimestre con un rapporto 3 ad 1 rispetto all’Italia ma viene facilmente a spiegarsi in quanto, essendo quest’ultimo la zona più stabile del Nord Africa, si pone in una posizione di estrema comodità ad essere raggiunta senza dover attraversare il mare.

Qui sotto si riportano i FRAN Indicators (che sono i principali dati con cui Frontex analizza la situazione migratoria.). L’urgenza di intervenire è lampante in quanto l’unico dato con trend negativo (ma è negativo realmente) è quello degli effettivi rimpatri.

 

 

 


 

La seconda tabella, sempre proveniente dai dati FRONTEX, riguarda le tipologie di ingresso degli immigrati dove si evidenzia l’aumento di quella “via mare” che è la principale a coinvolgere il nostro Paese, dopo la sostanziale stabilità negli anni dal 2008 al 2012.

 

 

Bibliografia, documenti e contributi

 

ØØ     Fernand  Braudel,  IL  MEDITERRANEO  –  Bompiani 2013;

ØØ     Giancarlo Elia Valori, IL NUOVO MEDITERRANEO – Excelsior 1881, 2011;

ØØ     Fabio  Mini, MEDITERRANEO  IN  GUERRA –  Einaudi, 2012;

ØØ     Massimo Campanini, LE RIVOLTE ARABE E L’ISLAM – Il mulino, 2013;

ØØ     Estratti Rapporto Globale Cesi 2014 – Osservatorio scenari globali e rischi strategici nel corso del 2014;

ØØ     Regolamento UE n. 232/2014 del PE e del Consiglio – strumento europeo di vicinato;

ØØ     IAI – L’iniziativa per il Mediterraneo. Aspetti    politici;

ØØ     Scheda  di  presentazione  dell’Assemblea  parlamentare dell’UpM;

ØØ     Documento Senato – Assemblea parlamentare UpM (riunione della commissione energia, ambiente e acqua)

ØØ     Estratti da Cespi – working paper 52/2009 UpM: perfezionamento o svuotamento di un disegno politico?

ØØ     ISPI – Europa e Mediterraneo oltre la    crisi;

ØØ     “Migrazione internazionale e sviluppo” – Stralci della prefazione del rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite – settembre 2006

ØØ     “Nessuna immigrazione possibile senza politiche di integrazione. Il quadro europeo per l’integrazione” – Franco Frattini – 2006

 

Si ringrazia, per l’aspetto normativo, l’Avv. Federica Putelli per il prezioso contributo.

 

 

Proposta ricevuta da Pietro

 

EUROPA, CON O SENZA DI TE?

Gli eventi più recenti e cioè l’uccisione abominevole di un giovane inerme in una discoteca di Terni, l’uccisione di quindici cristiani in Pakistan e il barbaro attentato al Museo Bardò di Tunisi in cui sono morti alcuni nostri connazionali mi hanno spinto a una dura e amara riflessione circa l’opportunità che la comunità europea e l’Italia in primis adottino azioni condivise di forte opposizione all’incalzante attività terroristica che mina sempre più da vicino la sicurezza delle nostre nazioni. Le grandi problematiche che desidero affrontare riguardano infatti il terrorismo, la guerra di religione e la massiccia immigrazione, in qualche modo le une legate alle altre.

- In merito al tema terrorismo la mia più che proposta pragmatica è un invito, alla riflessione. Come si sa la storia non si fa con i ‘’se’’ ma i ‘’se’’ aiutano a capire la storia, perciò mi chiedo cosa potrebbe succedere se l’ISIS dovesse raggiungere Tripoli e impadronirsi così della Libia. Non oso immaginare cosa potrebbe comportare per noi europei e soprattutto per noi italiani un tale evento; potrebbe essere troppo tardi per qualsiasi tentativo di difesa e quindi penso che sarebbe meglio agire in modo da prevenire tale eventualità. L’ autoproclamato Califfato Islamico è un barbaro stato sovrano tra Iraq e Siria che mira chiaramente a distruggere il modo occidentale. Oriana Fallaci è stata preveggente, Houellebecq ci ha fatto intendere cosa potrebbe succedere se in uno stato occidentale vincesse le elezioni un partito di matrice islamica: ciò nonostante l’Occidente continua a essere imbelle nella sua perdurante idea di pacifismo a tutti i costi.

Historia magister vitae? Non del tutto, ma occorrerebbe imparare dal passato, costi quel che costi: l’Occidente non può permettersi di assistere passivamente allo “spettacolo” di teste mozzate che fanno tornare alla mente il Terrore che Robespierre aveva instaurato nella Francia rivoluzionaria. Ovviamente non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, e cioè è innegabile che esista un ‘’islam moderato’’ accanto all’ ‘’islam estremista’’.

- Nella struttura socio-culturale islamica, oltre che politica, le guerre di religione sono strettamente legate alla matrice terroristica. Per affrontare questa problematica mi appoggerò alla ‘’Breve Storia dell’Islam’’ di Adam J. Silverstein che arriva a domandarsi quando si possa considerare finita la storia dell’Islam, fornendo come risposta che essa può considerarsi finita nel periodo che va dal 1500 ad oggi: già da qui possiamo dedurre come l’ideologia del mondo islamico possa essere considerata arretrata, ancorata al tempo del Profeta Maometto e delle Crociate. La parola chiave dell’odierno terrore è Jihad, termine che, come osserva lo storico britannico, significa etimologicamente ‘’fare qualcosa a o contro qualcuno’’ , ‘’compiere uno sforzo contro qualcuno’’. Il Corano afferma che lo sforzo va compiuto ‘’sulla via di Dio e contro la Gente, avversaria del Libro’’. In ultima analisi si tratta di ‘’lotta di carattere religioso contro i politeisti e altri non musulmani’’. Silverstein prosegue affermando: << Gran parte degli Ulama, cioè dei teologi musulmani, afferma che jihad significa ‘’fare la guerra al fine di diffondere l’Islam’’, una definizione che si presta a sua volta a essere interpretata. La diffusione dell’Islam doveva essere intesa come conquista politica delle altre popolazioni, come nel caso dei romani e dei mongoli, o doveva avere come fine ultimo la conversione, come nel caso dei buddisti e dei missionari cristiani? Tutti concordano che la risposta sia ‘’entrambe queste cose’’, purché l’obiettivo della conversione fosse la priorità e il potere politico rappresentasse un trampolino verso la conversione finale >>. Infine Silverstein nota che la maggior parte delle autorità islamiche è magnanima e tollerante, ma vi è tuttavia una discreta parte del mondo musulmano, quella estremista, che ritiene tutti i non musulmani e persino i musulmani dissidenti nei contenziosi teologici o giuridici, alla stregua di infedeli che devono essere sconfitti, anzi eliminati. La prova che dimostra la teoria di Silverstein di un modo islamico estremista di impronta medioevale, ritengo la si possa trarre dal fatto che importanti Stati Islamici abbiano come loro forma di governo la Teocrazia vale a dire un governo di stampo religioso: essi sono l’ Arabia Saudita, l’Iran e il Califfato Islamico meglio noto come ISIS. Questa guerra di religione rappresenta, di fatto, una guerra civile tra due letture differenti del Corano che vede interposti gli ‘’islamisti’’ cioè gli estremisti, contro i ‘’modernisti’’ cioè i moderati. Del resto l’Islam non ha conosciuto nessuno dei due periodi storici in cui la Civiltà Occidentale si è forgiata: l’antica Grecia e l’Illuminismo. In queste due epoche infatti siamo stati in grado di fare nostri i valori tramandatici dai nostri avi greci primo fra tutti l’Eleuterìa ossia la Libertà, principio cardine del mondo occidentale. Il pacato Karl Popper in un suo libro pubblicato nel 1945 affermava: << Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti. Se estendiamo l'illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi >>. E’ dovere perciò dell’Occidente promuovere un’operazione di Peacekeaping da parte di una coalizione mista: vale a dire stati occidentali ma anche quelli arabi moderati, sotto l’egida dell’ONU a protezione dell’islam modernista, moderato, quello di Al-Syzi tanto per citare una personalità islamica che intende rivoluzionare l’Islam portandolo ad essere una religione normale, moderata, in antitesi con l’Islam terroristico ed estremista personificato dalla nere bandiere del Califfo Al-Bagdadi. Per concludere vorrei citare un passo che ritengo emblematico del libro di Michel Houellebecq ‘’Sottomissione’’: << All’esterno non c’era niente di nuovo nella facoltà, a parte una stella e una mezzaluna in metallo dorato […] nell’anticamera si era accolti da una fotografia di pellegrini impegnati nella deambulazione intorno alla Kaaba, e gli uffici erano ornati da cartelli con versetti del Corano calligrafati; le segretarie erano cambiate, non ne riconoscevo più neanche una, ed erano tutte velate […]. Intorno a me sarebbe sceso il silenzio. Poi con voce pacata, avrei pronunciato la seguente formula, imparata foneticamente […] che significa esattamente: ‘’Testimonio che non c’è divinità se non Dio e che Maometto è il suo profeta’’. E poi sarebbe finita; sarei stato, da quel momento in poi, un musulmano >>.

- In conclusione vorrei soffermarmi brevemente sul tema dell’immigrazione che rappresenta un pericolo reale e attuale per la nostra nazione d’infiltrazione terroristica. Anzitutto ritengo si debba operare in modo da impedire a questi popoli di lasciare i loro paesi. Chi dovesse raggiungere le nostre coste dovrebbe essere rigorosamente accettato solo nel caso in cui sia riconosciuto dalle nostre autorità di controllo come rifugiato politico, altrimenti, in caso contrario dovrebbe venire immediatamente espulso e rimandato nel proprio paese d’origine cosa che dovrebbe riguardare anche tutti coloro che vengono scoperti a delinquere. Per ottenere questo si potrebbero destinare a questo scopo le spese che vengono attualmente destinate all’accoglienza indiscriminata e alle associazioni che come abbiamo recentemente visto si arricchiscono in maniera indebita in questa attività. Ritengo infine che sia cosa buona e giusta incrementare le risorse per il comparto della nostra difesa e introdurre il reato di favoreggiamento verso i clandestini e del reato di immigrazione clandestina. Lo strumento che a mio parere può essere funzionale allo snellimento delle procedure burocratiche è il servizio online. Internet infatti può essere di grande aiuto per qualsiasi tipo di procedimento burocratico: accesso diretto ai bandi, comunicazioni con la P.A., consultazione delle attività in corso. In via telematica infatti si potrebbero ridurre i lunghi tempi derivanti dal cartaceo.

 

Proposta ricevuta Lea e Francesca

"Giovani per il turismo"

Progetto

Il progetto "Giovani per il turismo" nasce dalla volontà di promuovere due realtà fondamentali della  società odierna, l'occupazione giovanile ed la cultura del territorio.

L'idea, maturata dalla consapevolezza della problematicità di tali argomenti, è stata ulteriormente supportata dalle parole evidenziate durante l'incontro fra i giovani di centro-destra, il vice Presidente A.Tajani e il presidente del PPE J.Daul presso la sede del Parlamento Europeo a Roma. Esse hanno sottolineato l'importanza di una cooperazione nella lotta contro la disoccupazione, in particolare, giovanile a livello europeo e della cultura, come fondamentale strumento di comunicazione, in grado di ampliare e creare orizzonti comuni.

Concordi sul fatto che l'Europa abbia il dovere di aiutare ogni stato membro in questa lotta, riteniamo fondamentale che anche gli stati stessi si adoperino singolarmente nell'attuare una politica pubblica efficace ed effettiva in questi ambiti.

Per questo motivo, "Giovani per il turismo" vuole essere una risposta concreta, capace di coniugare due tematiche particolarmente care sia a livello europeo che nazionale, con l'obiettivo di promuovere l'occupazione giovanile e  del turismo nell'area circoscritta di Roma.

Analisi dell'occupazione giovanile e del patrimonio culturale a livello nazionale e a Roma

A) Occupazione giovanile

L'occupazione giovanile è un tema di grande importanza che interessa e affligge sempre più la politica domestica degli Stati europei, in particolare l'Italia.

Il termine occupazione non è da intendersi come lavoro salariato ma, bensì, come la possibilità di creare posti di impiego, in cui i giovani possano mettere a disposizione le proprie risorse, le proprie conoscenze e i propri talenti in progetti volti a migliorare loro stessi e le realtà in cui vivono.

Da diversi anni a livello europeo, inoltre, si sente spesso parlare dei NEET (Not in Education, Employment or Training). Si tratta di "giovani non più inseriti in un percorso scolastico/formativo ma neppure impegnati in un’attività lavorativa. In questo gruppo di giovani un prolungato allontanamento dal mercato del lavoro e dal sistema formativo può comportare il rischio di una maggiore difficoltà di reinserimento. Nel 2013, in Italia oltre 2.435 migliaia di giovani (il 26,0 per cento della popolazione tra i 15 e i 29 anni) risultano fuori dal circuito formativo e lavorativo" . Bisogna sottolineare, inoltre, come in Italia la quota dei NEET sia di gran lunga superiore alla media dei 28 Stati membri dell'Unione Europea.

Dati preoccupanti che fanno riflettere sull'andamento dell'Italia rispetto agli altri stati europei ma anche dell'assenza di risposte concrete della politica verso i suoi cittadini.

B) Patrimonio culturale

La promozione della cultura e del turismo risulta essere un argomento di fondamentale rilevanza che coinvolge tutte le città italiane, e prima fra tutte la nostra capitale.

Per questo motivo, il progetto "Giovani per il futuro" ha come sede Roma, perché, in primis, è una città che offre a livello culturale, storico, artistico, un patrimonio invidiabile ed invidiato da tutto il nuovo e vecchio continente e, in secundis, perché tale ricchezza non risulta essere proficua quanto dovrebbe in quanto soggetta a una pessima amministrazione.

A palare sono i dati, come sottolineato nel rapporto Eurostat Cultural Statistic 2009, che evidenziano come il numero di ingressi registrato per il Colosseo/Palatino si fermi a quota 5.000.000, dato nettamente inferiore rispetto a quello del Louvre con più di 8.000.000 ingressi all'anno (DATI ISTAT). La domanda sorge spontanea: come è possibile che l' Italia, il paese europeo con il maggior numero di siti dell'Unesco, non riesca a sfruttare tali risorse a suo favore?

Bisogna evidenziare come tali dati siano destinati a diminuire vertiginosamente, a sfavore dell'Italia, se non si interviene con una politica pubblica efficace, come dimostra l'indice di attrattività culturale, un indice determinato utilizzando i dati in tempo reale da Google Trend, che rilevano la frequenza di ricerche di Google che, per ciascun paese, mettono in relazione lo stesso con parole chiavi riconducibili a diciotto indicatori come arte, letteratura, innovazione, design., etc ( ). Tali dati, infatti, sono stati commentati anche dal Rapporto Stati Generali della Cultura 2013, il quale sottolinea come l'Italia, pur essendo fra i cinque maggiori Paesi europei con il più importante patrimonio artistico, presenta il livello più basso dell'indice, dato, fra l'altro, in costante declino e indipendente dalla recessione.

Proposta "Giovani per il turismo"

Dopo tali analisi abbiamo deciso di presentare il progetto "Giovani per il turismo", un'idea frizzante ed innovativa per rilanciare l'occupazione giovanile e per promuovere la cultura dei siti artistici a Roma.

Tale progetto si rivolge a un target che comprende giovani fra i 20-30 anni, studenti universitari e non. L'impiego può spaziare dalla manutenzione dei siti artistici all'affiancamento delle guide turistiche, dalla creazione e dal supporto tecnico di apps turistiche all'occupazione negli info points, di cui Roma pecca in quantità e qualità. La retribuzione, che non avverrà attraverso un salario, potrà variare a seconda del soggetto prestante tale servizio: per gli studenti universitari presso le università pubbliche varrà come riconoscimento dei crediti formativi per attività extra scolastiche o per crediti di tirocinio, per i giovani non universitari sarà convertito in agevolazioni per l'accesso alle aree culturali e turistiche di Roma (es. gratuità a musei, riduzioni per biglietti del cinema, riduzione per biglietti ATAC, riduzioni per match sportivi ecc…)

Si tratta di un progetto che vuole promuovere una proficua collaborazione fatta di un reciproco 'do ut des' fra Roma capitale e i suoi giovani cittadini.

Conclusioni

“Giovani per il turismo” vuole raccogliere in un unicum tutte quelle proposte e tutti quei suggerimenti che ci vengono dati, numerose volte, da esponenti della politica italiana ed europea quali: investire in ricerca e sviluppo, creare reti di comunicazione innovative, incoraggiare i giovani ad aprirsi al mondo e far crescere la voglia di lavorare.

Come cittadini italiani ed europei ben sappiamo che i valori e gli ideali sono alla base della persona, del cittadino e che tutti noi siamo cittadini del mondo; cercare nuovi spazi, creare possibilità di impiego, dare la possibilità di “farsi notare” deve essere alla base della formazione di ogni giovane.

Oggi è molto importante investire nelle nuove generazioni perché queste sono la forza di ogni paese, il motore di reazione alla crisi e solo loro hanno la forza di apportare cambiamenti significativi nella società.

Quindi se le parole chiave sono: giovani, cultura, formazione, lavoro, turismo, la nostra risposta ed il nostro slogan è “GIOVANI PER IL TURISMO” !!!

A cura di

Lea Bruzziches & Francesca Sabattini

Forza Italia Giovani- Roma

 

Proposta ricevuta da Filippo

PROPOSTE PER INIZIATIVA "ROMA, L'ITALIA E L'EUROPA CHE VOGLIAMO"

Terrorismo:

In questo periodo storico parte del Medio Oriente è costretta ad affrontare un Male violento e subdolo che, in nome della religione, stermina intere città e con sadici video ammutolisce il mondo mostrando le proprie barbarie. Questo manipolo di criminali ed esaltati dopo aver destabilizzato e occupato, con un'azione militare di violenza inaudita, parte dell'Iraq e della Siria sta spostando il baricentro della propria "Guerra Santa" molto più ad est, in Libia; una nazione divisa dal territorio italiano da soli 450 Km di mare. Se la piaga dell'Isis dovesse diffondersi anche nelle nazioni limitrofe alla Libia come la Tunisia, proprio ieri colpita da tre attentatori che sempre in nome della religione hanno versato il sangue di ventidue  persone compresi tre nostri connazionali, ci sarebbe una crisi umanitaria senza precedenti e l'unico modo per quelle popolazioni di sfuggire al califfato sarebbe quello di tentare la sorte e provare a raggiungere le nostre coste. A fronte di tutto ciò ritengo che l'Italia si debba preparare ad accogliere un numero di profughi fin'ora mai visto aumentando il numero dei centri di accoglienza e migliorando quelli esistenti e istituendo un programma sostitutivo a Mare Nostrum e Triton in grado di rendere veramente sicuri i nostri mari ed evitando le ormai tristemente note stragi in mare. A parer mio tutto questo sarà possibile soltanto con un aiuto concreto da parte di un'Europa consapevole di essere necessaria alla salvaguardia dei profughi e soprattutto del nostro Stato.

 

Proposta ricevuta da Luca

Immigrazione:

In quanto ternano, residente in questo agglomerato urbano collocato nell'Umbria meridionale, dove il male si è incarnato in un collo di bottiglia scagliato da un immigrato clandestino sulla gola di un ragazzo come tanti - anzi: meglio di molti altri – non posso esimermi dal proporre alcune idee inzuppata nel buon senso sulla questione immigrazione. Solitamente all'indomani di simili tragedie la richiesta che viene rivolta alle istituzioni è una e una soltanto: più leggi, inasprimento delle pene, più severità. Ebbene, mi perdoni la franchezza ma qui adotterò un atteggiamento inconsueto. Forte del motto di un mio illustre concittadino di qualche millennio fa (Publio Cornelio Tacito) ho sempre sostenuto che in un paese dove vige un'overdose legislativa la corruttela ed il malaffare spadroneggiano (“Corruptissima republica, plurimae leges” è la frase originale). L'omicida del povero David Raggi si trovava sul suolo italiano, nonostante una precedente espulsione ed una lista di reati da non finire, in quanto la nostra impalcatura giuridica ha generato mostri burocratici, ovvero vuoti normativi e compenetrazioni legislative foriere di maglie legali talmente ampie da facilitare l'impunità e la manifestazione dell'assurdo. Quindi, da buon liberale, propongo di sfoltire il numero di leggi e di “armonizzare” quelle presenti. I nostri codici devono assumere una struttura snella ed asciutta affinché la trasparenza e, soprattutto, la certezza del diritto possano trionfare in Italia. Aggiungo una breve chiosa: credo siano da rivedere anche i parametri che stabiliscono lo status di rifugiato politico. Questa è una condizione che dovrebbe essere riservata a uomini, donne e bambini in fuga da paesi davvero pericolosi. E tra questi, per dire, non mi risulta ci sia il Marocco, attualmente governato da una monarchia illuminata. Insomma, certe domande di asilo politico non dovrebbero nemmeno essere accettate.

 

Proposta ricevuta da Michele

Economia

Uno dei più grandi paradossi di questi ultimi mesi, è stato a mio avviso il grande sostegno popolare nei confronti della Tobin Tax.Questa tassa, di cui ciclicamente si propone l'applicazione uniforme a livello europeo, falsamente presentata come “tassa sulle grandi rendite finanziarie” è in realtà una tassa sugli scambi di prodotti finanziari. Il denaro dei piccoli risparmiatori (che sia un pensionato, un dipendente, piccolo imprenditore) che viene risparmiato, frutta di meno e rende di meno, con conseguenze negative anche sulla successiva conversione del risparmio in aperture di credito da erogare alle imprese.Questa tassa  rende anche inutili le agevolazioni fiscali per chi investe sui fondi pensione: infatti tali fondi sia pur liberati da altri pesi fiscali sono poi colpiti dalla tobin tax: paradosso logico e anche normativo, da illusionista più che da politico.La riflessione più paradossale è comunque che tale tassa, venga ritenuta una tassa “che colpisce i ricchi”, unici che invece forse possono sfuggirle, in quanto molto spesso la loro sede legale non si trova in Italia o comunque può agevolmente spostarla, cosa impossibile per il piccolo imprenditore.In questo modo, non solo l'aumento della tobin tax non porterebbe benefici ma porterebbe addirittura ad un calo (anche importante) del gettito a causa della fuga di tali capitali dall'Italia.Insomma, pura follia, abilmente camuffata da manovra che colpisce coloro che hanno causato la crisi, che nei fatti sono invece gli unici a evitarne gli effetti. Il denaro, in genere, si sposta dove viene trattato meglio. Quindi è inutile applicare una tobin tax circoscritta ad una data area geografica.

 

Proposta ricevuta da Luca

Economia

Vorrei condividere una riflessione legata al fisco e agli inevitabili legami che tale ambito tende a costituire con l'architettura dello Stato. Fermo restando che lo scrivente non ha particolari competenze in nessuno dei settori appena indicati. Ebbene, parafrasando il titolo di un vecchio successo cinematografico dei fratelli Coen, si può ben dire che l’Italia al momento non solo non è un paese per giovani ma nemmeno per i liberi. E ciò, va detto, malgrado gli appelli di sturziana memoria. Tuttavia, riprendendo il pensiero del sacerdote di Caltagirone, mai come in questo momento storico vi è la necessità di avere uomini dalle idee forti che possano ridare alla parola “libertà” la dignità che le spetta di diritto. Credo sia ormai assodato che siamo giunti al punto in cui “non cambiare” vuol significare arrendersi ad un declino il cui esito finale potrebbe davvero rivelarsi esiziale per le nostri sorti. Tra l'altro, a tale parabola discendente, nulla possono le operazioni di maquillage renziane (80 euro docet). Ora, non voglio di certo evocare scenari apocalittici, descritti per altro con parossistica maestria da Ayn Rand nei suoi romanzi. Ma credo sia giusto far proprie alcune delle tesi economiche propugnate dalla madre dell’oggettivismo razionale. Tesi figlie di quella tradizione liberale che può essere condensata dallo slogan esemplificativo: “più individuo e meno Stato”. Sic et simpliciter. Si prenda ad esempio la liberalizzazione più importante fra tutte: ovvero la riduzione della pressione fiscale. In che modo attuarla? Magari applicando un federalismo fiscale (perché non se ne parla più?) che con il passare del tempo diventi sempre più competitivo e sempre meno cooperativo. Insomma, tanti sistemi fiscali quante sono le regioni italiane e in concorrenza tra di loro. In tal modo sarà possibile sia semplificare l'impianto tributario che diminuire il prelievo. Ogni regione avrebbe piena libertà impositiva e solo una quota percentuale del gettito erariale andrebbe allo stato centrale. In pratica un modello simile a quello statunitense. Tuttavia, affinché si realizzi una riforma di tal fatta è opportuno ridisegnare anche la geografia delle singole regioni, in quanto le dimensioni territoriali degli enti locali dovrebbero essere:

1.         sufficientemente grandi in modo da ripartire il costo pro capite del funzionamento della regione su un numero adeguato di persone;

 

2.         sufficientemente piccole in maniera da consentire un controllo efficace (controllo democratico) dei cittadini sulle decisioni politiche adottate nel territorio.

La concorrenza penalizzerebbe gli enti locali più esosi, perché le imprese e i singoli contribuenti si sposterebbero verso le aree meno tassate.

In conclusione vorrei porre alla sua attenzione una breve postilla che esula in parte dagli argomenti finora trattati. L'Italia è sinonimo di bellezza, di arte e cultura. Il nostro paese è famoso in tutto il mondo per opere uniche e rappresentative del “genius loci”. E tuttavia quante sono le creazioni pittoriche, scultoree, ecc di una bellezza disarmante eppure così poco valorizzate? Sarebbe bello prendere come riferimento – si, magari proprio ora che sta per partire l'Expo milanese - due tra i capolavori meno conosciuti al grande pubblico come “Il Cristo Velato” del Sanmartino ed “Il Compianto del Cristo Morto” del dell'Arca e renderli i simboli della riscossa per un nuovo rinascimento italiano. Utopia o concreta possibilità? Cordialmente.

 

Proposta ricevuta da Coordinamento Forza Italia Giovani Roma Capitale

“PIANO TRASPORTI”  : potenziamento effettivo di tutto il sistema di trasporto pubblico metropolitano e di superficie, che consenta concretamente la riduzione del traffico urbano, e contrasti la pedonalizzazione selvaggia delle aree del centro città.

2.         “REINTRODUZIONE TARIFFA AGEVOLATA PER LE STRISCE BLU”, allo stato attuale i cittadini infatti sono costretti a versare ogni mese 200 euro per pagare le nuove tariffe senza possibilità alcuna di sconti o abbonamenti.

3.         “IL PIANO SICUREZZA PER LA CITTA’”  attraverso un sistema di vigilanza adeguata che tuteli le Stazioni Ferroviare, le Metropolitane, le Periferie e tutti quei luoghi che vengono lasciati dall’Amministrazione Marino, nel totale abbandono alla mercè della microcriminalità, rom e quant’altro.

4.         “IL PIANO STRAORDINARIO PER IL VERDE E IL DECORO”  vista l’incuria e i bivacchi che caratterizzano i parchi cittadini, le aree  attrezzate  per i bambini, il problema crescente dei rifiuti, è necessario un Piano da attuare con l’ausilio di Associazioni e soprattutto attraverso il recupero di fondi dirottati dall’Amministrazione per consulenti e sprechi.

5.         “IL PIANO STRAORDINARIO PER LA CULTURA DI ROMA CAPITALE ”   a fronte dei tagli del 30% della Giunta Marino sui fondi destinati,quantificabili in 15 milioni di euro, è necessario “Un Programma d’Intervento per Investimenti nel Patrimonio Culturale ” attraverso l’affidamento e la gestione a soggetti privati che valorizzino un settore volano dello Sviluppo che è pari al 5,8% del nostro Pil.

 

Proposta ricevuta da Riccardo

#Italiachevogliamo

Più tutele e garanzie nel settore delle Partite Iva.

Il lavoro autonomo, è una figura prevista dal diritto del lavoro italiano definita dall'art. 2222 del codice civile italiano.

Esso identifica dunque l'attività di lavoro dei cosiddetti liberi professionisti e dei lavoratori autonomi manuali e necessita dell’apertura di partita IVA. In Italia sono oltre 5 milioni i lavoratori autonomi presenti nel nostro Paese, essi costituiscono il 12,5% del totale dei contribuenti Irpef, ma versano all’ il 13,4% (in termini assoluti pari a 19,6 mld €) del totale di questa imposta.

Dal 2008 ad oggi hanno cessato l'attività più di 400 mila lavoratori indipendenti, a differenza dei lavoratori dipendenti quando un autonomo chiude l'attività non dispone di nessuna misura di sostegno al reddito. Le partite Iva non usufruiscono dell'indennità di disoccupazione, di nessuna forma di cassa integrazione o di mobilità lunga o corta. Spesso si ritrovano solo con molti debiti da pagare e un futuro tutto da inventare.

            Per questo chiedo che si intervenga a sostegno dei lavoratori autonomi, riconoscendo in casi di cessazione dell’attività un contributo a tempo determinato da parte dello stato. Altro capitolo importante è quello che riguarda l'indennità di malattia, i liberi professionisti infatti in caso di malattia non percepiscono nessun tipo di indennità, non svolgendo la loro professione riducono quindi inevitabilmente i loro introiti.

            E’ quindi necessario introdurre provvedimenti a tutela delle Partite iva come:

-Introduzione dell’indennità di disoccupazione;

-Introduzione dell’indennità di malattia;

-Alleggerimento della pressione fiscale;

-Introduzione dell’indennità di maternità per le donne.

            Queste proposte d’intervento sopra elencate non possono essere più rimandate, dopo lunghi anni è doveroso intervenire in questo settore, un settore che risente più di tutti della crisi economica e che da troppi anni è stato dimenticato dai vari governi.

            Per diretta esperienza personale, so e comprendo le difficoltà e i disagi dei lavoratori autonomi, per questo le mie quattro proposte che possono sembrare semplici, in realtà potrebbero ridare speranza a oltre quei 5 milioni di lavoratori e lavoratrici, che oggi più di tutti non sono in grado di progettare il loro futuro. Spero quindi che si torni a credere in una categoria che continua nonostante tutto a produrre ricchezza per l’economia del nostro paese. Oggi più che mai siamo chiamati a ridare speranza a tutti coloro che in questi anni l’hanno perduta, da parte mia, io ce la sto mettendo tutta per tutti loro ma soprattutto per tornare a vedere di nuovo mio padre sorridere come una volta. Questa è l’Italia che vogliamo.

            Cordiali saluti, Riccardo Serino-Forza Italia Giovani

 

Proposta ricevuta da Riccardo

#Italiachevogliamo

Proposta per Roma Capitale

Piano per il decoro urbano.

Nella Capitale in due anni di amministrazione da parte del Partito Democratico le tasse comunali sono balzate a livelli impressionanti, il degrado e la delinquenza sono oramai persistenti nelle periferie e in centro città, un minimo di decoro urbano che è stato sempre presente, è totalmente sparito, continui disagi per quanto riguarda la mobilità, trasporti pubblici totalmente inefficaci. Non si è mai visto così tanto degrado nella Capitale.

Passeggiando per le vie della città, centrali e periferiche, le vie sono invase oltre che dai venditori ambulanti, anche da mercatini improvvisati lungo le strade. Molti dei titolari di questi mercatini possiedono la licenza per esercitare la loro attività, ma quello che io vorrei portare all’attenzione dell’opinione pubblica sono i problemi che ne derivano non solo per l’immagine della città, ma anche per l’economia. Queste numerose attività lungo il ciglio delle strade, provocano delle ripercussioni negative sugli introiti dei negozi circostanti.

Alla luce di questa mia personale riflessione, propongo la realizzazione di spazi attrezzati e appositi per queste attività, cosi da poter ricreare un minimo di decoro cittadino ma anche soprattutto, non permettere più di danneggiare l’economia dei negozi circostanti.

Per la realizzazione di queste aree attrezzate potrebbero ad esempio essere utilizzate le risorse provenienti da un massiccio e incisivo recupero di fondi, dirottati dall’amministrazione per consulenze e sprechi totalmente inutili. Questo potrebbe essere un piccolo passo verso la restituzione della vera immagine di Roma, una città con maggiore pulizia e con il giusto decoro che gli spetta.                                                          

 

Proposta Ricevuta da Forza Italia Giovani San Benedetto Del Tronto

Proposte sul problema dell’abusivismo e sulla valorizzazione del Made In Italy per l’incontro che si terrà a Roma il 28-29 Marzo 2015.

L’abusivismo commerciale è il segmento maggiormente visibile di un fenomeno più ampio che chiama in causa contraffazione, pirateria, sommerso, decoro, illegalità, ordine pubblico, immigrazione. Esso interferisce pesantemente con l’esercizio piccole medie Imprese, quasi tutte a conduzione familiare, la cui unica risorsa è la redditività dell’impresa stessa.

Per questo l’abusivismo commerciale deve essere combattuto con molte più armi ad esempio con la tutela del Made in Italy mettendo a disposizione in ogni comune un nucleo con 5 militari di ogni diverso ramo per combattere la contraffazione.

Bisogna mettere anche sul tavolo la problematica dell’immigrazione perché è il fondamento su cui si basa l’abusivismo e la contraffazione. Il mercato dell’abusivismo si concentra più nelle città di mare turistiche in periodo estivo infatti il territorio Italiano è per lo più costiero e dalla penisola alle sue isole si aggira sui 7458 km di spiaggia e presenta le forme più varie.

Il primo passo è quindi combattere l’immigrazione nei paesi in difficolta come la Libia, la Tunisia e l’Egitto. Per questo bisogna andare mei paesi in difficolta e raggiungere accordi politici per farsì che queste problematiche non attecchiscano in un paese con una economia solida come l’Italia. Un’altra soluzione è anche farsi aiutare dall’unione europea nell’accoglienza di questi profughi perché anche la Germania deve capire questi problemi e non  fare orecchie da mercante.

Le iniziative di contrasto del fenomeno hanno avuto una certa sporadicità e non sono state perseguite in misura costante nel tempo: sembrano essere state dovute più all’emergenza che all’ordinarietà.

Quello che finora è sembrato mancare, nell’approccio con l’abusivismo commerciale, è una visione di insieme, una concertazione sulle politiche di prevenzione, una consapevolezza del rischio che corre l’economia delle imprese, una conoscenza aggiornata e dettagliata della problematica, un raccordo tra tutte le forze in campo.

Manca la convinzione condivisa che questi temi sono diverse facce dello stesso fenomeno, un vero e proprio mercato che agisce parallelamente e contro quello regolare. Manca quella che potremmo definire la “volontà politica” di debellare il problema. Sembra evidente che, se non si pone mano con decisione al fenomeno, i prossimi mesi  vedranno una presenza sempre più preponderante degli abusivi e la progressiva marginalizzazione del commercio regolare, con conseguenze pesanti anche  sul piano di una ordinata e civile convivenza, sul decoro e sull’ordine pubblico.

Per gli abusivi non esistono regole: essi vanno dove il flusso dei turisti e dei consumatori è più consistente, magari occupando le corsie di scorrimento dei mercati o posizionando le loro postazioni di vendita davanti alle vetrine dei commercianti regolari.

A monte del fenomeno vi è dunque una pianificazione sistematica e lo sfruttamento dei clandestini (anche legato al controllo del giro dei permessi di soggiorno) e di tanta povera gente. Perché l’abusivismo e la contraffazione sono spesso collegati a pratiche di utilizzo del lavoro nero e di sfruttamento della mano d’opera che talvolta sfociano nella riduzione in schiavitù. Proprio l’utilizzo spregiudicato della mano d’opera costituisce una delle principali cause degli infortuni sul lavoro e non è trascurabile il danno sociale derivante dallo sfruttamento di soggetti deboli, disoccupati o cittadini extracomunitari, assoldati nel mercato del “lavoro nero”, con evasioni contributive e senza coperture assicurative.

Il tutto in un’ottica dimensionale europea: sarebbe pura illusione pensare di poter risolvere la questione da soli ignorando la globalità dei flussi migratori che investono i Paesi dell’Unione. Il Regolamento Comunitario n. 765/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio già dal 1 gennaio 2010 impone agli Stati di porre in essere specifici programmi di vigilanza: in tale contesto, il Parlamento Europeo potrebbe varare un documento quadro che affronti il problema individuando una linea comune di azione. È da cogliere con soddisfazione, invece, la Proposta di Risoluzione recentemente approvata a livello europeo, nella quale viene sancita la condanna ad ogni tipo di pratica di concorrenza sleale a danno delle imprese al dettaglio, in sede fissa o su aree pubbliche. E il commercio abusivo è concorrenza sleale! Senza l’impulso delle Istituzioni, quindi, qualunque tentativo di affrontare la questione appare destinato al fallimento. A noi spetta promuovere, coordinare e realizzare la lotta all’abusivismo commerciale. Il controllo del territorio deve diventare una questione nodale. E tuttavia, il controllo del territorio non basterà se non si smantellano i centri di produzione clandestina, se non si interrompe la filiera di illegalità e se non si pone mano ad azioni di prevenzione del fenomeno.

Ecco perché il tema della protezione delle produzioni italiane di qualità è strettamente correlato a quello della lotta alla contraffazione e all’abusivismo, tanto che si potrebbe dire che la più autentica ed efficace difesa dei prodotti “Made in Italy” è proprio costituita dall’innalzamento del livello di protezione contro la contraffazione di marchi, brevetti, design, diritto d’autore e denominazioni d’origine protette.

Proteggere il “Made in Italy” deve essere nella priorità di ogni cittadino e la lotta alla contraffazione e all’abusivismo deve andare a pari passo quindi chiediamo di colpire quelle cellule che coordinano il mercato dell’illegalità.

Il Made in Italy deve anche essere un’opportunità per l’economia italiana, per rialzare le Piccole e Medie Imprese cercando di abbattere tutte le tasse che non permettono a queste imprese di creare ricchezza nel paese.

Cordiali Saluti

 

Proposta Ricevuta da Forza Italia Giovani Coordinamento Comunale Fermo

Proposte sul problema dell' Immigrazione e sulla Sicurezza per l' incontro che si terrà a Roma il 28-29 Marzo prossimi.

1. Proposte inerenti l’Immigrazione:

Contemplando come il problema riguardi l’immigrazione clandestina e non controllata sul suolo Italiano e non bensì i flussi di persone che normalmente si spostano legalmente da un paese ad un altro, porporremmo queste possibili soluzioni al problema:

- Intervento di autorità internazionali competenti nei luoghi di origine con intento di pacificazione e creazione di una struttura sociale tale da permettere a coloro che lasciano questi paesi di evitare di lasciarli;

- Garantire canali internazionali per il passaggio di un certo numero di rifugiati, perseguitati politici  e richiedenti asilo;

- Redistribuire il flusso migratorio di persone in arrivo tra tutti i paesi dell’unione europea proporzionalmente alle capacità;

- Rimandare indietro coloro i quali eccedano la quantità di persone che possono essere accolte.

2.  Proposte inerenti la Sicurezza:

- Insegnare la cultura della legalità e del rispetto a partire dalle scuole;

- Agire sull’arredo urbano e sul decoro cittadino per contribuire a creare uno stimolo al rispetto e al bello;

- Provvedere affinchè coloro i quali siano causa di insicurezza nella popolazione non possano essere più tali, ovvero rieducarli o prevederne la reclusione in luoghi adeguati;

- Evitare la creazione di zone disagiate e facilmente circuibili dalla criminalità;

- Assegnare maggiori capacita di fermo e di arresto alle forze del territorio destinare ad arginare problemi di microcriminalità.

Sperando che le nostre proposte possano essere accolte con piacere vi ringraziamo per l' occasione e ci vediamo a Roma il 28-29 Marzo.

 

Proposta ricevuta da Giulio

Eliminare gli attuali uffici burocratici e creare un unico istituto nazionale, digitalizzato e con tempi certi, oltre i quali scatta il principio del silenzio/assenso.

 

Proposta ricevuta da Chiara

Lo strumento che a mio parere può essere funzionale allo snellimento delle procedure burocratiche è il servizio online. Internet infatti può essere di grande aiuto per qualsiasi tipo di procedimento burocratico: accesso diretto ai bandi, comunicazioni con la P.A., consultazione delle attività in corso. In via telematica infatti si potrebbero ridurre i lunghi tempi derivanti dal cartaceo.

 

Proposta ricevuta da Daniele

Bisogna rendere l'Europa più vicina alle persone. Non si puoi parlare di Europa solo quando ci vengono impartiti degli ordini.

 

Proposta ricevuta da Giorgio

Propongo per i giovani con eta'  massima di 30 anni che vogliono entrare nel mondo dell'imprenditoria qualunque settore  esso sia una tassa unica al 20% e' per i primi tre anni dall'apertura dell'attivita' esanzione totale dell'IVA in modo da dare ossigeno e crescita all'azienda.

 

Proposta ricevuta da Ludovico

Nel corso dei miei studi di diritto sono sempre stato dubbioso su un determinato istituto di diritto privato : la trascrizione. Di fatti, per la vendita di beni mobili registrati o immobili, non occorre la trascrizione perché il negozio sia, determinando così il problema della separazione tra validità ed efficacia che ha da sempre, a sentire le lamentele dei cittadini medi, rallentato e reso caotico lo scambio di tali beni. La soluzione a questo problema si avrebbe a mio avviso con l'estenzione del c.d. "sistema tavolare"  derivante dal diritto di traduzione germanica e che oggiAggiungi un appuntamento per oggi trova il suo essere nelle regioni prima appartenenti all'Austria-Ungheria  (esso è infatti, e lo specifico a titolo di curiosità, disciplinato dal c.d. "Grundbuchgesetz" o "Legge tavolare"  R.D. 499/1929) a tutto il territorio nazionale. Secondo questo principio infatti, la trascrizione ha effetto costitutivo e non di mera efficacia verso i terzi, vale a dire necessario per la vendita d

 i beni soggetti a trascrizione senza la quale tale vendita non sarebbe valida. In questo modo si porrebbe fine ai lunghi e martorianti problemi burocratici che rallentano l'economia in questo settore, senza considerare che il sistema tavolare segue un criterio reale e non personale come il regime attuale, vale a dire che gli atti e i negozi concernenti un determinato bene vengono trascritti non, come è attualmente, in capo all'acquirente/venditore o comunque parte del contratto, bensì in capo al bene medesimo il ché renderebbe più facile e meno arduo provare che si ha un diritto reale su quel determinato bene senza dover cadere nel circolo di quella che in dottrina viene definita "probatio diabolica".

 

Proposta ricevuta da Simone

Richiesta di ogni tipo di documento personale (Carta d'identità, certificati etc.) tramite internet. Creazione di una apposita app, obbligatoria per ogni Regione/Comune, con cui richiedere determinati documenti anche senza computer e con un telefono. Creazione di un sito web unico della PA (es. www.italia.gov.it) con cui poter comunicare e ricevere risposta in maniera efficiente e veloce e dove poter trovare informazioni su tutto (creazione di impresa, sistema fiscale etc.). Idem per servizio telefonico sul modello 060606 del Comune di Roma.

Introduzione del concetto di controlli ex post. Libertà di avvio impresa con semplice comunicazione di inizio attività/lavori. Le autorità preposte effettueranno controlli sulla regolarità successivamente. Forti pene per chi non sta in regola.

Abolizione iscrizione obbligatoria agli ordini professionali. Abolizione valore legale dei titoli di studio. Libertà per chiunque abbia un capitale da investire di avviare un'impresa in qualunque settore. Liberalizzazione di ogni attività economica.

Concetto chiave, come anche il presidente Berlusconi ha sempre affermato: passare da "si può fare solo ciò che lo Stato permette" a "si può fare tutto ciò che si vuole tranne ciò che è vietato".

 

Proposta ricevuta da Tommaso

Telematizzare le varie fasi di costituzione di una società ma soprattutto fare in modo che da internet si possano reperire tutti i documenti necessari per avviare un'impresa in modo tale da evitare che si debba passare da un ufficio all'altro con notevoli perdite di tempo.  Sempre in quest'ottica sarebbe necessario un totale coordinamento nelle decisioni tra i vari uffici territoriali e i vari livelli di governo per far si che anche la fase di avviamento dell'impresa sia agevolata (si eviterebbe, così, per esempio che un permesso concesso da un Comune venga contestato dalla Regione bloccando tutte le procedure e paralizzando l'attività).

 

 

 

 

Proposta ricevuta da Valerio

Non conosco il tema a fondo e conseguentemente non sono in grado di dare proposte o iniziative concrete. Tuttavia mi sento di esprimere delle semplici ma concrete soluzioni di buon senso. Sono estremamente favorevole all' applicazione della flat tax e ai finanziamenti a pagamento  posticipato o maggiormente dilazionato per i giovani ( anche in virtu' degli utili conseguiti dalla società). Oltre alla deducibilita' fiscale per ogni tipologia di spesa, incentivando in questo modo il gettito fiscale, la tracciabilita' del denaro ma al tempo stesso rendendo ogni cittadino/imprenditore favorevole al pagamento delle imposte.

Inoltre vedo di buon avviso la riduzione degli interessi che vengono applicati da Equitalia per l' omesso pagamento e/o il ritardo e/o la dilazione delle cartelle esattoriali.

 

Proposta ricevuta da Nadia

Uno dei grandi problemi che gli imprenditori devono affrontare quotidianamente è l'oppressione burocratica. Come snellirla? Un rimedio potrebbe essere quello di adottare il metodo del lean thinking, che permette di aumentare la produttività e migliorare la redditività dell'impresa. Il progetto di lean thinking ha, infatti, l’obiettivo di ridefinire la struttura dei costi di un’impresa riducendo sprechi, tempi e processi, ma anche di snellire le fasi organizzative e decisionali delle imprese favorendo la flessibilità, fondamentale per aumentare la competitività dell'impresa.

 

Proposta ricevuta da Emily

Proposta: Vorrei porre l'attenzione su un tema sempre più attuale , di cui in Italia si parla ormai da anni, ma che come al solito rimane imprigionato nelle sole parole senza tramutarsi mai in qualcosa di concreto: mi riferisco alle cosiddette smart city ed alla capacità degli amministratori locali di innovare le loro città. Le amministrazioni locali sono le ossa istituzionali del nostro paese e la loro difficoltà ad innovare può essere definita come un vero e proprio tallone d'achille del sistema italia.Per uscire da questa gravissima situazione di arretratezza rispetto le principali città europee dovremo si agire in via generale ma principalmente a livello locale, se pur con mille difficoltà. Bisogna mettere a disposizione dei pubblici amministratori quegli strumenti per deburocratizzare i loro enti recuperando autonomia amministrativa.

Come? innanzitutto bisognerebbe a mio avviso snellire il sistema normativo italiano eliminando ad esempio quelle norme che impediscono il diffondersi dell'information technology nel mondo pubblico. E' necessario formare alla cultura del digitale la nuova classe lavorativa del settore pubblico, ad ogni livello, dando al contempo ai cittadini strumenti, come piattaforme web  ,con cui partecipare più attivamente alla vita pubblica. Sicuramente in Italia stanno emergendo tantissime best practice innovative, ma il problema rimane uno: la difficoltà che a volte si tramuta in impossibilità di condivisione delle stesse. Proprio in questa difficolta' si inserisce l'importanza della creazione di una agenda digitale che potrebbe cosi essere un veicolo per la condivisione delle best practice, che potrebbero a loro volta diventare "sistema" ed essere cosi incentivate dalle regioni.

Certo tutto questo comporterà dei costi , che comunque a mio avviso, sarebbero irrisori se ci si pone l'obiettivo di Portare il nostro sistema pubblico ad un livello "dignitoso".Bisogna porre dunque la lente di ingrandimento sugli obiettivi che ci prefiggiamo ogni giorno, e nel rispetto di un sistema normativo più snello, raggiungerli.

 

Proposta ricevuta da Giulia

Proposta: La mia proposta è quella di iniziare a premiare i giovani  prima della fine del loro percorso di studi e offrire ai più meritevoli la possibilità di entrare nel mondo del lavoro, nel vero senso della parola, con stage FORMATIVI sia in Italia che all'Estero ( quindi non portare caffè o fare fotocopie o mandare mail - Esperienza personale e di amici-) , Offrire corsi gratuiti di Lingua Inglese o Francese perchè noi Italiani siamo gli UNICI in Europa e nel Mondo  che ancora non parlano perfettamente un'altra lingua escludendo quella madre. Penso sia vergognoso!

Inoltre, acquisite le competenze necessarie, stanziare dei fondi per avviare le attività ma premiando maggiormente gli under 30.

 

Proposta ricevuta da Federico

Viviamo in un paese di timbri, bolli, stampe e scartoffie varie. Per sburocratizzare il sistema si potrebbe iniziare con l aumentare l'autocertificazione per diminuire la documentazione strettamente necessaria. Tutto deve muovere per far aprire e produrre le imprese nel modo migliore e più veloce possibile.

 

Proposta ricevuta da Lavinia

L'impresa italiana ogni giorno deve combattere contro un nemico tentacolare: la burocrazia.

Il peso che grava su ogni imprenditore italiano, solo per calcolare i propri adempimenti fiscali, corrisponde a 269 ore. Tale onere risulta essere di gran lunga superiore rispetto a quello degli altri paesi europei, che così sono agevolati nella competizione. È urgente intervenire per snellire l'apparato burocratico destinato alle imprese, affinché gli imprenditori stessi possano investire tempo e risorse per la crescita del nostro Paese. Per far si che ciò avvenga bisognerebbe provvedere ad una drastica diminuzione delle tasse e si dovrebbe agevolare la dematerializzazione con la conseguente digitalizzazione dell'attività amministrativa unita a sistemi che ne favoriscano la comprensione e la praticità.

 

Proposta ricevuta da Manfredi

Proposta: Pensare di aprire un' impresa con un click limitando o quasi azzerando i costi nonchè i tempi in Italia, per molti potrebbe essere considerata fantascienza, eliminare le scartoffie burocratiche con un semplice tocco del cursore o  sfiorando con il proprio dito lo schermo di uno smartphone, utopia. Ma perchè non svegliarci dal torpore che ormai da troppi anni annichilisce il nostro magnifico paese, guardiamo al futuro, guardiamo alla semplificazione funzionale della burocrazia, luogo di perdizione e oblio visto come un'infinita catena di Sant'Antonio, dove un ufficio ti rimanda ad un altro. Intanto il tempo passa, i mesi scorrono e magari per aprire un'impresa o un esercizio commerciale ci vogliono mesi e tanta buona pazienza da parte del cittadino. Per dire basta a tutto ció, una soluzione rapida ed efficiente potrebbe essere quella di informatizzare il sistema burocratico italiano e soprattutto il meccanismo attraverso il quale si puó aprire un esercizio commerciale. Già essere imprenditori è tanto difficile in Italia, grazie alla crisi economica, se ci mettiamo anche la triste trafila che bisogna percorrere per aprire un'impresa, andiamo ad aumentare il peso e il rischio che già in qualità di imprenditore il soggetto si è incaricato di sopportare. Creare un canale di costituzione semplificato per i giovani (nuovi) imprenditori? Beh questo esiste già, oggiAggiungi un appuntamento per oggi, per diventare imprenditori basta un giorno. La procedura è semplice, veloce e soprattutto avviene on line. Tutto questo è possibile grazie al sistema informatico di Comunicazione Unica (ComUnica) , che dal 1° Aprile 2010 è l'unica modalità possibile per creare una nuova impresa o comunicare variazioni di imprese già esistenti. ComUnica permette di adempiere agli obblighi di legge verso Camere di Commercio, Inps, Inail e Agenzia delle Entrate, inoltrando la comunicazione unica ad un solo destinatario che si fa carico di trasmettere agli altri enti le informazioni di competenza. L’azienda riceve tutta la documentazione presso una casella di posta elettronica certificata (Pec). Ma il problema è proprio questo, il sistema c'è, ma ha costi molto elevati e nonostante tutto, tempi molto dilatati. In Italia il debutto nel mondo dell'imprenditoria costa 2.673 euro contro una media europea di 399. Serve un'azione seria di semplificazione e liberalizzazioni ma anche la diffusione di infrastrutture che rendano più agevole fare impresa: dalla rete energetica a quella digitale. Nel Regno Unito sono sufficienti 33 euro per avviare un'impresa, ne bastano 50 in Irlanda e sei euro in più in Bulgaria. Scegliere la Spagna comporta un costo di 115 euro, ne servono 176 in Germania, mentre in Romania la cifra non supera i 125 euro. Più care Svezia ed Estonia (185), seguono Malta (210) e Cipro (265). Bisogna mettere in conto tra i 330 e i 392 euro se si opta per Finlandia, Ungheria, Repubblica Ceca, Austria, Portogallo o Slovacchia. In Belgio la spesa iniziale sale a 517 euro e lievita in Lussemburgo (1.000 euro), Paesi Bassi (1.040) e Grecia (1.101). Nulla a che vedere con l'Italia, che supera di quasi 7 volte la media europea. Una differenza che frena, inevitabilmente, la nascita di nuove aziende. I costi nel nostro Paese non si traducono in velocità: se da aprile 2010 è possibile registrare un'impresa in un giorno (nel 2008 era 13 giorni) ne basta uno anche in Portogallo e ne sono sufficienti due nella Danimarca peró a costo zero. Nella media Ue, 7 giorni secondo i dati della Commissione Europea, rientrano inoltre Germania, Francia e Regno Unito. Da una analisi delle variabili contenuta invece nel 'Doing business in a more transparent World 2012' elaborata dalla Banca Mondiale emerge che per aprire una impresa in Italia serve lo stesso numero di giorni e di procedure che negli USA, ma il costo incide 18 volte di più sul reddito individuale ed è richiesto un capitale minimo pari al 10% del reddito contro lo zero della Germania. Per avere accesso all'elettricità in Italia si impiegano più di 6 mesi, contro due settimane in Germania. Un imprenditore del Belpaese impiega 285 ore per adempiere alle procedure per pagare le tasse (più di 35 giorni) e la tassazione incide per il 68% sul profitto, contro il 46% della Germania. Difficile così pensare di attrarre investimenti esteri. Se ai primi 4 posti della classifica mondiale ci sono Singapore, Hong Kong, Nuova Zelanda e Stati Uniti, è evidente anche la distanza dalle economie dell'area euro. Settimo il Regno Unito, 19esima la Germania e 29esima la Francia. Peggio di noi nel Vecchio Continente fa solo la Grecia. I dati parlano chiaro la velocità non è sinonimo in Italia di efficienza nei tempi, nei modi e nei costi, meglio qualche giorno in più piuttosto che creare l'impresa in un giorno ed aspettare poi mesi per i restanti permessi.

 

Proposta ricevuta da Giovanni

 

Ridurre al minimo la burocrazia che blocca l'apertura di nuove attività commerciali e startup. Solo così il nostro paese può ripartire e uscire da questo impasse.

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